Il mio futuro

La storia di Agostino

Ho 59 anni, vivo in una città delle Marche dove mi sono trasferito per lavoro insieme a mia moglie. Ho due figli di 24 e 26 anni, una si è laureata da poco e sta iniziando a lavorare, l’altro ha smesso di studiare dopo le superiori e lavora da un po’.

Tutti e due proprio in queste settimane stanno cercando casa per andare a vivere per conto loro, quindi fra poco mia moglie ed io saremo soli in un appartamento che era abituato a vedere molta gioventù.

A 59 anni, la mia età di adesso, mio padre era già vecchio. Non era solo la mia impressione di allora, era proprio così. Era debole di salute e infatti dopo pochi anni ci lasciò. Si vestiva senza nessuna attenzione alle novità.

Era stato “messo a riposo” dall’azienda dove aveva lavorato e soprattutto i suoi discorsi erano sempre rivolti ai ricordi del “bel tempo andato”, mai un progetto, mai una parola sul futuro. Era, mi spiace molto dirlo perché gli ho voluto molto bene, ormai spento.

Faccio il confronto con chi sono io ora. Non vorrei peccare di autoincensamento, ma mi sembra che la mia situazione sia molto diversa, e migliore.

Innanzitutto, di smettere di lavorare non se ne parla. E’ una prospettiva che non passa dalla mia mente e che non passa nemmeno nella mente dei miei datori di lavoro, da cui continuo a sentirmi ripetere che la mia competenza ed esperienza è essenziale.

Mi dicono, e lo credo anch’io, che se me ne andassi farebbero fatica a trovare con chi sostituirmi (non che io sia particolarmente bravo, ma ormai si fa fatica a trovare e portare in azienda quelli che sanno un mestiere).

E continuare a lavorare non solo ti tiene impegnato, ma ti aiuta a sentirti vitale.

Anche sul fronte salute (per scaramanzia facciamo le corna!) non c’è confronto con quella di mio padre. Ho avuto la fortuna di essere ben curato quando è stato necessario, faccio abbastanza sport, bevo e fumo poco, mi controllo il peso.

Insomma, quelli della mia generazione hanno capito che è importante avere cura di se anche quando non si è ammalati.

Dovrei essere spaventato dal veder andar via di casa i miei figli? No, anzi è una soddisfazione vederli camminare sulle loro gambe. Soffriremo forse un po’ della loro assenza, ma manterremo i rapporti e non ci manca di sicuro, a me e a mia moglie, la compagnia di amici.

Ecco, se mio padre vedeva l’avvicinarsi dei 60 anni come l’arrivo della fine, io riesco a immaginarmi ancora il futuro! La mente in avanti, non solo all’indietro!

Continuerò a lavorare, mi prenderò cura della mia salute, farò sport, con mia moglie faremo finalmente qualche bel viaggio, ci vedremo spesso con gli amici.

Bella prospettiva! (beh… speriamo)

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Foto di Joe da Pixabay

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Un Commento

  1. Spyros 20 Dicembre 2024 at 14:22 - Reply

    Ciao Agostino,
    Io vivo in Finlandia ho 72 anni e non li sento e non li dimostro faccio sport e viaggio molto e l’inverno lo trascorro in Vietnam con mio marito e mio figlio che ha un handicap.
    La vita da pensionata non mi pesa anzi mi dedico a tante cose e l’estate da maggio fino ad agosto è bellissima è sempre giorno.
    Un saluto

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