La Via di San Francesco: da La Verna a Pieve Santo Stefano
Anni fa, Emanuele Schmidt ed io abbiamo percorso una parte della Via di San Francesco, un cammino che unisce La Verna a Roma in 22 tappe: 10 dal Santuario della Verna ad Assisi — quelle che allora abbiamo fatto — e 19 da Assisi a Roma. Naturalmente, non è possibile raccontarle tutte qui: esistono già ottime monografie dedicate all’intero percorso (ad esempio La via di Francesco, Terre di mezzo).
Ho quindi pensato di soffermarmi sulla prima tappa, da La Verna a Pieve Santo Stefano, sia perché è una piacevole camminata nei boschi, perfetta per una giornata all’aria aperta o per un weekend con pernottamento, sia perché lungo il tragitto si incontrano due autentici gioielli che meritano di essere visitati.
Ma andiamo con ordine.
Partenza: Santuario della Verna
Arrivo: Pieve Santo Stefano
Lunghezza: 15 km
Dislivello: +431 m / –1130 m
Tempo di percorrenza: circa 5 ore
Difficoltà: facile, con qualche breve tratto più impegnativo
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Alla Verna si può arrivare in macchina o in treno ed autobus da Arezzo.
Il ritorno da Pieve Santo Stefano a La Verna può essere effettuato comodamente in autobus di linea, in circa 40 minuti.
Per chi desidera pernottare, è possibile dormire e mangiare nella foresteria del Santuario.
Il Santuario della Verna
In questi tempi si parla spesso di San Francesco, sia perché dal prossimo anno il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale dopo cinquant’anni di assenza, sia perché di recente sono usciti diversi libri su di lui, alcuni di grande successo.
Questo rinnovato interesse testimonia come, anche a otto secoli dalla sua morte, la figura di Francesco continui a emozionare e ispirare credenti e non credenti.
Ci siamo trovati a La Verna proprio nel giorno della ricorrenza delle stigmate. C’erano tantissimi frati — molti dei quali giovani — e un mare di visi sorridenti che trasmettevano un’energia contagiosa. È stato bello partecipare a quell’atmosfera, non per ragioni di fede ma per la positività e la vitalità che emanava.
Il Santuario merita senza dubbio una visita, così come i boschi di faggi e abeti che lo circondano. Gran parte del percorso verso Pieve Santo Stefano si snoda proprio all’interno di queste foreste silenziose e suggestive.
Il Piccolo Museo dei Diari
La vera sorpresa del viaggio è stato il Piccolo Museo dei Diari di Pieve Santo Stefano. Anche in questo caso
siamo stati fortunati: siamo arrivati nel giorno della premiazione dei diari vincitori di un concorso annuale dedicato ai documenti più belli.
In un grande capannone, un centinaio di persone ascoltava due attori leggere brani tratti da questi scritti. È stato un momento di grande emozione e intensità.
Il giorno seguente, prima di ripartire abbiamo visitato il museo. Le visite sono esclusivamente guidate, con orari fissi o su richiesta, e valgono davvero una sosta.
Per chi desidera approfondire, nella rubrica “Spiritualità” di Osservatorio Senior si può trovare un’intervista alla direttrice del museo, che racconta la storia e il significato di questa straordinaria raccolta di memorie.
Questo itinerario lascia intravedere la ricchezza che si incontra lungo l’intero cammino. In ogni tappa ci sono meraviglie da scoprire:
- naturali, come il gruppo montuoso dell’Alpe della Luna;
- artistiche, come la Madonna del Parto di Piero della Francesca;
- storiche, come città ed eremi medievali;
- umane, come i volontari che curano e gestiscono i posti tappa — spesso monasteri o antiche pievi — da soli o insieme agli ordini religiosi che li custodiscono.
E poi esperienze inattese, come il Piccolo Museo dei Diari.
Un mondo, insomma, che merita certamente due settimane di tempo e un po’ di fatica.
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Psicologo. Dopo più di 40 anni di lavoro nelle organizzazioni ha deciso di dedicare il suo tempo alla famiglia e allo studio delle religioni e della spiritualità nel mondo.








