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Le Vostre Storie

Innamorarsi della vita

La storia di: Mara

Mi chiamo Mara (nome di fantasia) ho 40 anni, un marito piacente, coetaneo, che ormai amo come un fratello perché è sempre rimasto un bambinone, ed ho due figli quasi adolescenti. Da due anni sono innamorata di un uomo 25 anni più grande di me, Marco, quasi 65 anni.

Marco ha due figli circa trentenni, è sposato, ma la sua famiglia è divisa in tre città, figli al nord, moglie al centro e lui al sud. So tutto della sua famiglia, dei suoi figli e di sua moglie. Lui mi rende sempre partecipe di tutto ciò che accade nella sua famiglia, io anche.
Con Marco è iniziato tutto con una timida carezza, ci siamo conosciuti sul lavoro 4 anni fa. All’inizio lui non faceva notare il suo interesse, era distaccato, poi un giorno dopo circa due anni di incontri lavorativi che si tenevano bimestralmente, mi ha confessato di vergognarsi perché a 63 anni si sentiva innamorato come un bambino. Io ero sempre stata fedele a mio marito, ma quella carezza, da parte sua, uomo maturo colto e affascinante, mi ha fatto finalmente ritrovare la gioia di vivere e battere il cuore.
Per quasi un anno ci siamo visti ogni 15-20 gg, ogni qual volta si potesse creare l’occasione per una riunione, un meeting, un congresso. Sono rimasta stupita, un “vecchietto” aveva ridato un senso alla mia vita ed ero di nuovo felice ed appagata come donna. Da quando ero ragazza non mi sentivo così felice e così radiosa. Marco non mi ha mai fatto un regalo per lungo tempo, forse voleva capire se fossi interessata ad altro. Ma a me bastava così. Mi aveva regalato la sessualità che avevo smarrito, ed è stato già tanto.
Poi io ho cambiato lavoro ed è stato difficile incontrarsi. In più con il lockdown niente congressi niente meeting nessuna scusa buona per spostarsi. I 500 km che ci separavano e ci separano sono stati una grande prova d’amore. Per mesi ci siamo sentiti tutti i giorni poi finalmente a luglio ci siamo incontrati a metà strada per un fugace saluto di una oretta e a settembre è venuto a trovarmi nella mia città: mi ha portato il suo primo regalo, un piccolo anello, tale da passare inosservato. Solo mia madre lo ha notato, solo lei poteva notarlo.
Ora con la seconda ondata epidemica impossibile incontrarci. Continuiamo a sentirci giornalmente… intanto da febbraio ormai il nostro è solo un amore platonico. Ora non sono più innamorata della vita come quando potevamo vederci, e fantastico sulla possibilità di poter vivere con lui un domani.
Spero che lui possa lasciare il suo lavoro e trasferirsi nella mia regione, per poter riprendere a gioire della vita insieme. Lui non lascerà mai sua moglie effettivamente, per non perdere la stima dei suoi figli. Io invece forse lo farei. Mi spaventa solo l’idea che un giorno lui possa venire a mancare… quindi mi rattristo e continuo con agonia a vivere una vita apparentemente serena ma triste, con la mia famiglia perfetta, da Mulino Bianco.

Foto di Tanja Schulte da Pixabay

2 Commenti

  • Cara ‘Mara’, bella, emozionante, la tua storia!Vivila con gioia e piacere giorno per giorno senza fantasticare su possibili fatti negativi futuri, se no ti rovini il presente che è TUTTO quel che abbiamo. Quando non siamo più abituati a star bene, vivere cose nuove e belle spesso ci spaventa e (inconsciamente) ci porta a far qualcosa per rovinarle e tornare alla solita, sia pur triste e abitudinaria, ma rassicurante, ‘normalità’… No!La vita è bella nel cambiamento…. Auguri di cuore a te e a Marco!

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