I Senior delle Prime Nazioni in Australia
Edie e Flo appartengono al popolo delle Prime Nazioni Australiane e vivono nella parte occidentale del paese. Hanno circa sessant’anni e desiderano insegnare la lingua originale dei loro antenati ai bambini delle loro comunità. Stanno cercando idee su come farlo guardando all’interno del progetto “Closing the Gap” [1]. In quanto membri Senior della comunità, sono consapevoli del proprio ruolo nel preservare il benessere culturale delle famiglie e nel tramandare le tradizioni. Non è un compito facile.
Chi sono i Senior delle Prime Nazioni in Australia?
Si tratta degli abitanti originali di questo paese, presenti su questo territorio da 65.000 anni[2] . Come altri gruppi indigeni in altre parti del mondo, la loro sopravvivenza è stata messa a rischio dall’arrivo dei primi coloni europei nel 1775 e ancora oggi affrontano delle difficoltà nella vita quotidiana. Attualmente, con quasi 984.000 membri, questa comunità – nota anche come popolazione Aborigena e degli isolani dello Stretto di Torres – rappresenta circa il 3,8% della popolazione totale australiana[3]. Solo il 6% degli appartenenti alle Prime Nazioni ha più di 65 anni, a fronte del 17,2% della popolazione non indigena che proviene principalmente da Europa, Regno Unito e Asia.[4]
Esistono differenze tra i due gruppi di Senior in Australia.
Sebbene la popolazione australiana stia invecchiando rapidamente a livello nazionale, le popolazioni indigene invecchiano ad un ritmo più sostenuto rispetto alla popolazione non indigena. Infatti:
- L’aspettativa di vita alla nascita per le popolazioni delle Prime Nazioni è di 71,9 anni per gli uomini e 75,6 anni per le donne, contro gli 80,6 anni per gli uomini e gli 83,8 anni per le donne della popolazione non indigena.
- L’età media al decesso per gli australiani non indigeni è di 82 anni, mentre per gli indigeni è di 63 anni.[5]
- Gli australiani indigeni registrano tassi più elevati di patologie croniche multiple in età adulta, tra cui malattie cardiache e ictus, malattie polmonari e diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2, ad esempio, è più che doppio nella popolazione indigena rispetto a quella non indigena.[6]
Gli anziani svolgono un ruolo fondamentale nel preservare le radici culturali delle loro comunità.
I Senior indigeni sono considerati “biblioteche viventi”, portatori di storie che intessono la trama dell’identità e del patrimonio culturale aborigeno. Sono fondamentali nella guida della comunità e nei processi decisionali in quanto opinion-leader nelle loro popolazioni [7]. Tuttavia, il ruolo che ci si attende da loro non è facile da svolgere, a causa delle difficoltà che queste popolazioni affrontano nella vita quotidiana e che talvolta li portano ad una condizione di emarginazione rispetto al resto della società [8].
Differenze sostanziali nell’accesso alle prestazioni pensionistiche
Sebbene in Australia non esista un’età pensionabile fissa, il sistema stabilisce due date importanti. Ai 60 anni è possibile accedere ai fondi accumulati nei piani pensionistici (superannuation) durante la vita lavorativa. Ai 67 anni si iniziano anche a ricevere le prestazioni pensionistiche statali a sostegno delle spese di sussistenza. Esistono tuttavia notevoli differenze nelle modalità di accesso a tali risorse tra le diverse fasce della popolazione australiana.
Un australiano non indigeno, al compimento dei 67 anni, vede davanti a sé 15 anni di pensionamento – auspicabilmente sereni. Un australiano indigeno, considerando una aspettativa di vita di 63 anni, potrebbe non raggiungere la pensione pubblica e riesce a malapena ad accedere ai piani previdenziali privati.
Vi sono differenze anche nelle modalità e nei totali accumulati di tali risparmi tra i due gruppi: per le popolazioni indigene risulta spesso difficile rintracciare i contributi effettivamente versati, a causa di impieghi in contesti in cui tali somme non venivano corrisposte totalmente o corrisposte solo parzialmente. Le motivazioni di queste differenze spesso sono legate a lavori precari o alla mancanza di tutela dei diritti da parte dei loro datori di lavoro.
