Senior Living
aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Argomenti Longevità

Lunga vita: piace o spaventa ?

L’esercito di quasi 22 milioni di Italiani over55 ha buone probabilità, in base alla statistica, di godere di una lunga vita.

L’aspettativa di vita “residua” a 75 anni in Italia è di circa 13 anni (un po’ di più per le donne, un po’ di meno per gli uomini). Significa che se sei arrivato a quell’età hai una ragionevole speranza di vivere fino agli 88. D’altra parte, gli ultracentenari sono ormai, nel nostro Paese, oltre 14.000.

albero secolare

E le previsioni dei principali istituti di statistica prevedono, per i prossimi 30 anni, una crescita ulteriore del numero di persone nelle fasce di età più anziane. Per non parlare di chi butta il cuore oltre l’ostacolo, come ad esempio fa Palmarini nel suo recente libro “Immortali”, convinto che la soglia dei 120 anni, fin qui pensata come insuperabile, sia invece valicabile grazie alla scienza.

Chi è oggi nei sessanta si è abituato da poco all’idea che vale la pena di pensare ai successivi lustri come ad una fase dell’esistenza ancora da vivere attivamente, possibilmente in condizioni di salute decenti e di vita piena. Se poi però ti dicono che la tendenza è ad una longevità ancora aumentata, allora le vertigini prendono il sopravvento.

Vivere a lungo è un’ambizione umana. I progressi della medicina sono giustamente salutati con favore da tutti. La tecnologia potrà ulteriormente aiutare e la società si sta lentamente plasmando in questa direzione.  Ma l’essere umano è pronto per una evoluzione di questo genere? E’ pronto a dare un senso alla propria esistenza nei decenni che si aggiungono? Ad immaginarsi una vita da centenario? Probabilmente non ancora.

Avrà ancora senso parlare di “invecchiamento attivo” a 90 anni e più? Che esperienze saranno consentite dallo stato di salute? Sarà possibile muoversi anche fisicamente, oltre che digitalmente, ammesso che a quell’età si sia in grado di tener testa alle novità tecnologiche? Come potranno tornare i conti personali (non parliamo di quelli pubblici!) per poter vivere dignitosamente? Cosa ci passerà per la testa se ci troveremo a festeggiare le ottanta candeline di un figlio? E soprattutto, a parte un irreprimibile istinto di sopravvivenza, cosa darà motivazione e senso al vivere quotidiano?

Sono domande a cui è difficile rispondere, per questo la prospettiva di una lunga vita, quasi senza confini, da una parte esalta, dall’altra spaventa.

foto di Angeles Balaguer da Pixabay

1 Commento

  • No, non solo credo che non siamo ancora pronti a vivere così tanto ma, personalmente sorgono tanti dubbi in merito.
    Non è solo, a mio avviso un problema di “salute” fisica e mentale ma un problema di “scopo”.
    Non credo sia facile mantenere validi “scopi” di vita oltre una certa età per cui, in quel caso, che senso avrebbe vivere biologicamente ?

Commenta