Flessibilità cognitiva nell’anziano
…perché conta e cosa sta studiando il progetto VR-FlexAI
L’età anziana è una fase dinamica che comporta spesso un periodo ricco di cambiamenti. Per questo motivo, diventa sempre più importante saper gestire le nuove necessità. Ogni giornata lo dimostra, anche nelle cose più semplici: un’interruzione mentre stai facendo un’azione in sequenza, una scelta improvvisa da prendere, un dettaglio che cambia e costringe a ricalcolare i passaggi.
È qui che lavorano le funzioni esecutive, il “direttore d’orchestra” del pensiero: selezionano ciò che conta, tengono la rotta, filtrano le distrazioni e coordinano le azioni. Tra le funzioni che rendono possibile questo adattamento, la flessibilità cognitiva è la capacità di cambiare direzione quando la situazione lo richiede: passare da un compito a un altro, aggiornare una regola, abbandonare una strategia che non funziona più e trovarne una nuova.
Con il normale invecchiamento è comune diventare meno rapidi nel “cambio di marcia” a causa di cambiamenti neurofisiologici tipici dell’età.
È invece da osservare una difficoltà nuova, frequente e impattante sulla quotidianità: per esempio quando ci si blocca davanti a cambi di programma, quando si fatica a riprendere un’attività dopo una distrazione, quando si insiste su una strategia anche se è evidente che non funziona, o quando gestire più richieste insieme diventa fonte di confusione e stress. In ricerca, è stato osservato che il peggioramento di queste attività può anticipare e prevedere un successivo declino cognitivo lieve.
Gli strumenti neuropsicologici classici che valutano la flessibilità cognitiva sono utili e standardizzati, ma hanno un limite riconosciuto: sono relativamente astratti e non riescono a catturare la complessità del mondo reale, fatto di interruzioni, scelte, distrazioni e sequenze da riprendere.
Il progetto VR-FlexAI e l’applicazione ACTA-VR
VR-FlexAI[1] nasce per colmare proprio questo limite: propone una valutazione della flessibilità cognitiva in realtà virtuale (VR), in un ambiente immersivo controllato ma più realistico, pensato per simulare contesti complessi e dinamici che richiedono esecuzione, adattamento e gestione delle interruzioni.
Per questo abbiamo progettato e realizzato l’applicazione ACTA-VR (Adaptive Cognitive Task-based Assessment – Virtual Reality), fruibile sul dispositivo Meta Quest 3, che sfrutta l’interazione naturale tramite tracciamento delle mani per eseguire le attività nell’ambiente domestico simulato.
L’esperienza include due situazioni quotidiane:
- una situazione in cui una routine domestica viene interrotta da un evento improvviso che richiede la presa di una decisione prima di poter riprendere con l’attività precedente;
- una situazione in cui le regole non vengono dichiarate esplicitamente e la persona deve inferirle in autonomia, mantenendo l’attenzione su eventuali cambiamenti improvvisi.
Oltre allo sviluppo dell’applicazione, lo studio propone un nuovo approccio valutativo in cui vengono inclusi anche il comportamento in VR, inteso come l’insieme delle misure comportamentali derivate dall’interazione dell’utente con l’ambiente virtuale (ad es. tempi di risposta, errori) e i parametri vocali, ossia indicatori acustico-prosodici estratti dalla registrazione della voce degli utenti durante l’esecuzione di alcuni test.
Per farlo, usiamo modelli di intelligenza artificiale che permettono di individuare quali indicatori descrivono meglio i diversi funzionamenti cognitivi degli utenti e, soprattutto, se questi parametri innovativi possono aiutarci a riconoscere cambiamenti precocemente.
Lo studio è articolato in due fasi.
La Fase 1 ha avuto l’obiettivo di verificare l’usabilità dell’applicazione e valutare l’esperienza in un gruppo di over 60 cognitivamente sani: la raccolta dati si è conclusa e le analisi sono in corso. Sul piano qualitativo, i partecipanti hanno mostrato buon coinvolgimento e una buona accettazione dell’ambiente.
La Fase 2 è attualmente in corso e mira ad ampliare il campione (includendo anche un gruppo di over 60 con sospetto deterioramento cognitivo lieve (MCI)) per valutare in modo più robusto quanto le misure analizzate siano in grado di caratterizzare la flessibilità cognitiva nell’anziano e di intercettare indicatori precoci di difficoltà esecutive.
La Fase 2 è ancora aperta. Chi desidera ricevere informazioni o valutare la partecipazione può contattarci inviando un’email a: chiara.pupillo@phd.unipi.it .
Foto donna pensierosa designed by freepik – Modella in posa
[1] È un progetto di ricerca sviluppato nell’ambito di una tesi di dottorato, in collaborazione con il Dipartimento di Computer Science dell’Università di Pisa, il HTLab – Università Cattolica del Sacro Cuore e il centro di ricerca NEMO LAB.
Psicologa e dottoranda in Intelligenza Artificiale presso UNIPI e HTLab, studia l’impatto psicologico e l’utilizzo delle nuove tecnologie (psicotecnologie) in contesti sperimentali e applicativi














