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Le Vostre Storie

La mia solitudine nascosta

La storia di: Laura

“Non mi trovo in questa società malsana, sono un’ex insegnante di 62 anni, sola, di Genova … trovo persone vuote e insensibili oppure individui che prendono la donna come giocattolo, lo usano e lo gettano… ma dove sono finiti i veri valori umani? Ammirare un tramonto, giocare con le nuvole insieme? Guardarsi negli occhi in silenzio… parlare, dialogare, non solo chiacchiere di cose futili che è diverso, ma aprire il cuore, tutti siamo soli … ma ognuno ha per compagnia la paura di uscire dal guscio della solitudine. Grazie per aver letto e se qualche persona femminile è interessata – o anche maschile ma seria ne dubito – io mi chiamo Laura.”

Laura ha chiesto di avere una risposta pubblica dalla psicologa esperta del mondo senior. Risponde Silvia Lo Vetere:

“Gentile Signora, tre cose mi colpiscono in particolare della sua lettera.

La prima è che insieme alle sua amarezza e alla delusione per l’amore, si intuisce anche un’ attesa, per fortuna, non ancora esaurita. La speranza di un amore romantico, fatto di un’ intesa sentimentale e non solo fisica.

La seconda cosa è che, pur in una fiducia colpita e delusa, si intravvede ancora il desiderio, per fortuna, di avere relazioni umane significative e affettuose.

La terza è che lei ha coltivato e realizzato nella sua vita, una professione molto interessante e importante, quella di insegnante. Una professione che richiede, oltre alla competenza, significative capacità umane.

Queste tre cose indicano tre sue importanti qualità e ricchezze che devono assolutamente ritrovare una loro strada, anche se oggi si dice così scoraggiata.

Ha mai pensato a qualche attività di volontariato o di svago? Non tanto per passare il tempo. Questo non è sufficiente.

Spesso si cercano un po’ a caso le persone per fare delle cose, sperando che da incontri casuali nascano legami. In realtà è molto più possibile che si realizzino rapporti, scegliendo un’area di impegno e di svago che davvero ci appartiene e ci interessa. E’ lì che con maggiore facilità si trovano compagni di viaggio più affini, sia in amore, sia nelle amicizie.

Cerchi di pensarci attentamente e di coltivare anche un piccolo iniziale interesse che sente suo. Senza troppe attese iniziali sull’amore e l’amicizia. Sarà la frequenza abituale di un luogo, e delle persone che lo abitano, ad aiutarla a rimettere in campo le qualità che ha.

Non molli perché a sessantanni oggi si è ancora giovani!

Le faccio i miei migliori auguri per un 2018 più soddisfacente.

Qualche lettore ha qualcosa da suggerire alla signora, anche solo per aprire la discussione?”

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