Difendersi dall’ageismo
Prosegue la serie di articoli dedicati all’ageismo. Dopo il primo pezzo dal titolo “Ageismo: se lo conosci lo eviti”, di seguito il secondo articolo sull’argomento.
Un’oncia di prevenzione. Forse, in questo caso, dovremmo adattare il detto attribuito a Benjamin Franklin, che nella versione originale recita: “Un’oncia di prevenzione vale una libbra di
cura”. Per prevenire l’ageismo, infatti, servono varie once di prevenzione, ma resta vero che prevenire è più facile che curare. La prima strategia di difesa dall’ageismo è quindi di agire comportamenti e fare affermazioni che smentiscano lo stereotipo. Eccone alcuni.
- Non smettere mai di imparare e parla delle cose che impari. Sappiamo già che apprendere cose nuove ci fa bene e ci è utile da tanti punti di vista. Ne aggiungo una: ci aiuta a dimostrare interesse per ciò che ci circonda e desiderio di essere inclusi nel futuro. Ma apprendere non basta: è cruciale parlarne perché serve a smentire lo stereotipo secondo cui i senior non hanno più voglia né capacità di imparare cose nuove.
- Mantieni ed espandi le tue reti di conoscenze. Interagisci con persone di tutte le generazioni per rimanere connesso e informato. Partecipa o, meglio ancora, organizza attività che uniscano diverse generazioni. Anche in questo caso, oltre a farlo, raccontalo. Lo stereotipo vorrebbe senior chiusi in sé stessi ed intenti, al massimo, a parlare con chi lavora nei cantieri. Dimostriamo invece che siamo ben connessi con tutti.
- Coltiva la salute fisica. Mantieniti in forma e attivo. Oltre a fare bene alla salute, contribuisce anche a contrastare gli stereotipi sull’invecchiamento come perdita di vitalità e forma fisica.
- Sottolinea il valore di portare una prospettiva diversa. Metti in evidenza come avere vissuto tanti cicli, situazioni e periodi sia un valore che porti alla conversazione, soprattutto con chi è più giovane. Ovviamente non siamo autorizzati a pensare di avere tutte le risposte per il solo fatto di avere un consistente bagaglio di esperienza ed è giusto che restiamo umili nel proporre i nostri punti di vista. Ma non restiamo zitti perché pensiamo che tanto non ci ascolteranno.
- Sottolinea la tua adattabilità. Dimostra coi fatti che sei disposto ad adattarti a nuove tecnologie e metodi, e che non temi il cambiamento e i nuovi inizi. Questo contribuisce a contrastare gli stereotipi che dipingono i senior come resistenti alle novità.
- Diventa un mentore. Offriti di fare da mentore ai più giovani. Questo mette in luce la tua competenza e il tuo desiderio di connetterti e di dare un contributo, oltre a crearti degli alleati nelle nuove generazioni. Come nei casi precedenti, suggerisco di parlarne, non solo di farlo. È utile a contrastare lo stereotipo secondo il quale i senior sono “prenditori netti”, cioè sono in una fase in cui prendono dalla società più di quanto vi contribuiscano.
- Rimani visibile. Se puoi, partecipa a eventi, parla a conferenze, scrivi articoli o post per mantenere la tua presenza nella comunità, professionale e non.
- Promuovi immagini positive dell’invecchiamento. Diventa un modello di invecchiamento attivo. Condividi storie ed esempi di senior che smentiscono gli stereotipi.
Quando la prevenzione non basta. E se qualcuno ci rivolge un commento ageista? In questo caso ci sono tre tecniche principali. La scelta corretta dipende dalla situazione.
- Rispondi in modo curioso. Se ci si rende conto che chi ha fatto il commento aderisce in modo inconsapevole agli stereotipi legati all’età, conviene rispondere con delle domande che lo aiutino a capire da solo che si sbaglia. Questo approccio ha il vantaggio di non essere giudicante e quindi di non suscitare reazioni difensive. Per esempio, si può dire, con tono curioso e non inquisitorio: “Stai notando un tema chiaramente legato all’età?” oppure “Quello che dici è basato su qualcosa che hai osservato o su un’idea generale?” oppure “Pensi che quello che dici si applichi a tutte le persone senior?”. Qualsiasi domanda che costringa la persona a riflettere di solito disinnesca l’automatismo che associa alcune caratteristiche alle persone sulla base dell’età anagrafica.
- Rispondi in modo rispettoso e assertivo. Se ci troviamo in una situazione in cui occorre fermezza per mettere le cose in chiaro, allora probabilmente è meglio fare delle affermazioni, ovviamente sempre in modo pacato e senza nemmeno un’ombra di risentimento. Per esempio, si può dire: “L’età da sola non è un indicatore affidabile di capacità.” o “Lasciamo da parte l’età e confrontiamoci sul merito della proposta.”
- Fai come se fosse jujutsu. Infine, possiamo scegliere di usare il commento ageista rovesciandone il significato. Nell’arte marziale nota come jujutsu, la forza utilizzata per difendersi proviene dall’avversario. Se scegliamo questa tecnica, l’osservazione ageista viene ribaltata e per trarre forza dall’inversione. Per esempio, potremmo rispondere così a chi ci giudica non più adatti al lavoro: “È proprio grazie ai miei anni di esperienza che riesco a vedere connessioni che prima non vedevo.” o “Lavoro meglio oggi di dieci anni fa, perché unisco velocità e profondità.” Per quanto riguarda le due grandi accuse mosse ai senior, di avere meno energia e di essere lenti, ecco come difendersi con il jujutsu: “L’esperienza rende efficienti nell’uso e nella distribuzione della propria energia, quindi ne serve meno.” e “I tanti anni di esperienza non rallentano, evitano errori inutili e costosi.”
Sperando di aver dato qualche spunto utile, vi do appuntamento al prossimo articolo in cui parleremo dell’intersezione tra ageismo e sessismo.
Odile Robotti è amministratrice unica di Learning Edge srl e autrice (“Il Talento delle Donne”, “Il Magico Potere di Ricominciare” e "I migliori cinquant'anni"). Riflette sul ruolo dei senior nell'era della longevità e li aiuta a reinventarsi. E' convinta che la seconda metà della vita sia la migliore.












