I 70 come nuovi 60
Secondo le conclusioni di un’ampia ricerca pubblicata su Nature nel dicembre scorso, le persone nate nel 1950, quando hanno raggiunto i 68 anni avevano una capacità più alta dei sessantaduenni nati solo 10 anni prima.
Detto in altre parole: quando oggi ci si avvicina ai 70 si è ancora dotati di una serie di capacità ad un livello che un paio di lustri prima erano appannaggio solo dei giovani sessantenni.
La ricerca, oltre ad arrivare a questo significativo risultato, ha avuto anche il merito di spostare l’attenzione delle ricerche sull’invecchiamento dal tema della presenza o assenza di malattie, alla misurazione del livello delle capacità possedute e del conseguente livello di indipendenza. Che è poi ciò che maggiormente interessa ai senior.
Mentre i miglioramenti nell’aspettativa di vita sono ben documentati, è ancora incerto come la salute degli anziani oggi si confronti con quella vissuta dalle precedenti generazioni e la ricerca ha cercato di dare una risposta a questo quesito.
In particolare, per capire come la salute degli anziani oggi si confronta con quella delle generazioni precedenti, i ricercatori hanno elaborato un indicatore sintetico di capacità, a sua volta articolato nelle sotto aree delle capacità cognitive, locomotorie, sensoriali, psicologiche e di vitalità.
In tutte queste aree è stata raggiunta la conclusione che gli anziani di oggi sperimentano livelli più elevati di capacità rispetto alle generazioni precedenti della stessa età. Miglioramenti che sono risultati particolarmente evidenti per le capacità cognitive, ma anche per quelle locomotorie e di vitalità. I maggiori miglioramenti sono stati tra la coorte più recente esaminata (nati nel 1950) e la coorte dei nati nel 1940. Tra uomini e donne non sono risultate significative differenze del trend.
La ricerca è stata realizzata in prima battuta in Inghilterra coinvolgendo 14.710 partecipanti di età pari o superiore a 60 anni e in seconda battuta è stata estesa in Cina, dove il campione comprendeva 11.411 partecipanti di età pari o superiore a 60 anni. Il trend non è quindi limitato ad una specifica area geografico – politica, ma è stato riscontrato in due mondi significativamente diversi fra loro.
Dunque, che spiegazioni si possono dare di questo miglioramento?
Secondo i ricercatori, “i miglioramenti che abbiamo identificato non hanno una singola causa. Almeno due elementi sono da prendere in considerazione: uno è il livello di capacità con cui si entra nell’età avanzata, il secondo il rallentamento del successivo declino della capacità. Entrambi potrebbero dipendere da quel che è successo nella vita precedente: per fare degli esempi, la nutrizione, i comportamenti di fumo, la disponibilità di trattamenti medici”.
“Nella nostra analisi – dicono i ricercatori – la maggior parte dei miglioramenti nel funzionamento potrebbe essere attribuita a coorti di nascita più recenti che entrano in età più avanzata con livelli più elevati di capacità piuttosto che la minore influenza di un declino più lento della tarda età”.
Insomma, la longevità e il mantenersi sempre più a lungo in salute fisica e mentale si costruiscono lungo il corso della propria vita, fin dall’inizio.
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