Grande gioia, grande senso di colpa

La storia di Ileana

E’ appena nato mio nipote! Sono strafelice, l’emozione è grande e piango di gioia!

Il piccolo è bellissimo e me ne sono già innamorata.

Foto di Sergey Shmidt su Unsplash

E’ il mio primo nipote e il merito è di mia figlia, la secondogenita, che ha 32 anni e si è trasferita a Rotterdam, dove vive e lavora e dove ha incontrato il suo compagno, che pure lavora lì ed è di nazionalità tedesca.

Mi sono precipitata non appena ho saputo che stava per nascere, un po’ in anticipo rispetto al termine previsto, e ho potuto abbracciare mia figlia e tenere in braccio il piccolo, che sta bene e pare già molto affamato.

Io abito nella zona di Parma, ho 59 anni e lavoro, con un incarico di una certa responsabilità in una azienda della zona. Sono ancora nel pieno della mia attività lavorativa e staccarmi dal lavoro per qualche giorno posso certo farlo, soprattutto in un caso come questo, ma non è compatibile con il mio lavoro andar via molte volte, star via molti giorni.

Così sono dovuta rientrare in Italia dopo solo un paio di giorni e vedremo quando potrò tornare.

Per questo ho scritto “grande gioia, ma anche grande senso di colpa”.

Scrivo questa confessione perché vorrei essere di aiuto a mia figlia ma riuscirò a farlo poco e questo mi fa stare male e mi fa sentire in colpa.

Mia figlia e il suo compagno mi hanno ripetuto che se la caveranno da soli e di non preoccuparmi, ma sapendo che i neonati ti stravolgono le giornate e le notti, un aiuto secondo me sarebbe utile.

Poi c’è sempre il dubbio che se vai lì sei più un peso che un aiuto (la classica “suocera”). Non parlo l’olandese, non conosco la città, in casa dovrebbero dar retta anche a me e magari invece preferiscono vivere più intimamente loro due questo periodo.

E pensare che vengano in Italia è fuori discussione. A parte il fatto che per lui non si tratterebbe di un ritorno a casa ma di andare in un altro paese straniero, le loro vite sono ormai inquadrate lì, ci stanno bene e nemmeno lontanamente hanno pensato di trasferirsi dove abita la famiglia di origine di lei.

Non voglio pensare che il nostro rapporto sarà soprattutto via videochiamate, per fortuna c’è questa possibilità che è meglio di niente, ma credo che dovrò trovare un po’ di flessibilità in più nella mia agenda.

Foto di Sergey Shmidt su Unsplash

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