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Senior nel mondo

Katrin e Jorgen: coppia di senior tra vulcani e cascate in Islanda

Katrin e Jorgen sono una coppia che gestisce un piccolo albergo nella zona orientale dell’Islanda. Negli ultimi anni hanno trasformato la loro fattoria per dare servizi di ristoro, sviluppando un buon giro d’affari che è cresciuto negli ultimi anni grazie al boom turistico che sta vivendo il paese. Già entrambi over65, stanno pianificando di ritirarsi nei prossimi anni. La loro piccola attività, abbastanza consolidata, dà del lavoro stagionale a diverse persone e vorrebbero trasferirla a qualcuno dei loro parenti, perché i figli lavorano a Reykjavík e non pensano di ritornare a vivere nell’Est del paese.

Foto di nextvoyage da Pixabay

L’Islanda è un paese in mezzo al Nord Atlantico posizionato tra due placche tettoniche: quella Nordamericana e quella Euroasiatica, geograficamente più vicino alla Groenlandia (e dunque al continente americano) che all’Inghilterra europea. La cultura islandese e la concezione di vita sono però fortemente assimilabili ai paesi scandinavi, specialmente alla Danimarca, alla quale l’Islanda è rimasta sottoposta politicamente fino agli anni ‘40 del ‘900.

Durante la seconda guerra mondiale l’Islanda è stata un avamposto americano, cosa che ha donato al paese una rete di comunicazioni e di strade che in gran parte continuano ad essere usate anche oggi. Con i suoi ca. 103.000 km² di superficie è la seconda isola in estensione dell’Europa, con un’attività geotermica e vulcanica intensa e con un paesaggio unico e mozzafiato tra vulcani, geyser, cascate, iceberg, ghiacciai e vaste pianure. Seppur piccola si è fatta notare nel mondo col suo crack economico del 2008 e più recentemente coi suoi vulcani in eruzione che hanno bloccato il traffico aereo della parte nord del mondo per mesi. Recentemente, ha varato una legge, unica nel mondo, che entro il 2020 dovrà assicurare la completa parità di stipendi tra uomini e donne.

Grazie al turismo, che l’ha fatta diventare una meta ‘must-to-go’, è presa d’assalto da quasi 3 milioni di turisti ogni anno, cosa che mette a dura prova le strutture, le strade, i rifornimenti (considerando che importa la gran parte dei beni di tutti i tipi) e tutti quei servizi pensati per una popolazione residente di poco più 320.000 persone secondo i dati del 2016 ! Chi ha viaggiato in questa landa non può che ricordare chilometri e chilometri di territori poco popolati. Ci sono piscine comunali d’acqua calda (spesso termale) ovunque, anche nelle piccole località più remote : un dono della natura a questo paese , che i locali amano e che sono luoghi di socializzazione che hanno circa la stessa funzione delle piazze mediterranee.

Foto Helgi Halldórsson from Reykjavík, Iceland [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)]

In questo contesto particolare, gli over 60 rappresentano circa il 20% della popolazione e si prevede che diventeranno il 30% nel 2050. Secondo i risultati del Global AgeWatch del 2014, l’Islanda è tra i primi 10 posti in tutti gli indici che indicano la qualità della vita degli over 60. È al settimo posto come indice complessivo e al terzo posto per la sicurezza economica; è all’ottavo per i servizi sanitari e al decimo posto su aspetti quali l’interazione sociale, la sicurezza, il trasporto pubblico. L’aspettativa di vita è di 85 anni. L’età per andare in pensione in Islanda è ai 67 anni, ma a partire dai 65 anni gli islandesi possono ricevere una pensione di vecchiaia se residenti nel Paese da almeno 40 anni.

