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Salute

Malnutrizione in eccesso e in difetto nella terza età

L’importanza di uno stile di vita sano a tutte le età.

Secondo la definizione fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’obesità identifica una condizione di eccessivo accumulo di grasso corporeo.

Per definire l’obesità si utilizza l’Indice di Massa Corporea o Body Mass Index (BMI), un indice che calcola il rapporto tra il peso, espresso in Kg, e il quadrato dell’altezza, espressa in metri. Utilizzando questo strumento, il sovrappeso è definito da un valore di BMI compreso tra 25 e 29.9, un valore superiore a 30 identifica i soggetti obesi, mentre un valore di BMI superiore a 40 identifica l’obesità grave.

Il sovrappeso e l’obesità sono condizioni estremamente diffuse. Fino a pochi anni fa, tali problematiche erano tipiche dei soli paesi industrializzati, in quanto legate a un maggior benessere e alla diffusione di uno stile di vita sedentario. Negli ultimi anni si è registrata tuttavia una sempre maggiore diffusione dell’obesità anche nei paesi in via di sviluppo e già negli anni ’90 l‘OMS ha riconosciuto l‘epidemia di obesità come una problematica mondiale. Si tratta di un fenomeno in continua espansione e che riguarda tutte le fasce di età. Ad oggi si stima che l’obesità colpisca almeno 500 milioni di adulti nel mondo e oltre 5 milioni di individui in Italia. Tra gli adulti la prevalenza di obesità aumenta in modo lineare con l’avanzare dell’età per arrestarsi intorno ai 75 anni circa, allorquando incomincia a prevalere la malnutrizione in difetto.

Il sovrappeso e l’obesità rappresentano uno dei principali problemi di salute pubblica per l’impatto che esse determinano sulla salute degli individui. Infatti sovrappeso e obesità sono sovente associati a patologie cardiovascolari, diabete mellito, ipertensione arteriosa, artrosi, broncopneumopatie, sindrome delle apnee notturne, alcune forme di neoplasia e altre condizioni morbose che riducono in modo significativo la spettanza di vita dei soggetti che ne sono affetti. Inoltre un elevato peso corporeo aumenta l’affaticamento in corso di attività fisica. Ne consegue, specialmente in età anziana, una ridotta mobilità con importanti ripercussioni a livello fisico e psicologico, sviluppo di disabilità e peggioramento complessivo della qualità di vita.

Le cause genetiche dell’obesità sono piuttosto rare nella popolazione generale e sono caratteristiche delle forme a insorgenza precoce. Anche le cause metaboliche/ormonali sono tipiche della giovane età. Le forme di obesità che insorgono nella popolazione adulta o anziana hanno invece molteplici fattori causali e sono per lo più legate a uno squilibrio tra apporto calorico e dispendio energetico.

Stile di vita sedentario, eccessi alimentari, una dieta squilibrata ricca di cibi grassi e povera di frutta e verdura, spuntini a base di snack ipercalorici possono concorrere nel determinare l’accumulo di peso.

Talora l’obesità tra gli over65 può essere condizionata da un’alterazione degli ormoni tiroidei: per questo motivo, uno screening della funzionalità tiroidea nei soggetti anziani in sovrappeso può avere un razionale. Non bisogna infine dimenticare il ruolo dei farmaci: antidepressivi, steroidi ed antipsicotici presentano infatti l’aumento di peso tra i vari effetti collaterali.

Come già anticipato, dopo i 75 anni la prevalenza dell’obesità decresce progressivamente, ma diventa sempre più frequente un problema di salute di eguale importanza che è costituito dalla malnutrizione in difetto. Si deve infatti precisare che la malnutrizione non è soltanto un problema di eccesso di grasso corporeo. Nelle persone anziane, soprattutto dopo gli 80 anni, si tratta di una condizione tutt’altro che rara e la cui frequenza aumenta con l’aumentare dell’età. La malnutrizione in difetto si può definire con un valore di BMI inferiore a 18.5. Bisogna tuttavia sottolineare come, con l’avanzare dell’età, sia rischioso utilizzare strumenti validati per i soggetti giovani, quali appunto il BMI. Il BMI, infatti, non fornisce informazioni circa la quota e la distribuzione di massa grassa (adipe) e massa magra (muscoli); ciò è particolarmente importante in quanto, con l’avanzare dell’età, è tipico il verificarsi di una ridistribuzione dei depositi adiposi verso il compartimento addominale viscerale e, conseguentemente, un aumento della massa grassa a discapito della massa magra. Ne deriva pertanto che un individuo anziano potrebbe presentare valori di BMI normali ma al contempo essere realmente malnutrito per un eccesso di massa adiposa ed un decremento di massa magra.

Anche alla base della malnutrizione in difetto vi sono spesso condotte alimentari scorrette, condizionate da solitudine, depressione del tono dell’umore, deficit cognitivo, problemi economici, disturbi della masticazione e della deglutizione. In alcuni casi la malnutrizione può essere condizionata da ipotiroidismo, neoplasie, patologie del tratto gastroenterico che alterano l’assorbimento o la processazione degli alimenti, e farmaci che possono causare alterazioni del senso del gusto.

Una delle più rilevanti conseguenze della malnutrizione in difetto è rappresentata dall’ indebolimento delle difese immunitarie con infezioni ricorrenti e rallentati processi di guarigione.

In conclusione, sia una malnutrizione in eccesso (obesità) che in difetto rappresentano vere e proprie condizioni morbose, spesso spia di ulteriori problematiche di salute, e hanno importanti ripercussioni sullo stato di salute.

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