Gli araldi del Parkinson
Riconoscere precocemente la malattia di Parkinson può essere complicato, dal momento che spesso i pazienti presentano segni e sintomi non specifici che si sovrappongono ad altri disturbi, sia neurologici sia di altra origine.
In questo studio caso-controllo (cioè uno studio in cui i casi esaminati sono confrontati con soggetti di controllo, parificati per età, sesso e molte altre variabili cliniche e sociali), i ricercatori si sono concentrati sulla compromissione funzionale presente prima che venisse posta la diagnosi di Parkinson, per cercare di capire quali siano i prodromi della malattia, ammettendo che esistano.
Utilizzando i dati di un’indagine sanitaria nazionale degli Stati Uniti, hanno registrato i sintomi correlati alla compromissione funzionale riportati da 56 pazienti affetti dalla malattia (età media 80 anni) durante i 3 anni prima che i pazienti ricevessero diagnosi di Parkinson; questi casi sono stati confrontati con diverse migliaia di pazienti di controllo abbinati per età e sesso senza la malattia.
I pazienti e i controlli sono stati confrontati su 27 segni neurologici e sintomi funzionali per ogni anno che ha preceduto la diagnosi di Parkinson.
Tre anni prima della diagnosi, i pazienti cui dopo questo periodo di tempo è stata formulata la diagnosi presentavano circa tre volte meno probabilità rispetto ai controlli sani di:
- essere in grado di camminare per 6 isolati (convenzionalmente la distanza corrisponde a circa 600 metri)
- mettersi in piedi autonomamente partendo da una posizione inginocchiata
- sollevare un oggetto pesante sopra la testa.
Quindi la compromissione funzionale, specialmente a carico dell’equilibrio, è iniziata 3 anni prima che i sintomi e i segni della malattia si manifestassero con evidenza.
La conclusione dello studio è semplice: i medici di famiglia ed il personale sanitario delle strutture di assistenza dovrebbero tenere a mente la possibilità di un inizio di malattia di Parkinson quando i pazienti, specialmente se molto anziani, riferiscono problemi di mobilità, di forza e soprattutto di equilibrio.
Un attento esame di questi pazienti potrebbe rivelare una sottile evidenza di compromissione della funzionalità corporea (bradicinesia, cioè rallentamento dei movimenti, presenza di lieve tremore a riposo, rigidità muscolare) e la consultazione neurologica potrebbe essere avviata per tempo, intervenendo con i mezzi a disposizione per rallentare l’evoluzione della malattia.
(Miller-Patterson C et al. Functional impairment in individuals with prodromal or unrecognized Parkinson disease. Bledsoe IO et al. Functional impairment preceding Parkinson disease diagnosis – What’s in a prodrome? JAMA Neurology 2022 Dec 19)
Foto Chinnapong su licenza iStock
Laureato in Medicina all’Università di Torino nel 1973, è stato Medico Ospedaliero e Medico di Assistenza Primaria presso l’ASL di Fossano. E’ stato Consulente redazionale di importanti riviste mediche e, dal 2003, Consulente scientifico del portale www.paginemediche.it, per quanto concerne l’aggiornamento riservato ai Medici.