Una delle misure adottate per far fronte a tali disparità è stata quella di rendere le popolazioni indigene idonee a ricevere assistenza per la terza età già a partire dai 50 anni, tenendo conto delle differenze nell’aspettativa di vita e delle condizioni di salute. Attualmente si sta discutendo per estendere questa soglia dei 50 anni anche all’accesso alla pensione di vecchiaia e ai fondi pensione, cosa che sta dando vita ad un importante dibattito nel Paese.[9]
La “Generazione Rubata”
Un’analisi sui Senior indigeni in Australia non può prescindere dal considerare l’impatto del fenomeno delle cosiddette “Generazioni Rubate” (“Stolen Generations”). Il termine Generazioni Rubate si riferisce ai sopravvissuti tra i bambini indigeni che furono sottratti alle proprie famiglie in seguito a politiche governative attuate tra il 1910 circa e il 1970 nelle varie giurisdizioni australiane. Le motivazioni alla base di tale iniziativa erano controverse. Spesso venivano giustificate come una “protezione” dei bambini di etnie miste (principalmente europee e indigene) nell’intento di sottrarli a diverse forme di sfruttamento. Nel corso del tempo, questa iniziativa è stata ampiamente criticata e condannata.[10]
Uno studio condotto dall’Australian Institute of Health and Welfare nel periodo 2018-2019 ha rilevato che oltre 27.000 persone indigene di età pari o superiore a 50 anni appartenenti alle cosiddette “Stolen Generations”, erano sopravvissute. Il 28% di loro aveva 65 anni o più e, rispetto ad altri australiani – indigeni e non – della stessa età, questi sopravvissuti registravano condizioni peggiori sotto diversi aspetti sanitari e sociali. I sopravvissuti delle “Stolen Generations” hanno dovuto affrontare numerose difficoltà socio-economiche e il 71% di essi dipendeva dai sussidi statali come principale fonte di reddito.[11]
L’opinione pubblica e le istituzioni australiane stanno cercando di definire programmi per tutelare il diritto alla pensione, la salute e l’invecchiamento, adottando un approccio inclusivo, rimanendo sensibili alle specifiche differenze culturali e concrete esistenti tra i diversi gruppi etnici. Iniziative come il NAIDOC[12] – un movimento volto a riconoscere e promuovere i diritti delle popolazioni indigene – mirano anche a sostenere il ruolo dei Senior, considerati custodi delle tradizioni e garanti della preservazione del loro patrimonio culturale.[13]
Edie e Flo sono convinti che lavorare sul recupero delle lingue originali sia fondamentale. All’epoca della colonizzazione si parlavano oltre 250 lingue native; oggi ne sopravvive solo la metà e il numero di persone che le utilizzano effettivamente si è assai ridotto. Sono a conoscenza che ci sono alcuni approcci innovativi per favorire l’esposizione dei bambini a queste lingue. Sono consapevoli che la scomparsa di una lingua comporta la perdita completa di una visione del mondo. In qualità di Senior delle loro comunità possiedono una grande abilità nella narrazione e desiderano sfruttare questa risorsa per sostenere gli altri.[14]
Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono ad episodi vissuti o testimonianze/informazioni fornite all’autore e sono rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi casuale.
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Foto dell’autore dell’articolo.
[1] “Closing the Gap” è una campagna del governo australiano per superare le disuguaglianze che affliggono le popolazioni indigene del paese.
[2] Le popolazioni indigene dell’Australia comprendono due distinti gruppi culturali: gli Aborigeni (che hanno abitato principalmente l’Australia e la Tasmania) e gli abitanti delle isole dello Stretto di Torres (che hanno un’origine Melanesiana).
[3] Australian Bureau of Statistics: Estimates of Aboriginal and Torres Strait Islander Australians , 2021 Census
[4] Idem
[5] “Too many Indigenous Australians die before getting to claim the age pension. We need to make retirement fairer”. The Conversation. Settembre 2025
[6] Aboriginal Health and Ageing. Neura.
[7] What are the Roles of Indigenous Elders. BwTribal Blog
[8] “Discrimination against Indigenous Australians has risen dramatically, survey finds”. The Guardian. Maggio 2021
[9] “Too many Indigenous Australians die before getting to claim the age pension. We need to make retirement fairer”. The Conversation. Settembre 2025.
[10] Stolen Generations. Wikipedia
[11] Stolen Generations survivors face poorer health and wellbeing outcomes than other Indigenous Australians. Australian Institute of Health and Welfare. 2021
[12] NAIDOC ( National Aborigines and Islanders Day Observance Committee) / Celebrating NAIDOC 2026
[13] What role does an Elder have in Indigenous Communities?. NITV. Luglio 2017
[14] Nyiyaparli leaders are saving their language by taking it to young people where they are – on their phones . The Guardian. Dicembre 2025
Julio Gonzalez, educato in Messico, Canada e negli Stati Uniti, vive in Italia da più di trent’anni. Manager internazionale, ha gestito direttamente, in vari ruoli nelle Direzioni Risorse Umane dove ha lavorato, progetti di integrazione di aziende e culture diverse in Italia, Europa, Americhe, Asia e Oceania
















