La Cina aumenta l’età pensionabile
Dal 1° gennaio 2025 la Cina ha annunciato un cambiamento importante nelle sue pratiche pensionistiche. Ha abbandonato la precedente età pensionabile legale che vedeva gli uomini andare in pensione a 60 anni e le donne a 55 anni (se avevano lavorato in ruoli professionali) o a 50 anni (se avevano lavorato in posizioni più operative).
L’età pensionabile sarà gradualmente incrementata fino al 2040, quando l’età pensionabile legale raggiungerà i 63 anni per gli uomini, 58 anni per le donne in ruoli dirigenziali e tecnici e 55 anni per le donne in ruoli di lavoro operativo.
L’altro cambiamento importante avrà luogo a partire dal 1° gennaio 2030, quando gli attuali 15 anni minimi di contributi pensionistici aumenteranno a 20 anni. Le precedenti condizioni pensionistiche erano state stabilite nei primi anni ’50 ma lo sviluppo che ha interessato il paese negli ultimi 70 anni ha modificato drasticamente la situazione economica, sociale e demografica.
La sua popolazione è in calo e sta invecchiando, aspetti che creano un’enorme pressione sul bilancio pensionistico statale
Nel 2024 la popolazione cinese è diminuita per il terzo anno consecutivo, con un tasso di natalità che fatica a lasciarsi alle spalle i suoi bassi tassi. Nel 2023 l’aspettativa di vita media è aumentata a 78,6 anni, dai circa 44 anni nel 1960 e si prevede che supererà gli 80 anni entro il 2050. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità quasi un terzo della popolazione cinese, ovvero circa 402 milioni di persone, avrà più di 60 anni entro il 2040, rispetto ai 254 milioni del 2019.
Nel prossimo decennio, circa 300 milioni di persone, che attualmente hanno un’età compresa tra 50 e 60 anni, sono destinate a lasciare il mondo del lavoro cinese e andranno a rappresentare una sfida gestionale per il governo. [1]
Questa situazione sta creando già oggi un deficit di fondi nel sistema pensionistico: da una parte il crescente numero di persone che percepiscono la pensione e dall’altra la graduale riduzione della popolazione in età lavorativa dovuta anche alle politiche del figlio unico che hanno caratterizzato la Cina degli anni ‘80 fino al 2010 circa. Diversi studi e proiezioni hanno indicato che il sistema pensionistico rischiererebbe di andare in default entro il 2035. [2]
Le reazioni della popolazione
L’annuncio della nuova età per andare in pensione ha suscitato malcontento, come in altre parti del mondo dove queste misure sono già state prese. Sui social network cinese di Sino Weibo sono stati riportati diversi punti di vista contrari all’iniziativa con anche il timore che questa potrebbe non essere l’unica decisione che sarà presa per risolvere il problema: in tanti temono che col tempo l’età pensionistica potrebbe ulteriormente essere modificata verso gli standard di altri paesi occidentali.[3]
Le sfide nell’implementazione di questo cambiamento
Per affrontare il deficit di bilancio pensionistico, vari studiosi, tra cui Eli Friedman (esperto di politica del lavoro in Cina presso la Cornell University negli Stati Uniti), hanno affermato che non occorre solo un adeguamento dell’età pensionabile ma occorre implementare un cambiamento strutturale nel sistema di welfare. [4]
Tra le sfide che la Cina dovrebbe gestire troviamo:
- Armonizzare un sistema pensionistico altamente decentralizzato
L’attuale sistema pensionistico cinese è molto decentralizzato, con variazioni diverse per ciascuna località. Questa situazione rischia di creare problemi nell’attuazione delle decisioni organizzative nei diversi luoghi di lavoro e comunità.
- Le discrepanze tra sistemi di lavoro urbani e rurali
Sono registrate significative disparità tra le condizioni di lavoro dei lavoratori urbani e rurali, per quanto riguarda l’implementazione effettiva di quando poter andare in pensione. Nelle aree urbane, la percentuale di coloro che sono andati in pensione entro i 50 anni è più del doppio (63,4%) rispetto alle loro controparti rurali (31,1%). Una delle ragioni critiche di questa disparità è la differenza nella copertura pensionistica e nella quantità di denaro versato nei fondi pensione, che differisce in modo significativo tra aree urbane e rurali. [5]
- Le attese sul ruolo dei nonni e gli impatti sulla natalità
La decisione di modificare l’età pensionistica in Cina impatta anche su altri aspetti socio-culturali. In passato, una delle ragioni per le quali le donne andavano in pensione ai 50 o 55 anni era in parte legata alla necessità di giocare un ruolo come caregiver nella cura dei nipoti. Questa situazione ha risolto innumerevoli casi di genitori che sono migrati verso altre città nella ricerca di un lavoro o di migliori retribuzioni. Le nuove coppie potrebbero non sentirsi così sicure di poter avere figli davanti ad una potenziale impossibilità di garantire una cura per i loro bambini.
Una problematica da guardare a 360 gradi
Infine il professore Stuart Gietel-Basten, docente di scienze sociali e politiche pubbliche alla Hong Kong University of Science and Technology, ha fatto una serie di riflessioni sui cambiamenti necessari per gestire il problema della sostenibilità dei sistemi pensionistici in generale. Nella sua visione, aumentare l’età per andare in pensione oppure favorire l’incremento della popolazione, così come promuovere l’immigrazione dall’esterno, sono solo alcuni degli aspetti da considerare.
Secondo Gietel Basten, il tema dovrebbe essere visto in maniera olistica, aggiungendo anche investimenti in gerontecnologia in un tentativo di legare la tecnologia ai bisogni specifici delle persone meno giovani. “Potremmo reinventare la natura del lavoro nella mezza età e in età avanzata, in modo che non sia lo stesso lavoro e che non rappresenti lo stesso tipo di difficoltà”[6] e permetta in questo modo una maggiore e più sostenibile permanenza delle persone senior nel mondo del lavoro.
Guardando al futuro
Il caso cinese nella gestione della sostenibilità del suo sistema pensionistico ha tante sfide simili ad altri casi che stanno avvenendo in altri paesi. Sono messi in gioco temi di sostenibilità dei fondi, di impatto demografico, di revisione delle modalità di lavoro. Sembra che la definizione dell’età per andare in pensione sia solo il primo passo verso un investimento di molti sforzi e politiche volti a consentire una sostenibilità effettiva del sistema.
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[1] BBC China raises retirement age for first time since 1950s. Sett 2024 , Kelly Ng
[2] CNBC China raising its retirement age may be unpopular but it’s much needed. Sett 2024, Anniek Bao
[3] BBC. Idem
[4] DW China to raise retirement age amid demographic crisis. Marzo 2024, Yuchen Li
[5] China Labour Bulletin. Challenges and concerns surrounding China’s retirement age reform . Luglio 2024
[6] ABC China to raise retirement age to avert pensions crisis . Sett 2024, O. Coleman e I. Zhao
Julio Gonzalez, educato in Messico, Canada e negli Stati Uniti, vive in Italia da più di trent’anni. Manager internazionale, ha gestito direttamente, in vari ruoli nelle Direzioni Risorse Umane dove ha lavorato, progetti di integrazione di aziende e culture diverse in Italia, Europa, Americhe, Asia e Oceania












