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Sessualità

Il corpo in cambiamento

Con la terza età il corpo subisce importanti modificazioni sia dal punto di vista fisico che biologico a seguito del progressivo calo dei livelli ormonali, estrogeni per le donne, testosterone per gli uomini, che causano a cascata una serie di trasformazioni corporee.

Il più eclatante e improvviso per le donne è la scomparsa del ciclo mestruale, che sancisce l’inizio di una nuova fase di vita in cui la donna dovrà fare i conti con grandi cambiamenti che inevitabilmente varieranno la percezione di se stessa come donna. Dal punto di vista genitale viene riscontrata la perdita dei peli pubici, il restringimento delle labbra e la riduzione delle difese locali con conseguente aumento di infezioni vaginali, secchezza e rapporti sessuali dolorosi. Anche l’apparato urinario non è esente da variazioni, la perdita del tono muscolare determina una minzione dolorosa e/o frequente, cistiti recidivanti, incontinenza. Ciò che però risulta essere più d’impatto perché visibilmente osservabile è l’invecchiamento cutaneo con la comparsa di rughe e assottigliamento della pelle con comparsa di peluria superflua, in particolar modo sul viso. In questo periodo della vita è come se si perdessero le caratteristiche principali dell’essere donna, anche dal punto di vista dell’estetica: le forme si arrotondano, il grasso tende a depositarsi più facilmente e sempre dove non si vorrebbe, la pelle inizia a raggrinzirsi e macchiarsi, il seno perde la sua tonicità così come la muscolatura in generale. È inevitabile pertanto che la donna faccia fatica a riconoscersi e spesso il guardarsi allo specchio viene vissuto come una conferma della bellezza sfiorita piuttosto che di una maturità raggiunta, dovuta anche alla difficile accettazione di aver perso la fertilità, per molte donne simbolo femminile. Dal punto di vista sessuale l’atrofia genitale, la secchezza e la riduzione del tono muscolare possono far sì che la donna inizi a soffrire di dispareunia, ovvero il dolore alla penetrazione, con conseguenza perdita del desiderio e difficoltà nel raggiungere l’orgasmo.

Per quanto riguarda gli uomini, dal punto di vista fisico si evidenzia un aumento del peso e della massa grassa nella zona dell’addome e di contro una diminuzione della muscolatura con calo della forza fisica. L’aumento del colesterolo, inoltre, porta l’uomo, ma anche le donne non sono esenti, ad essere maggiormente esposto a rischi cardiovascolari (es. infarti, trombi, etc.) che potrebbero avere ripercussioni anche nella vita sessuale. ll testosterone – l’ormone sessuale predominante nel sesso maschile – inizia a calare in maniera lenta ma costante determinando, dal punto di vista biologico, una serie di conseguenze: diminuzione della produzione degli spermatozoi e quindi della capacità riproduttiva, atrofia dei testicoli, perdita di peli, calo della massa muscolare e, anche in questo caso, variazione della consistenza della pelle. La sfera sessuale subisce il maggiore contraccolpo a causa del calo del testosterone, tant’è che l’uomo potrebbe iniziare a soffrire di disfunzioni sessuali tra cui: erezioni modeste o addirittura assenti, difficoltà nell’eiaculare e riduzione della quantità di sperma emesso, assenza o difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e aumento fino a 24 ore del periodo refrattario, ovvero il lasso di tempo che segue l’orgasmo e durante il quale l’uomo non è in grado di raggiungere una nuova erezione.

La percezione del declino fisico e gli eventuali problemi sessuali incidono notevolmente sulla sfera psicologica provocando ansia, nervosismo, malessere generico, carenza di energia e calo della concentrazione rendendo difficoltose attività prima eseguite in metà del tempo e senza troppa fatica. Altri campanelli d’allarme sono sintomi depressivi, abbassamento del livello d’autostima e sensazione diffusa di insicurezza. Il passaggio alla terza età, così come viene chiamata, è pregno di bilanci e può capitare che ci siano più rimpianti che soddisfazioni. Le condizioni dell’uomo e della donna in età matura dipendono molto dalla vita vissuta, sia passata che presente, e da quella futura: le capacità individuali e gli eventi accaduti incidono sul modo in cui l’uomo affronta questa nuova fase della vita, nella quale è necessario rivedere limiti, aspettative e necessità.

Ciò non vuol dire che tutto è perso. L’età media si è notevolmente allungata, così come lo stato di salute dei senior è nettamente superiore a qualche anno fa. Invece che fissarsi su ciò che non c’è più bisognerebbe concentrarsi sulle opportunità che si hanno, primo fra tutti il tempo libero (se si è in pensione) da dedicare ai nipoti, ad un hobby, viaggi e attività culturali per mantenere la capacità mentale attiva e prevenire per quanto possibile il deterioramento cognitivo. Perché se da una parte si pensa di aver perso la bellezza esteriore, c’è sempre quella dell’anima da coltivare.

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