SLIDER-TECHNOLOGY-AND-AGEING
SLIDER-PANDEMIA-FUTURO-SENIOR
Senior Living
HEADER-GENERAZIONI-AZIENDA
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
SLIDER-CAROUSEL-AGE-MANAGEMENT
Le Vostre Storie

Case, gioie e dolori!

La storia di: Paoletta

La mia vita la si può raccontare seguendo le case dove ho abitato e di cui mi sono occupata.

Sono originaria del Lago Maggiore e naturalmente l’infanzia è legata alla casa dei miei genitori, una casetta con il giardino dove ho trascorso giornate intere e dove mio papà aveva messo anche un’altalena. Gioie!

La prima casa “mia” in realtà non era proprio mia. Mi ero trasferita a Milano per l’università e vivevamo in tre in un piccolissimo locale, quasi sempre sporco e pieno di gente. A me piace ogni tanto stare un po’ sola e in quell’appartamento non era proprio possibile. In più l’unica delle tre che ci teneva a pulire casa ero io. Certo, c’era il senso d’indipendenza, ma più dolori che gioie!

Sposata a 25 anni, con il mio novello sposo siamo andati ad abitare in un appartamentino dove stavamo abbastanza comodi: classico mutuo e amore nell’arredarla. Gioie!

Poi sono arrivate le due bambine. Grande gioia ma in quella casa non ci si riusciva più a muovere, le notti erano un incubo, mio marito finiva quasi sempre a dormire con un materassino steso per terra. Ci serviva una casa più grande!

Abbiamo affittato quella per cui stavamo pagando il mutuo e siamo andati in affitto in un’altra, sempre a Milano, con un locale e un bagno in più. Doppio lavoro (in famiglia e in ufficio), stanchezza, responsabilità, ma anche senso di realizzazione. Più gioie che dolori!

Quest’ultima è stata la casa dove ho vissuto più a lungo (25 anni), ad un certo punto le ragazze prendono la loro strada e arriva la crisi matrimoniale, così prendiamo la decisione di vivere separati.
E ovviamente cerco un’altra abitazione. Con il mio ormai ex marito vendiamo l’appartamentino in cui avevamo vissuto da giovani e compro un piccolo bilocale, che arredo alla bella e meglio. Periodo faticoso, difficile digerire una separazione, difficile trovarsi in casa la sera da sola. Sicuramente più dolori che gioie!

Poi, succedono due cose quasi contemporaneamente: vado in pensione e i miei genitori muoiono a distanza di pochi mesi l’uno dall’altra. La casa sul Lago Maggiore, sempre quella della mia infanzia, è là che mi aspetta. Venderla e continuare a vivere a Milano o trasferirmi e iniziare una nuova vita? La decisione di tornare sul lago la prendo nei tre mesi in cui devo occuparmi di cosa fare di tutto quello che hanno lasciato in casa i miei genitori. Chi è passato dal sistemare la casa dei genitori dopo la loro morte sa che questa è una cosa che va fatta, ma è faticosa e dolorosa.

Molti mobili e oggetti li butto, anche se buttare ogni camicetta di mia madre è una sofferenza, altri li tengo. Mentre faccio questo lavoro, mi rendo conto che stare sul lago mi piace, il giardino è ancora piacevolissimo e così la decisione è presa. Sarò più sola qui che in città? Non credo, posso recuperare i vecchi legami di qui e le amiche di città saranno contente, spero, di venirmi ogni tanto a trovare. Vorrei tanto che questa fosse la mia ultima casa!

foto Speedy McVroom da Pixabay

1 Commento

  • la mia magione :
    MAGIONE DI …….rotellapiera@tim.it
    LA MIA MAGIONE LACRIMA..TRASUDA UMIDITA’ INTRISA DI DOLORE
    ..ESSA ..M’ INTERPRETA…QUANDO SORRIDE STANCA O PER OGNI CONTESA… POVERA IN QUALITA’ E RIPRESA .
    E’ GESTITA AL SOLLIEVO ED AL TEPORE DA UN CONDIZIONATORE
    CHE CLIMATIZZA ENTRAMBE…O DA SAPIENTI INIEZIONI…
    NE CANALIZZANO LE IDRICHE ESCURSIONI…
    RISPETTO ALL’ ALTRE ESSA E’ IN COSTANTE RIPRESA…VIRTUOSA, CIRCOSPETTA COMPLICE MA… PROTETTA, NIDO E SEDE DI GIUSTE RIFLESSIONI, CULLA E RITIRO PER INTIME EMOZIONI….
    ALL’OCCASIONE S’ESTENDE…CON RISPETTOSA ATTENZIONE
    D’OGNI MIO MUTO INTERCALARE, COSTRETTA TRA RIVALI APPARISCENTI, PRIVI DI CONTENUTO E DI MOVENTI ….

Commenta