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Le Vostre Storie

Chi sono io adesso ?

La storia di: Federico

Sono confuso. Confuso così lo sono stato solo quando ero un adolescente. Quando sono diventato un uomo la confusione era passata, avevo ben chiaro chi ero, dove volevo andare, quali erano i progetti importanti per me. C’erano tante cose: il lavoro che mi prendeva e che mi assorbiva, la moglie che amavo, i tre figli per cui sono sempre stato un riferimento sicuro, la casa diventata di proprietà di cui ero orgoglioso e, sulla sfondo, amici e vita sociale tutto sommato soddisfacenti anche se mi ci sono dedicato poco. Mi guardavo allo specchio ed ero contento di me stesso.

Con una vita così non mi sarei aspettato di ritrovarmi ora, alla soglia dei 60 anni, con in testa uno sbandamento così forte. Per dirla in una parola, il punto è: ma chi sono io ADESSO ?
Capitolo lavoro: ancora ce l’ho, non sono in mezzo alla strada, e quindi sono più fortunato di altri coetanei, ma dove lavoro mi hanno “ridimensionato”, e tanto ! Ho meno responsabilità, conto meno, non vengo più coinvolto sui problemi. Questo fa rabbia, è difficilissimo da accettare, anche perché penso di avere competenza da spendere e cose da dire. Però è così, mi hanno classificato tra quelli anziani in uscita e mi sento come in una specie di anticamera, di purgatorio, in cui non so più cosa ci sto a fare. Ero considerato un bravo professionista nel mio lavoro, adesso non so più cosa sono e mantenere un po’ di autostima non è facile.
Finalmente avrei tempo da dedicare di più a mia moglie, ma la convivenza è stanca, con lei ci rispettiamo ma ci si trascina, non riusciamo a trovare in noi qualcosa che ci appassioni, che ci smuova.
Un caro amico mi ripete che devo trovarmi dei nuovi interessi, che devo allargare l’orizzonte delle mie conoscenze, non è che mi manchino le idee, manca la voglia, la motivazione, la determinazione verso qualcosa per cui vale la pena. E’ come se, smontato un giocattolo, non fossi più capace né di rimontarlo né di trovarne un altro altrettanto appagante.
Scusate la confessione e lo sfogo, ma è un sentimento che provo solo io ?

1 Commento

  • No, Federico !
    E’ un sentimento che ho iniziato a provare (e provo ancora) dal giorno in cui sono andato in pensione a 67 anni.
    La tua lettera si sposa perfettamente con le sensazioni che vivo quotidianamente e che mi stanno consumando.
    Per questo dico a tutti i “giovani” che mi circondano: “il lavoro è importante ma, dopo la salute, non deve mai, per nessun motivo, prendere il posto, l’importanza ed il tempo che BISOGNA dedicare ai figli ed alle relazioni amicali”
    Alla tua (e, figurati alla mia !) è difficilissimo entrare in nuovi ambiti e stringere nuove amicizie. Alla nostra età si “diffida” di tutti e, soprattutto non si ha più voglia di “adattarsi” a nuovi contesti, a nuove idee, a nuove personalità.
    Ti faccio i miei più grandi auguri ma la vedo lunga se non riesci a mettere in campo, oggi, un hobby trascurato in passato e che ti assorba per la gran parte di quelle infinite ore che cominceranno ad avanzarti !

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