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Salute

Musica come medicina

I suoni prodotti dall’uomo fin dall’antichità, poi affinati nella musica, sono sempre stati un mezzo di comunicazione, di espressione di sentimenti, di manifestazione emotiva positiva (gioia) o negativa (paura), generalmente derivati dai suoni della natura.

La musica come è concepita oggi rimane una grande sconosciuta, se pensata nei tempi antichi: la notazione musicale risale al Medioevo e prima di tale epoca quello che sappiamo deriva da graffiti, papiri, mosaici e vasi, testimonianze grafiche di momenti musicali.

Sappiamo che la musica era un tempo concepita come manifestazione sacra, spesso riservata ai soli sacerdoti, derivata direttamente dalla divinità o dalla natura; con il tempo è poi divenuta compagna di eventi civili (matrimoni, feste e banchetti), funebri, guerreschi (i soldati venivano incitati da trombe e tamburi).

Nell’antichità era già abituale il ricorso alla musica per compiere atti medici: la guarigione tra i popoli primitivi passava attraverso rituali magici, assunzione di droghe e produzione di suoni; l’esempio più importante è il papiro di Ebers, in cui musica, danza e medicina sono profondamente connesse, ma è con l’antica India che compare per la prima volta il concetto di musicoterapia: la buona salute è espressione dell’equilibrio tra uomo e universo.

La malattia altera questa omeostasi, che può essere ristabilita mediante azioni esterne, tra cui la musica, e il binomio musica-medicina continua nella Grecia del V secolo a.C. (Aristotele attribuisce alla musica la capacità di migliorare l’umore, ridurre l’ansia, ottenere la serenità dello spirito), secoli dopo nel Medioevo (il monaco Nokter di San Gallo, vissuto alla fine dell’800, compone musiche con lo scopo specifico di migliorare l’assistenza ai malati), fino ad arrivare alla fine del 1700, quando Anton Mesmer compie i suoi esperimenti di magnetismo avvalendosi anche del supporto di una glassarmonica.

Dobbiamo però aspettare il XIX secolo per avere la nascita della musicoterapia moderna, con gli studi di Hermann von Helmholtz e di Karl Stumpf: la musica diviene una importante risorsa in ambito psicologico, pedagogico e terapeutico, che si assomma ad altri tipi di interventi con lo scopo di prevenire o curare disabilità fisiche e psichiche, aprendo canali di comunicazione tra il malato ed il mondo che lo circonda, per alleviare i disturbi psichici che lo affliggono e che sono alla base delle sue manifestazioni patologiche.

Sono stati studiati diversi tipi di interventi musicali, ma la loro estrema varietà e la grande difficoltà a quantificare in modo uniforme i miglioramenti ottenibili rendono il discorso molto arduo, per cui è stata adesso realizzata una meta-analisi (cioè un esame di studi già pubblicati che ne verifica la correttezza metodologica) di 26 studi realizzati in 13 paesi differenti, con un campione totale di circa 800 persone. Tutti gli studi hanno utilizzato valutazioni basate sul punteggio SF-36, che esplora aspetti sia fisici sia psichici per valutare la qualità della vita. I soggetti esaminati erano costituiti per la maggior parte da pazienti affetti da sindromi dolorose croniche o malattie cardio-vascolari o forme tumorali, mentre gli interventi musicali sono stati ascolti musicali, sedute di musicoterapia e partecipazione a momenti di canto e di gospel. La frequenza degli interventi è variata da 1 a 7 volte per settimana, con una durata compresa tra 6 e 12 mesi.

Cambiamenti significativi nella qualità della vita sono stati registrati tra i soggetti con interventi musicali rispetto ai controlli trattati in modo convenzionale, mentre la magnitudine dei miglioramenti non ha evidenziato grandi differenze tra i diversi tipi di interventi.

La conclusione è quindi semplice: ascoltare musica o parteciparvi attivamente fa bene al corpo ed allo spirito. Spesso è utile per malattie che affliggono i senior, anche se le indicazioni in cui si ottengono i risultati migliori sono molteplici: dall’ambiente scolastico alla riabilitazione in medicina oncologica, palliativa e geriatrica. Per quanto riguarda la riabilitazione, in particolare, il campo di intervento è dato soprattutto dalla neurologia e dalla psichiatria, con effetti positivi nell’autismo infantile, nel ritardo mentale, in tutte le disabilità motorie, nel morbo di Alzheimer, nelle demenze e nei postumi di ictus, ovviamente sotto la guida di un musicoterapista qualificato ed esperto.

3 Commenti

  • La musica è ed è stata fonte di continua ispirazione alla mia creatività . Ho frequentato i teatri che la comprendevano nel programma sin da quando, studente mi ci rifugiavo alle prove generali, senza biglietto ma con grande entusiasmo .
    Ha occupato il mio spazio vitale e, mi ha suggerito pensieri profondi che, ho coltivato sino a tarda età . In particolare la voce umana che da contralto, soprano o tenore e baritono mi hanno attratta come il suono più estatico e fascinoso che la natura mi poteva offrire .L’universo è sonoro in ogni sua manifestazione che ci circonda e, ci accompagna per ogni dove !

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