Una giornata tra Grigne e Resegone

Il Sentiero natura dei Piani d’Erna.

Camminare è un’esperienza che consiglio a tutti i senior, preferibilmente nella natura, magari con qualche dislivello. L’importante è non esagerare, soprattutto se ci si avvicina per la prima volta a questa attività: partire (in) piano e aumentare gradualmente sia la difficoltà che la lunghezza.

Dopo alcune esperienze giovanili, con la pensione, vedendo diffondersi sempre di più l’esperienza del camminare, dalle passeggiate giornaliere ai lunghi cammini, mi è tornata la voglia di rimettermi in gioco.

Vi racconto una “classica”: il Sentiero Natura dei Piani d’Erna.

Partenza: Piani d’Erna (1.329)

Arrivo: Piani d’Erna (1.329)

Sviluppo: 12 km

Dislivello: salita 250 m. discesa 250 m.

Tempo di percorrenza: 4-5 ore, facile

Possibile variante: scendere a piedi fino al parcheggio della funivia seguendo il sentiero nel bosco evidenziato in blu nella mappa (il n.904). Il Rifugio Stoppani, a metà del percorso, è il posto giusto per una merenda.

Si sviluppa lungo un tracciato ad anello che offre numerosi spunti di carattere geologico, botanico, zoologico, antropico e naturalistico: 20 pannelli autoguidanti, distribuiti lungo i 7 Km del sentiero, illustrano i diversi temi che si incontrano lungo il percorso. La quota più alta raggiunta dal percorso è di 1.373 metri (Pizzo d’Erna), la più bassa è di circa 1.160 metri. Il dislivello ridotto rende il percorso accessibile a tutti e non richiede una preparazione fisica particolare. La posizione panoramica dei Piani d’Erna ha permesso di realizzare un tracciato che per lunghi tratti offre ampie panoramiche sulla pianura, sui monti della Valsassina e sul Resegone.

Da Milano in treno fino a Lecco, dove con un autobus di linea si arriva al piazzale della funivia che porta ai 1329 metri di altitudine dei Piani d’Erna. Già da qui si gode uno spettacolare panorama di Lecco, il suo ramo del lago e anche dei laghi vicini.

Il cammino comincia tra i boschi e si scende, e questo è già singolare: di solito si parte salendo. Ovviamente, il primo pensiero è che più si scende, più si dovrà risalire… La discesa dura parecchio, in mezzo al bosco, ma quando finalmente si arriva in piano e poi si comincia lentamente a risalire, il paesaggio si allarga e regala una magnifica vista a 180 gradi sulle Grigne e le montagne intorno.

Raggiungiamo il rifugio-ristorante Marchett, dove qualcuno si rifocilla con polenta e funghi e altri, come me, si accontentano del cibo portato da casa.

Come previsto il pomeriggio è tutto in salita e la giornata, partita un po’ bigia, è diventata scintillante. Arriviamo al cospetto del Resegone, che a quest’ora si staglia maestoso contro il blu del cielo. È indubbio che si tratta di una montagna dall’aspetto molto originale, con i suoi denti che sembrano essere stati scolpiti da un artista contemporaneo. Del resto, il Resegone è menzionato nei Promessi Sposi come un punto di riferimento importante, simbolo del paesaggio di Lecco e della nostalgia di Renzo e Lucia che pronuncia l’iconico Addio monti guardando verso il Resegone; un momento di grande emozione legato ai luoghi in cui Manzoni stesso trascorse l’infanzia.

Ma la meraviglia non è finita. Si arriva al punto più alto dell’anello, arricchito da una grande croce, che è un belvedere a strapiombo sul lago. Si resta senza fiato e la vista, con le montagne che si allungano a perdita d’occhio, vale tutta la fatica. Mi riprometto di tornare presto. Non domani, perché domani le gambe mi spiegheranno che a una certa età sono importanti anche i periodi di riposo…. Ma presto sì. La montagna mi ha aspettato tanti anni: ora che l’ho ritrovata, non la lascio più.

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Felicemente in pensione, lettore ad alta voce, amante di tutte le arti visive e dei viaggi non organizzati e dei trekking non competitivi

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