Vivere la longevità
Sabato 3 Ottobre si è tenuta a Milazzo, in provincia di Messina, una giornata di studio su “Vivere la longevità. Nuove identità, relazioni e cittadinanza”. È stata organizzata dal CESV di Messina con la collaborazione dell’ANCI Sicilia.
Osservatorio Senior ETS è stato invitato a tenere la relazione di apertura e a presentare i dati della ricerca “Il contributo sociale dei senior over 65” realizzata in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti, CSV Milano e CSV net.
Giornata ricca e interessante che è ruotata intorno al tema della responsabilità dei senior nella definizione della loro “nuova identità”.
La “bussola” della giornata sono stati i risultati della ricerca, e in particolare il dato sulla difficoltà dei senior, emersa dalla ricerca stessa, di trovare un punto di equilibrio tra le nuove libertà e le aspettative che si sono aperte con la cessazione del lavoro, da una parte, e le pressioni della famiglia e della società per essere (molto) presenti e disponibili, dall’altra.
Nella ricerca questo tema era stato tradotto in uno slogan: “attivi slow”, per sottolineare che i senior sono certamente disponibili e desiderosi di partecipare e di contribuire alla società, sia perché lo ritengono giusto sia perché fondamentale per mantenersi attivi, ma con modalità appropriate alle specificità della propria fase di vita e all’età.
Le parole che forse sono uscite con più forza dalla giornata, per dare concretezza alla ricerca di un nuovo equilibrio, sono state “scegliere” e “farsi carico”. In altre parole, i senior protagonisti della definizione della loro situazione di vita.
Letizia Bucalo, fundraiser, ha parlato di identità. Sui media ci sono fondamentalmente due identità opposte degli anziani: i super nonni, che viaggiano, si divertono, sempre belli tonici, e i fragili, costantemente a rischio di essere truffati.
La relazione della Bucalo si è concentrata sulla seconda, raccontando una campagna innovativa fatta dal Comune di Messina sul pericolo delle truffe. Invece di insistere sull’anziano fragile sempre in pericolo di essere imbrogliato, che non deve aprire la porta né dare confidenza a sconosciuti, che sono le cose che si dicono ai bambini, ha spinto su un ribaltamento della figura chiamando la campagna “prova a prenderli!”. Video e manifesti tutti orientati ad un ruolo attivo volto a scovare e denunciare i truffatori anziché nascondersi. L’idea alla base della campagna era che il primo veicolo di immagine dell’anziano, è l’anziano stesso.
Annamaria Passaseo, docente di pedagogia dell’Università di Messina, ha parlato di tre modi di vivere l’età che avanza: disimpegno e progressivo distacco, il ritiro nelle residenze per anziani; l’“agitazione” nel fare come se nulla fosse cambiato dagli anni di lavoro (che è un po’ la modalità che traspariva dai partecipanti ai focus group della nostra ricerca); l’ottimizzazione: cioè, scegliere ed adattare risorse, desideri e possibilità.
Tre le azioni suggerite per dare concretezza all’ottimizzazione: scegliere gli ambiti di impegno sulla base dell’importanza per sé e della gratificazione che se ne ricava; praticare con continuità e impegno le capacità scelte; non smettere di utilizzare le tecnologie. Ha portato il caso Trieste come un buon esempio di sistema cittadino orientato a favorire “l’ecologia” dell’invecchiamento.
Claudio Falasca, responsabile di Auser Abitare Anziani, ha parlato della dignità delle persone longeve come fondamento di cittadinanza. Si è rivolto agli anziani: la vita dignitosa in tutte le età, ha detto, è fatta di “funzionamenti”, cioè di operatività e di azione secondo gli scopi scelti. Ha elencato una serie di ambiti in cui si può “funzionare”: dalla salute fisica, alle relazioni ed i legami, al pensiero, alle altre specie animali e vegetali … e diversi altri. Scegliere e “dare seguito” sono stati i suoi incitamenti.
Alberto Randazzo, costituzionalista dell’Università di Messina, si è concentrato sul fatto che, per “dare gambe” alle nuove identità degli anziani, la costituzione può essere un aiuto importante. Perché se è vero che non parla esplicitamente degli anziani, se non per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, è vero anche che al suo centro ha la valorizzazione della persona in tutti i suoi aspetti. Ha discusso una serie di articoli che potevano essere presi in considerazione per indirizzare la legislazione sull’anziano e la costruzione delle nuove identità. Per esempio, l’articolo 2 che parla dei diritti inviolabili dell’individuo che la repubblica riconosce e garantisce; l’articolo 3 che sancisce il principio di uguaglianza di tutti i cittadini; il 36 che impone la salvaguardia della dignità sia sul lavoro sia delle condizioni economiche e non della vita post lavorativa.
Anna Papa, docente dell’Università di Napoli, ha spiegato che la giurisprudenza sta cercando di alzare i limiti di età delle fasce anziane riconosciute per legge, perché ormai sono tutti consapevoli che i 65 anni come inizio dell’anzianità sono troppo pochi: poco cambia rispetto agli anni lavorativi. Ma soprattutto ha sottolineato che con l’aumento della popolazione anziana sarà sempre più difficile garantire i servizi di aiuto a tutti. La comunità europea si sta concentrando sulla fragilità piuttosto che sull’età: anziani poveri, soli, caregiver, carcerati. Chiedendo agli stati membri di fare delle scelte di priorità.
Infine, Alessandro Seminati, direttore di CSV net, si è soffermato sull’attrattività delle organizzazioni di volontariato. Se i senior hanno desiderio di partecipare ma cercano modalità di coinvolgimento appropriate alle specificità della fase di vita e alla propria età, è necessario che le organizzazioni di volontariato si interroghino almeno su due cose: 1 capire che cosa significa in concreto, 2 adeguare le proprie logiche di funzionamento senza pregiudizi. Più in generale è importante che le organizzazioni tornino ad essere protagoniste del dibattito pubblico sulle politiche del territorio e che smettano di essere il “braccio armato” della politica partitica, perché anche dare la possibilità concreta di far valere la propria voce per il benessere reale del territorio è importante per sostenere la voglia di cittadinanza dei volontari anziani.
Il direttore del Cesv Messina, Rosario Ceraolo, ha chiuso una giornata di lavoro stimolante, incorniciata da un cielo e un mare splendidi, in cui c’è stato anche il tempo di fare una passeggiata al sole con un gelato in mano.
Foto per gentile concessione di Cesv Messina
Psicologo. Dopo più di 40 anni di lavoro nelle organizzazioni ha deciso di dedicare il suo tempo alla famiglia e allo studio delle religioni e della spiritualità nel mondo.












