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Le Vostre Storie

Papà di 2 bambini a 60 anni

La storia di: Marco

Dopo essermi separato da mia moglie, nel 1998 sono andato in Brasile, dove ho realizzato il mio sogno di aprire una mia Impresa, sono rimasto in Brasile fino al 2014, in Brasile ho conosciuto la donna della mia vita, una ragazza 29 anni più giovane di me, ci siamo sposati in Brasile e abbiamo deciso di vivere in Italia. Sono tornato a vivere nella mia terra nativa in Abruzzo, mia moglie straniera e molto più giovane di me non è piaciuta alla mia famiglia, sono iniziati i primi problemi, anche dopo la nascita di Angelica e Massimiliano i rapporti non sono migliorati, stiamo soffrendo molto perché non abbiamo amici e siamo senza una famiglia. In poche parole siamo discriminati e preoccupati anche per il futuro dei nostri bambini, sono disposto a fornire altri dettagli in caso c’è ne fosse bisogno.

Marco ha chiesto di avere una risposta pubblica dalla psicologa esperta del mondo senior. Risponde Silvia Lo Vetere:

Gentile signore,

da quanto scrive lei è un uomo coraggioso, che ha fatto scelte importanti, credo non sempre facili, nella sua vita. Ha avuto quindi anche giusti e significativi ritorni: la realizzazione di un’impresa professionale, una famiglia e dei figli che ama molto.

Quando realizziamo cose per noi significative nella vita, tutti vorremmo che venissero apprezzate anche dai nostri cari e quindi anche dai nostri familiari. Vorremmo mostrarle con l’orgoglio di averle portate a termine e anche con la gratitudine verso chi, mettendoci al mondo o facendo parte del nostro mondo da sempre, in qualche modo ha contribuito a renderle possibili.

Purtroppo questo non sempre accade come ci si aspetteremmo e come desidereremmo.

Lei è tornato al suo paese di origine, probabilmente pieno di speranze. Ora si scontra con una delusione che deve imparare a gestire perché non diventi un reciproco incaponimento che temo non faccia che peggiorare le cose.

Non credo sia l’affetto a mancare nelle relazioni con i suoi parenti, se no non sarebbe ritornato immagino.

Piuttosto credo che il suo rientro, con la sua nuova giovane moglie straniera, vi abbia posto al centro di uno scontro di mentalità, difficilmente conciliabile.

Ha vissuto a lungo in un Paese, il Brasile, multietnico, dove differenze di pelle e di appartenenza culturale, non fanno specie. Ritorna nella sua terra nativa e trova una visione della famiglia che, nei pregi e nei limiti di questo, è ancora per lo più molto tradizionale e meno predisposta alla cose diverse.

Perché non pensa seriamente di trasferirsi in un’altra città , con sua moglie e i suoi figli?

Se c’è una strada perché voi ritroviate una vostra serenità e costruiate una rete di relazioni importanti, è sicuramente in un contesto più accettante.

Senza escludere che magari, nel tempo, con una distanza di sicurezza anche i parenti possano sentirsi meno ostili e più disposti al contatto.

Lo pensi seriamente per la vostra coppia che, a quel che scrive, merita di continuare ad amarsi e a costruire affetti e relazioni godendosi quanto realizzato fino a qui. Lo pensi seriamente per i vostri figli che pagherebbero le conseguenze di un’ostilità destinata, temo, solo a crescere nel tempo.

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