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Argomenti Interviste

Senior Caffè

Intervista a Lidia Ravera.

 “SENIOR CAFFÈ è prima di tutto un caffè e poi leggerezza, intelligenza in libera circolazione, intimità e sorellanza… è aperto alle donne che hanno compiuto il sessantesimo anno di età… ed è un luogo fisico d’incontro dove possiamo guardarci e ascoltarci… Non un dibattito, non una conferenza, ma uno scambio di parole, di pensiero.”

Così si presenta Senior Caffè, l’iniziativa ideata e realizzata a Roma da Lidia Ravera e Maria Palazzesi, con il supporto organizzativo di Archivia, basata su una serie di incontri condotti dalla nota scrittrice, che ha al suo attivo una trilogia di romanzi sull’invecchiamento (“Piangi pure”, “Gli scaduti”,“Il terzo tempo”) e che si descrive in questo modo: “Soffro di “anziano-fobia” da quando avevo 13 anni e ormai sono un’esperta. Recentemente ho scoperto che invecchiare fa parte della vita e non corrisponde ad una mutazione, non diventi tutti quegli aggettivi squalificativi che hanno inventato per te. Si nasce si cresce. E l’ultimo tratto di strada può essere anche in discesa”.

Ad oggi si è svolta un’edizione di Senior Caffè, con cinque incontri di un paio d’ore l’uno tra maggio e giugno scorsi, a cui hanno partecipato una ventina di donne che hanno dibattuto i temi della vita a questa età. Un’esperienza da raccontare, innanzitutto, ma anche un’iniziativa da replicare e magari da diffondere in tutta Italia, com’è negli intendimenti delle promotrici.

E’ Lidia Ravera a raccontarci di quest’esperienza e delle sue prospettive in questa breve intervista che ha concesso a Osservatorio Senior.

Innanzitutto, perché vi siete rivolte solo a donne ?

Io sono molto colpita dal silenzio del femminismo su questa età, a maggior ragione perché le fondatrici del femminismo sono donne oggi tra i 70 e gli 80 anni. Si vive la corvée da nonne che suppliscono alle mancanze del welfare, ma non c’è riflessione e dibattito sulle condizioni di vita delle donne senior. Quando queste donne avevano 20 anni il disagio era politicizzato, ora il nulla e mi domando perché questa spinta si è esaurita. Questo è il senso di un’iniziativa rivolta a donne oltre i 60 anni.

 

Avete già realizzato una prima esperienza di Senior Caffè. Quali sono stati gli argomenti che avete dibattuto di più e che più appassionano ?

Gli incontri sono stati molto partecipati e molti sono stati i temi affrontati.

Tra quelli più intensamente sentiti, sicuramente c’è quello della seduzione. Ci si intrerroga sulle proprie trasformazioni e sulle possibilità della seduzione a questa età, in tutte le sue forme. Con l’intenzione di continuare ad esercitarla trovando le modalità più congeniali alla nuova condizione.

Naturalmente anche la salute è argomento di dibattito e preoccupazione. Quando il corpo ti rema contro non puoi essere indifferente e la paura delle malattie viene spesso tirata a galla, parlarne e condividere le paure è confortante.

Abbiamo parlato anche del disprezzo degli altri verso le donne all’avanzare dell’età, di come possiamo affrontare questi sentimenti e di come reagire: condividendo che “invecchiare bene è una forma d’arte”.

Proseguirà l’eperienza di Senior Caffè ? Come utilizzerete quanto emerso dagli incontri ? E più in generale che prospettive vi immaginate per questa iniziativa ?

Gli incontri di Senior Caffè proseguiranno sin da settembre. Le persone che hanno frequentato i primi incontri chiedono di continuare e penso che sarano messe in cantiere nuove edizioni.

Mi piacerebbe molto che Senior Caffè si diffondesse anche in altre città italiane e per questo, insieme ad Archivia e a Maria Palazzesi, stiamo pensando come fare.

Spero che l’iniziativa e lo spirito che l’anima si diffondano, è importante che si faccia strada un sentimento oggi non tanto presente: l’orgoglio di invecchiare, di invecchiare bene. E allora perché non lanciare anche un “Age Pride” ?

 

Per info e prenotazioni: Maria Palazzesi  <mariapalazzesi.archivia@gmail.com>

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