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Psicologia e longevità

Come continuare a sentirsi giovani? Invecchiare con le amiche

Elda (56 anni) :“sai Carla, da quando sono entrata negli anta, ingrasso solo a guardare il cibo… pensare che mi bastava solo un po’ di moto per mandare giù i chili di troppo”

Carla:“lascia stare….stessissima cosa. Non me ne capacito e mi arrabbio pure. Però Giulia mi ha suggerito una dieta fantastica…. Mentre Luisa fa reiki e dice di avere trovato un nuovo equilibrio anche nel cibo…..

Il mercato di Paul Gauguin

Invecchiare, evento tanto fisiologico, quanto complesso e difficile.

Quali gli strumenti per farvi fronte?

Sicuramente le amiche sono fra quelli più preziosi.

Da sempre inclini, appassionate, infaticabili esploratrici dell’animo umano, fin da giovinette, le amiche creano dal nulla veri e propri laboratori di vita con le proprie simili. Si scrutano, si confrontano, chiacchierano instancabilmente cercando di dipanare smarrimenti e speranze, di trovare soluzioni, o semplicemente ascoltarsi. In un clima di complicità tutta al femminile.

In tutto l’arco dell’esistenza, questi laboratori spontanei sono preziosi. Forse ancora più mentre si invecchia.

Perché? Perché la vecchiaia, come tutti i passaggi esistenziali, è una fase complessa anche se non priva di potenzialità. Con le amiche in particolare se ne possono affrontare e condividere molti aspetti e meglio mettere a punto limiti e aspetti ancora valorizzabili.

A iniziare ad esempio dal corpo che cambia.

Come ci dice all’inizio Elda, il corpo cambia in un modo che non sempre ci piace. Bisogna fare i conti con il metabolismo diverso, con le rughe, con i capelli che imbiancano, con una forza e una tonicità diminuite. Non è solo una questione estetica: è una nuova immagine di noi stessi con la quale dobbiamo imparare a familiarizzarci e a presentarci al mondo. Con la paura di non piacerci e di non piacere più.

Elda e Carla quindi, non stanno parlando solo di una frivola questione estetica. A partire dai chili di troppo, più difficili da mandare giù, si danno consigli, condividono frustrazioni, studiano soluzioni. Stemperano il disappunto anche con un briciolo di ironia e con molta complicità. Insomma insieme prendono atto dei cambiamenti e imparano a fare i conti con una nuova immagine di loro stesse che va configurandosi. Meglio definendone, strada facendo, limiti e punti di forza.

Mentre si viene a patti con le nuove forme, con le amiche è anche più possibile ritrovare o mantenere il filo conduttore di se stesse.

Rossella(63 anni) : Cara amica tu invecchi, ma ti trovo sempre bella . La gente ti cerca e vuole la compagnia. Non è lo stesso per me. Mi vedo brutta e trasparente.

Cristina: Storie . E’ che ti sottovaluti. Non è una novità, sei sempre stata così. Poi se prendi fiducia nessuno ti ferma più. Non ricordi quella volta che….”

A uno sguardo divenuto troppo critico e disilluso su di sé un’amica può affiancarne uno più lucido e prospettico. Nella donna che hanno innanzi, magari disillusa e sfiduciata, le amiche con più facilità continuano a intravvedere anche la ragazza che hanno conosciuto tempo indietro, con i suoi punti di debolezza e di forza di sempre. Riconoscersi in parte in quella ragazza, attraverso gli sguardi delle amiche, spesso aiuta a restituire una spinta importante. Regala un prezioso senso di continuità che di fronte alla perdita della giovinezza rischia di offuscarsi.

Con le amiche è anche più possibile disegnare il contorno di un futuro che continui ad apparire interessante. A partire dal nominare e condividere speranze e paure.

Giovanna (anni 60): talvolta penso che vorrei pensare al mio futuro di vecchiaia in modo serio.   Non voglio pesare sui figli, non voglio che altri decidano per me se starò male. Non vorrei neppure pensarci ora però perché mi angoscio. Tu che dici Emma?

Emma: sì penso a tutto questo. Ma penso anche, se avrò la fortuna di stare bene, che potrei avere ancora del tempo per qualche sogno rimasto troppo a lungo chiuso nel cassetto. E vorrei realizzarlo. Tu ne hai?

Giovanna ed Emma guardano a due aspetti del futuro in questa seconda parte della vita, entrambi cruciali: quello di trovare le energie per soddisfare qualcosa di importante per sé che fino ad oggi non ha potuto prendere quota.

Quello della paura di un futuro in cui, al contrario, ad esempio la malattia o una insufficiente sicurezza economica, divengano troppo mortificanti della propria autonomia nonché del proprio potere decisionale quindi della propria autostima più complessiva.

Già condividere, nominare questi aspetti, mette entrambe reciprocamente in una posizione più attiva, esplorativa, più creativa e di minore solitudine, nonché, magari, anche di ricerca di strategie possibili.

Non sono poche le donne oggi, per esempio, che pensano e talvolta realizzano il cohousing, trovando in questa forma di coabitazione che salvaguarda autonomia e socializzazione, una soluzione preziosa.

Qualunque siano le forme fisiche che si abitano nell’arco di un’esistenza, più facilmente le amiche ti vedono bella e detestabile come sempre; per le cose di sempre.

Proprio per questo diventa allora un po’ più possibile lenire il dolore di quanto si perde, mettendo a fuoco anche le cose destinate a rimanere. Quindi a tornare a fantasticare su quello che potrebbe ancora essere.

Sentendosi prese per mano. Fra il prima e il poi.

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