Cambiare gusto per non perdere il filo
Il superfood del cervello è la varietà.
Nuovi dati scientifici lo confermano: tra varietà a tavola e prestazioni cognitive il legame è forte e chiaro, anche in età matura. Per “mantenere in forma” la nostra mente, quindi, non conta solo cosa mangiamo, ma anche – e soprattutto – quanto diversifichiamo le nostre scelte.
Questo il risultato di una recente analisi di ben 23 studi, condotti su migliaia di Senior, pubblicata sulla rivista medica internazionale BMC Neurology. L’invito è quindi, all’atto pratico, a non puntare tutte le nostre fiches su pochi singoli cibi, anche se li reputiamo particolarmente salutari. Conviene, piuttosto, comporre un mosaico di alimenti il più diversi possibile, ogni giorno. È questa la ricchezza che nutrirà la nostra mente.
Per chi segue una dieta varia, infatti, l’articolo evidenzia vantaggi molto pratici e quotidiani, tra cui:
- Una migliore memoria episodica, la funzione che ci permette di ricordare i fatti passati, il loro dove e il loro quando, come ad esempio cosa abbiamo fatto la settimana scorsa o dove abbiamo parcheggiato l’auto prima di entrare al supermercato.
- Una maggiore fluidità di linguaggio, la capacità cioè di trovare la parola giusta al momento giusto, senza tutti quei fastidiosi “ce l’ho sulla punta della lingua”.
- Una salvaguardia della “vitalità” dei neuroni, cui dobbiamo la prontezza delle nostre funzioni mentali: interessante per chi, come noi, ama vivere con energia l’età matura
Perché il cervello si nutre di varietà?
Perché se è vero che – salvo per alcune patologie – nessun alimento è totalmente da eliminare, è altrettanto vero che non esistono cibi in grado di fornire, da soli, tutto ciò che ci serve per funzionare al meglio. Una dieta monotona rischia di lasciarci a corto di alcuni nutrienti, a svantaggio di diversi organi tra cui il cervello.
Al contrario, massimizzare la varietà nel piatto è il modo più efficace per assumere tutti i nutrienti che promuovono la neuroplasticità, ancor più importante con l’avanzare dell’età. La neuroplasticità è infatti la capacità del cervello di riparare le proprie “vie di comunicazione”, che è normale che diventino meno integre nel tempo, o di costruirne di nuove per continuare a funzionare come serve.
E c’è di più: la varietà alimentare è anche d’aiuto nel contrastare alcuni processi infiammatori alla base dell’invecchiamento cerebrale. Sono utili a questo scopo, ad esempio, diverse sostanze contenute in frutta e verdura come gli antiossidanti, di cui esistono moltissime tipologie: se vogliamo puntare a “completare” la collezione, l’unica via è variare il più possibile anche nel reparto ortofrutta.
Varietà nel piatto: tutto inizia dal carrello
Non c’è infatti momento migliore della spesa settimanale per pensare in modo semplice a una dieta diversificata. Per iniziare, bastano poche domande:
- Quanti tipi di secondi piatti abbiamo nel carrello? Ricordiamoci di alternare carne, pesce, uova, formaggi e legumi, variando il più possibile anche all’interno di queste categorie: una bella insalata di legumi misti, ad esempio, è sempre un’ottima idea.
- Quanti frutti e ortaggi diversi tra loro abbiamo scelto? L’ideale sarebbe coprire l’intero spettro dei famosi cinque colori: il rosso dei pomodori, il viola dei mirtilli, l’arancione delle carote e così via.
- Solo pasta bianca per i primi piatti? Proviamo a tornare indietro a esplorare le mille alternative oggi disponibili su quello scaffale, puntando anche su prodotti cui siamo meno abituati, prima di tutto l’integrale.
In fondo, il prossimo pasto è già l’occasione perfetta per iniziare a nutrire la nostra vitalità. Anche mentale.
Per approfondire: Kheirouri S, Alizadeh H. Dietary diversity and cognitive performance in older adults: a systematic review. BMC Neurol. 2025 Apr 5;25(1):144.
Vuoi leggere i precedenti articoli della sezione Alimentazione? Clicca qui
Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.













