Poca concentrazione? Prova a bere di più!
“È l’età.”
Lo diciamo spesso, un po’ come un tempo si diceva “è lo stress”. Basta un attimo di distrazione: entriamo in cucina e non ricordiamo più cosa volessimo prendere, oppure rileggiamo un’istruzione perché la mente è altrove. E così siamo propensi ad attribuire queste disattenzioni al passare degli anni.
Così facendo, però, rischiamo di trascurare altri fattori su cui potremmo davvero intervenire.
Ad esempio, non ci chiediamo mai “bevo abbastanza acqua?”.
Suona strano, eppure l’idratazione può influenzare le nostre facoltà mentali più di quanto immaginiamo.
Tra i diversi studi sul tema, uno spagnolo – pubblicato sulla rivista scientifica BMC Medicine (BioMed Central Medicine) – ha coinvolto quasi 2.000 adulti tra i 55 e i 75 anni, osservati per ben due anni, con risultati che meritano attenzione.
I ricercatori hanno infatti rilevato che le persone “meno idratate” andavano incontro ad un maggior peggioramento delle capacità cognitive, in particolar modo, la concentrazione e la memoria a breve termine.
Disidratati senza saperlo
Benché la maggior parte dei partecipanti allo studio ritenesse di bere sufficientemente acqua, le analisi del sangue hanno rilevato che oltre la metà di loro era in realtà fisiologicamente disidratata.
Ma perché beviamo troppo poco?
Non solo perché non poniamo attenzione a questo tema ma, con il passare degli anni, il meccanismo della sete si modifica: lo stimolo arriva più tardi e più blando. Anche i farmaci che assumiamo, come: diuretici e lassativi, contribuiscono ad aumentare la perdita di liquidi.
Il risultato è che la maggior parte dei Senior si trova in uno stato di lieve o moderata disidratazione cronica, senza averne la consapevolezza. Chi se ne accorge però è il nostro organismo, con un impatto a livello mentale: potremmo dire che un cervello assetato fa più fatica a mantenere l’attenzione, concentrarsi, o elaborare informazioni.
Piccole strategie quotidiane
Per aggirare il rischio di disidratazione, possono essere utili semplici strategie da adottare lungo la giornata, come
- Puntare sulla visibilità: lasciare una bottiglia d’acqua in un posto in cui possiamo facilmente notarla: se l’acqua è a portata di mano, siamo istintivamente più portati a bere
- Agganciare l’atto di bere alla nostra routine, usando momenti già consolidati della nostra quotidianità. Bere un bicchiere d’acqua ogni volta che prendiamo le medicine, ad esempio, dopo i pasti, o semplicemente come prima cosa al risveglio
- Giocare sul gusto: dare sapore all’acqua, per renderla più invitante e richiamarcela più facilmente alla mente. Possiamo preparare delle acque aromatizzate lasciando in infusione una fetta di limone, qualche foglia di menta o dei frutti di bosco, oppure ricorrere a tisane fruttate o tè deteinato, a seconda dei gusti
- “Mangiare” più acqua, aumentando il consumo di alimenti che ne sono ricchi come frutta, verdura, oppure – stando attenti a contenere il sale – vellutate, minestre e passati.
L’ideale, alla nostra età, è bere senza aspettare la sete, sapendo che questo è uno dei modi più semplici — e sottovalutati — per aiutare il cervello a mantenersi attivo e lucido nel tempo, anno dopo anno.
Per approfondire: Nishi SK, et al. Water intake, hydration status and 2-year changes in cognitive performance: a prospective cohort study. BMC Med. 2023 Mar 8;21(1):82.
Foto karlyukav da Magnific
Antonella Losa é Nutrizionista ed Esperta in Comunicazione in ambito salute, benessere e alimentazione.













