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Le Vostre Storie

Ridisegnare una vita

La storia di: Patrizia

Rieccomi nuovamente puntoacapo. 62anni e (vorrei) al termine di un altro percorso che ha misurato ancora i miei limiti. Perchè non c’è gusto a starci all’interno, bisogna spingere per allargarli, così sono sempre stata io. Un po’ (tanto) masochisticamente.

Mi ritrovo adesso in una casa troppo grande per me ed un reddito così esiguo da costringermi a ripensare un modo nuovo per non vivere così sacrificata. Sfoglio Instagram con le foto delle amiche e amici che stanno viaggiando godendosi la loro pensione, chi ha cambiato Paese e vive la primavera tutto l’anno, chi ha cambiato casa come vorrei (dovrei) adesso io. Io che non vado ad una mostra da anni, non leggo un libro da mesi presa come sono da tutta la fatica della gestione di questo bellissimo e amatissimo luogo. E mi manca tutta questa dimensione del pensiero, soprattutto ora che le ossa si indolenziscono così facilmente e le gambe non fanno più i chilometri di un tempo.

Forse mi sono persa in una sfida tutta mia, imboccando sentieri sempre ripidi e sconnessi perchè più ambiziosi di quelli ‘in piano’ e con mete scontate. Ma cosa sarei oggi se avessi percorso questi ultimi? Forse a leggere un libro in più, comodamente seduta all’ombra di una quercia, o a condividere un viaggio con qualcuno con cui scambiare emozioni ed esperienze, a godermi un caffè con un’amica al tavolino di una brasserie parigina o semplicemente un’insalata in una campagna toscana. Chiacchiericcio colto e ritmi lenti, come le mie gambe, come la mia testa stanca di tutta questa ‘fisicità’.

Patrizia ha chiesto di avere una risposta pubblica dalla psicologa esperta del mondo senior. Risponde Silvia Lo Vetere:

Gentile Signora,

sessantanni, una tappa importante e di importanti bilanci: non piu’ giovane, ma, se la salute rimane, ancora con un futuro importante da pensare.

Fare il punto su di sé, in questa età della vita è perciò essenziale, per tutti noi.

Non solo per apprezzare quanto realizzato fino a qui, e viceversa rassegnarsi a ciò che, come sempre, rimarrà non del tutto risolto. Quanto piuttosto, per avvicinarsi il più possibile, in questa seconda parte della vita, a quelli che sentiamo essere i nostri bisogni più autentici e, per quanto riusciamo, a darvi corpo.

Si descrive come una persona da sempre portata al superamento dei propri limiti: forse un po’ per sé, un po’ per amore di chi le è o le è stato caro.

Un indubbio punto di forza, quello di sapersi superare e accettare le sfide della vita. Una dote di cui andare orgogliosi. Al tempo stesso però le sue parole segnalano questa caratteristica non solo come sua fedele e preziosa alleata di grandi traguardi, ma anche in parte responsabile di averla esposta a delusioni, e a una certa quota di dolore e di solitudine.

Chissà, forse avere lo sguardo sempre rivolto ad alte mete, armata di un impegno senza sconti, ha tolto un po’ spazio al mettersi in contatto in modo più pieno con se stessa; a vivere in modo più spontaneo le cose, anche piccole. A fermarsi ad ascoltarsi, magari dedicando più tempo alle relazioni e meglio capendo con chi condividere gioie, speranze, progetti.

Chissà, forse la grande casa che abita ora rappresenta un po’ tutto questo: una sfida vinta, ma anche una solitudine che oggi sembra andarle stretta.

Forse, davvero, ciò che ricaverebbe da una vendita, le fornirebbe più mezzi per vivere nuove soddisfazioni. Mezzi materiali che con più tranquillità la aiuterebbero non solo concretamente, ma anche a predisporre l’animo e la mente, a nuove cose: un viaggio con gli amici per esempio; il piacere e il calore di condividere e di raccontare di sé, magari di fronte a una buona cena e della buona musica. O l’emozione di fronte a un’opera d’arte.

Accingendosi, nel frattempo, ad arredare la sua nuova piccola casa. Questa volta non tanto guidata da mete ideali, ma nutrita dalle nuove sensazioni, dalle soddisfazioni e dal calore che oggi sembrano mancarle di più.

Arredare questa nuova casa, con la lentezza necessaria non tanto di chi invecchia, ma di chi impara ad ascoltarsi con pazienza, con un pizzico di ironia e con il coraggio di dare forma alle cose che oggi sente prioritarie.

Un coraggio che mi sembra non le sia mai mancato.

Se non ora, quando?

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