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Le Vostre Storie

Ricomincio da me

La storia di: Giò

54 anni donna lavoro ancora, vivo con mia figlia di 21 anni, mi ritengo una persona tranquilla, pacata, piena di valori, avevo un compagno di 60 anni che mi ha scaricato all’improvviso dopo quasi 5 anni dicendomi che non si voleva accontentare… che voleva fare altro, che io non ero abbastanza, ecc.
Mi fermo qui, è stato devastante per me… mi sto rimettendo in piedi lentamente ma ce la posso fare. Mi divido tra lavoro casa e palestra, mi sto dedicando a me stessa ma sono delusa, tremendamente delusa. Piano piano questo schifo che ho addosso scivolerà via e io ricomincerò più forte di prima…
Ho diversi sogni nel cassetto, diversi posti da vedere, viaggi, magari mi prendo anche la patente per la moto, che è il mio sogno più grande… perdonate le chiacchiere.

Giò ha chiesto di avere una risposta pubblica da una psicologa esperta del mondo senior.  Risponde Silvia Lo Vetere:

“Gentile signora, una situazione indubbiamente dolorosa. Non potrebbe essere diversamente, in qualunque fase della vita. A cinquantaquattro anni per certi aspetti può esserlo ancora di più.

Perché a cinquantaquattro anni si possono avere indubbiamente ancora tante cose belle da assaporare della vita, ma si comincia anche a realizzare che il tempo non è infinito. Che le nostre energie sono ancora tante, ma non le stesse della gioventù. La complicità di un compagno allora, nell’attraversare questa seconda parte della nostra storia, è giustamente preziosa e attesa. Un riferimento, se si ha avuto una buona relazione, fra i più importanti per entrambi.

Quando non è così, oltre al dolore di sentirsi abbandonati c’è allora anche la forte delusione, la rabbia, il senso di tradimento proprio di questa implicita e reciproca promessa non mantenuta.

Una cosa che può esporre a un forte senso di solitudine, ma anche turbare profondamente la propria autostima non magari già così pronta alla ripresa come a vent’anni.

Le sue parole indicano molte risorse e capacità dentro di lei che, sono sicura, saprà sfruttare. Forse lei oggi, ferita, stenta a crederci davvero fino in fondo. Recuperare questa fiducia però, è ora il suo compito.

Stia nei suoi viaggi futuri vicino a persone che le dimostrano affetto e fiducia; magari con le amiche che spesso, in queste situazioni, sono preziose. Preziose nell’aiutarla a ritrovare se stessa.

Non ha bisogno per forza di un uomo per fare questo. E se più avanti davvero lo vorrà, saprà scegliere un altro partner. Magari più all’altezza”.

1 Commento

  • Giò, hai ragione ! E se davvero ti piace andare in moto, prendi la patente come prima cosa !
    Sai esistono una lunga sfilza di persone cretine come quello che ti ha “perduto”. Già mi piace che ti senti di farcela ed allora ti faccio i miei più grandi auguri !

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