Chi sono diventato?
La storia di Carlo
E’ molto facile dire chi ero, molto meno chi sono diventato.
Ero un Dirigente di una grande azienda che fornisce servizi energetici per enti pubblici e privati.
Ero il responsabile di quelle che in gergo aziendale sono chiamate le operations, nel nostro caso tutte le attività per fornire ai clienti l’assistenza e le manutenzioni necessarie. Nella mia struttura lavoravano quasi trecento persone, quadri, operai e tecnici qualificati.
Ho lavorato in questa stessa azienda gli ultimi venti anni della mia vita lavorativa, ne sono uscito l’anno scorso all’età di 70 anni, devo dire che fosse stato per me probabilmente avrei continuato, sentivo di avere ancora la forza e la motivazione per continuare, ma l’azienda ha voluto diversamente.
Non ero preparato all’uscita, sia psicologicamente, sia economicamente, sia concretamente sul come avrei impiegato l’improvviso tempo libero che mi si spalancava davanti.
Le prime settimane da “pensionato” non le ricordo bene, ero un po’ inebetito, ancora sotto choc per il cambiamento, sono sempre stato piuttosto lucido nei miei pensieri e invece in quei momenti non riuscivo a metterli in fila.
Col passare del tempo ho superato lo choc, ho cominciato a guardarmi intorno e ad apprezzare le dimensioni che avevo sempre trascurato: gli affetti familiari, prima di tutto, poi mi sono chiesto a cosa dedicarmi che mi potesse piacere, non mi è sembrato il caso di cercare degli incarichi professionali da consulente, mentre ho pensato che avrei potuto sistemare un appartamentino ricevuto in eredità per metterlo a frutto e ammodernare casa mia che ne aveva bisogno. Così ho fatto e occuparmi dei lavori delle due case è stata una buona scelta, almeno dal punto di vista del tenermi occupato con qualcosa che mi interessa e mi piace.
I ritmi sono cambiati, la tensione che vivevo prima quotidianamente non c’è più, nel bene e nel male, e mi sto adattando gradualmente a questa nuova condizione.
Però, per uno come me che ha avuto una identificazione fortissima con il proprio lavoro e che veniva riconosciuto da tutti per quel che ero sul lavoro, rimane un’inquietudine di fondo: non sono più il Carlo di prima ma ancora non ho capito: chi è il Carlo di adesso?
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Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay














Un problema che tutti sperano di riuscire ad avere