In linea con altri paesi scandinavi, l’assistenza disponibile per gli over 65 è ricca di offerte. L’idea di fondo è far sì che le persone possano rimanere nelle loro case e comunità il più a lungo possibile. Per esempio, i residenti della capitale Reykjavik , come indicato nel sito del comune della città [1], possono disporre di diverse attività sociali (i.e. spettacoli, giochi di società); servizi di assistenza domestica, in caso di necessità anche in orari notturni e nei weekend; servizi di pasti a domicilio o acquisto di pasti presso il Comune; è disponibile anche del personale sanitario che visita le persone a casa loro, un servizio di taxi quando non si ha la macchina o non si può guidare; accessi a biblioteche, piscine, mostre, ecc. Anche se Reykjavík ha probabilmente una maggiore scelta di servizi, le amministrazioni in tutto il paese garantiscono aiuti di vario tipo attraverso i governi (sia locali che nazionali) ma anche in collaborazione con privati e aziende. Come in altri paesi, il paradigma che sostiene questi servizi è basato sull’assunto che ci sarà un flusso di lavoratori giovani che con le loro tasse copriranno gli esborsi. Tuttavia per l’Islanda questo paradigma non sembra così realizzabile: per poter garantire questi servizi gli amministratori sono consapevoli che dovranno facilitare l’immigrazione come alternativa all’aumento di tasse o adottare una serie di scelte combinate. L’Islanda è però al momento un paese dove l’emigrazione è maggiore dell’immigrazione e questo sta creando una forte pressione nelle discussioni amministrative.

Foto di anna maria sinibaldi da Pixabay

Nonostante la maggior parte dei senior abbia accesso ai servizi e alla sicurezza, il loro reddito complessivo non sembra sempre essere sufficiente per poter far fronte ad una economia che presenta prezzi altissimi per qualsiasi bene o servizio. Le persone attualmente in pensione (o in processo di andare) sono state anche quelle colpite nei loro risparmi dal crack del 2008. Non è strano così che gli over 65 continuino a lavorare e che alcuni abbiano effettivamente difficoltà economiche per gli alti costi di abitazione e di vita o che scelgano di vivere in strutture comunali di assistenza per i senior. Inoltre, sempre per motivi economici e di ricerca di lavoro, i giovani sono costretti alla mobilità. In questo contesto le famiglie non sempre riescono a rimanere unite nelle stesse località e le persone più senior devono essere accudite dai servizi sociali.

L’integrazione sociale delle persone senior è una sfida per gli amministratori che seguendo esempi e prassi in altri paesi del Nordeuropa, stanno sperimentando modalità innovative per evitare che i centri per gli anziani diventino dei ghetti per persone isolate, con poche risorse e prive di stimoli. In particolare si sta cercando di attirare altre persone che vivano nelle case di cura insieme agli anziani. Anche in considerazione del fatto che i costi degli affitti nelle città sono lievitati grazie alle alte richieste dei turisti e colpiscono le persone a basso reddito, nella città di Reykjavík è stato lanciato nel 2018 un progetto sperimentale che offre agli studenti universitari alloggi in un centro anziani a prezzi concorrenziali e in linea con le offerte gestite dai servizi studenteschi preposti.

Gli studenti, in cambio di una sistemazione abitativa, devono offrirsi volontari per vari progetti destinati a migliorare la qualità della vita degli anziani. Tra i servizi più richiesti è il “reverse mentoring” nell’ utilizzo dei social media, ma anche Arte o Educazione Fisica. I servizi possono anche includere aree di supporto agli anziani in altri campi. Il progetto si basa su modelli simili che hanno avuto successo all’estero sia in Inghilterra che in Olanda seguendo l’idea che le case di cura lontane o isolate dalle comunità di provenienza non possono essere considerate “case” ma rischiano di diventare “isole di fragilità”. I paesi scandinavi continuano ad essere la stella polare per la gestione dei senior.

Katrin e Jorgen hanno nella loro piccola comunità i servizi per le persone senior che vivono da sole e sono tranquilli di poter vivere senza molti problemi quando avranno chiuso la loro attività. Non escludono di viaggiare, soprattutto nel sud Europa, e godersi un clima più mite per un po’ di anni. Ritornare al loro paese per passare la loro vecchiaia non li spaventa.

Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono a episodi vissuti o testimonianze all’autore e rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi una coincidenza.

[1] https://reykjavik.is/en/senior-citizens

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