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Le Vostre Storie

Una ragazza del ’45

La storia di una ragazza del ’45

Ho dedicato la mia vita al mio lavoro (oltre che alla famiglia, due figlie oggi imprenditrici come me). Mesi fa a causa del protrarsi della crisi nel settore dei consumi ho dovuto liquidare la mia Azienda, a cui dedicavo dalle 12 alle 14 ore al giorno gestendola a 360 gradi.
Ho cessato con la morte nel cuore, amavo il lavoro, soprattutto il mio “lavoro”, ma pensavo che con la mia esperienza avrei certamente sopperito con un’altra occupazione.
Ogni giorno che passa la tristezza si impadronisce di me, non ho più obiettivi da raggiungere, mi sento svuotata, ma la cosa che non riesco ad accettare è il sentirmi vana, io che nella vita ho teso la mano al mondo. Hanno allungato l’aspettativa di vita, il mio cervello è lucido, il mio fisico è forte, ma la società mi vuole seduta su una panchina a vivere di ricordi, i ricordi li ho nel cuore, ma per vivere devo ancora sentirmi attiva nel mondo.
Perchè per alcune categorie non esiste la vecchiaia?
Me lo chiedo sovente.
Un attore, un politico, un giornalista, un chirurgo, non hanno età.
Loro non sono dei vecchi ragazzi, io rifiuto con fermezza di essere debole e indifesa, gravare sulle spalle degli altri e tarpare le generazioni più giovani, al contrario vorrei trasmettere ciò che ho maturato in questi anni, senza lucrare insieme a loro per un futuro migliore .
Una ragazza del 1945

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