Il Training Autogeno. Un metodo di rilassamento utile ai Senior

Noi boomer, a meno che non insorgano problemi seri di salute, siamo attivi: chi ancora lavora, chi si occupa di genitori grandi anziani, magari con un occhio ai figli non ancora pienamente realizzati, chi si prende cura dei nipoti.

Siamo una generazione vitale e vivace, ma qualche volta il tempo ci presenta il conto.

Può succedere, allora, di svegliarci in piena notte e sentirci sopraffatti dai pensieri, soffrire di ansia generalizzata, o di disturbi psicosomatici.

Tra le buone pratiche per affrontare i disagi e invecchiare bene, gli esperti ci consigliano spesso le tecniche di rilassamento. Ma come si fa a rilassarsi davvero? Se diciamo a una persona, o a noi stessi: «rilassati», otteniamo l’effetto opposto, proprio come quando pretendiamo di addormentarci a comando.

Il Training Autogeno è una delle tecniche di rilassamento più conosciute e studiate. Messo a punto dal neurologo e psichiatra tedesco J.H. Schultz (1884-1970) all’inizio del secolo scorso, ha alle spalle quasi cent’anni di applicazioni e diversi decenni di ricerca.

Con un allenamento quotidiano di pochi minuti può offrire benefici nella gestione dello stress, nell’equilibrio psicofisico e nell’adattamento ai cambiamenti che accompagnano questa fase della vita.

È semplice da apprendere, ma semplice non vuol dire facile.

Chi desidera imparare il metodo per adattarlo alle proprie esigenze personali deve anzitutto diffidare delle soluzioni che promettono risultati miracolosi. Un audio scaricato da internet o un rilassamento guidato, magari proposto in palestra, possono certamente favorire uno stato di distensione, ma non sono Training Autogeno.

Nel metodo di Schultz, infatti, l’esercizio si svolge senza una voce esterna che suggerisca sensazioni o immagini. Le formule vengono ripetute mentalmente dalla persona e l’esperienza si sviluppa in modo autogeno, cioè “che si genera da sé”.

Occorre mettere in conto un periodo di alcune settimane da dedicare all’apprendimento, con allenamenti costanti e regolari, meglio se con la guida di un professionista esperto.

È un percorso di sei esercizi, da sperimentare in successione, preceduti dalla formulazione della calma.

Gli esercizi si eseguono in una posizione comoda, ripetendo mentalmente delle formule verbali che evocano vissuti corporei: la pesantezza, il calore, il battito del cuore, il respiro, il plesso solare e la fronte fresca.

Una volta appreso, il metodo si rivela particolarmente utile perché autogestibile. Può essere praticato in autonomia e adattato alle esigenze personali: una sorta di autoterapia che ci accompagna quando serve.

La ricerca ne ha dimostrato l’utilità in molti dei disagi in cui i senior possono incorrere. Ne accenno brevemente alcuni; chi desidera approfondire il tema può fare riferimento ai numerosi libri disponibili (vedi suggerimenti a fondo pagina).

Sul piano corporeo, il Training Autogeno favorisce una riduzione dello stato di attivazione e una maggiore regolazione psicofisica. Può così agire favorevolmente su alcune funzioni che sfuggono al controllo diretto della volontà, come il ritmo del cuore, il respiro e l’apparato digerente, soprattutto quando stress e tensione ne alterano l’equilibrio.

La capacità di ridurre la tensione può essere utile anche nei percorsi rivolti a modificare comportamenti dannosi, come il fumo, l’abuso di alcol o l’alimentazione incontrollata. In questi casi il Training Autogeno rappresenta uno strumento di sostegno all’interno di un intervento più ampio.

Nell’insonnia, compagna molesta di molti senior, il Training Autogeno può aiutare a ridurre la tensione e l’attivazione mentale che accompagnano i risvegli notturni, migliorando così la qualità del sonno.

Può essere utile anche nella gestione del dolore cronico, riducendo la tensione e il carico emotivo che spesso ne amplificano la percezione.

Non meno importante è la dimensione psicologica e introspettiva del Training Autogeno.

Il terzo tempo della vita è per molti il tempo delle paure: della vecchiaia, della solitudine, delle malattie, della perdita delle persone care, del benessere economico, o in generale di ciò che si è conquistato.

Un metodo altamente introspettivo come il Training Autogeno ci aiuta a esplorare le nostre istanze più profonde, in un percorso di autoconsapevolezza ricco di sorprese.

Una panacea, dunque? Certamente no. Un metodo valido per accompagnarci e sostenerci nel nostro terzo tempo.

Per chi vuole approfondire:

https://www.armandoeditore.it/catalogo/sani-con-il-training-autogeno-e-la-psicoterapia-autogena/

https://www.patriziabelleri.it/libri-sul-training-autogeno/

Foto generata con IA da Patrizia Belleri

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Psicologa psicoterapeuta, cura il blog www.patriziabelleri.it

Per Osservatorio Senior, oltre ad articoli su temi psicologici, propone le recensioni di libri che ha letto e che le sono piaciuti

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