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I giornali e gli “anziani”

Leggo su un quotidiano “Due anziane uccise nella loro casa”. Leggo l’età: 70 e 75 anni. Ma come si permettono di definirci anziane a 70 anni? Penso anche che sia un po’ squalificante, come per dire “tanto erano anziane, che importa?”

Sul dizionario “anziano” è una “persona avanti negli anni”. Certo non è facile definire quanto avanti negli anni. Perché l’idea di anziano si associa al decadimento fisico. “Cedete il posto agli anziani.” Ma quando una persona fa fatica a reggersi in piedi? Insomma da una parte ci sono differenze individuali, dall’altra le età della vita si sono allungate e i 70 e gli 80 anni non fanno più paura come prima e non sono più quelli di una volta. Non è raro che a quelle età si sia ancora prestanti. Anziani a 90 anni, allora? Forse. Ma magari i novantenni non sono d’accordo.

Il punto ci pare l’ossessione dei giornali nel soffermarsi sull’età. Non sarebbe preferibile dire “Due donne uccise”, dato che l’identità di genere è importante perché ha a che vedere con la capacità di difendersi, minore nelle donne, ma l’età è molto meno importante. La stessa critica ci pare possa essere fatta quando si parla di “un pensionato investito sulle strisce pedonali”. Il fare riferimento solo alla pensione cancella l’identità lavorativa, che è parte costitutiva della personalità. Non sarebbe meglio dire “Un ex-idraulico” o “un ex commercialista”? Il concetto di pensionato è una definizione in negativo, pure essa un po’ squalificante. Pensionato si associa a “vecchio” “ai margini della società”, un peso per l’INPS secondo le più malevoli definizioni.

Ovviamente non sceglieremmo mai il termine “diversamente giovani”, troppo lungo e davvero ridicolo, copiato di peso dal politicamente corretto americano. Si può usare per gioco ma non lo si può prendere seriamente. Conosco ciechi che preferiscono di gran lunga essere chiamati “ciechi” piuttosto che “non vedenti” dimostrando che l’intelligenza non decresce insieme alla vista. Di noi non si può dire che siamo “giovani” neppure “diversamente” perché lo spirito può essere giovane quanto vogliamo ma il corpo non mente.

Se proprio si vuole parlare di età forse ci sembra preferibile il termine “senior”. Interessanti i significati della parola inglese: “più vecchio” ma anche “superiore”, “più ragguardevole”. In Italiano senior si associa per assonanza a “signore” che è un “appellativo di riguardo e di cortesia” e significa anche “agiato”. Insomma ci pare che senior non neghi l’età avanzata ma la associ a connotazioni positive che decisamente pensiamo di meritare.

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