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Una telefonata di auguri (e non solo)

Della serie “Appassire con stile”.

Guardo l’ora, sono da poco passate le dieci: già da alcune mattine penso di chiamare le amiche di mia zia a Brescia che a quest’ora sono al bar, e oggi è il giorno giusto, anche per fare gli auguri.

dipinto di Marcello Ronco

Cerco il numero di Rosa e me la vedo al Rosen Garden: in un angolo, due divanetti accolgono alcune donne anziane intorno ad un tavolo: Vittoria, chiome candide corte e curate, orecchini d’oro, golfino alla moda in prestito dalla figlia; lei, Rosa, chioma dai riflessi castani sapientemente tinta, orecchini pendenti che sbucano dai capelli che sfiorano le spalle e le illuminano il volto; Mariangela, nonna dai ricci biondi, con la nipotina nel passeggino. Sono tutte vestite con gusto e si capisce che si sono preparate con cura per uscire a incontrare le amiche.

  • Ciao Rosa, sono Silvia, la nipote di Vera..
  • Silvia! Volevo chiamarti anch’io per farti gli auguri!
  • Che piacere sentirti! Come stai? Chi c’è lì con te?
  • Sì, abbastanza bene, tutte! C’è Vittoria, Anna e Ada, l’avevi conosciuta vero? Fra poco verrà Ilaria, la figlia di Vittoria. E tu? Quando vieni?

Che piacere sentirla! Le racconto di me: l’Unitre mi impegna molto, sono stanca e non mi son decisa a partire, ma mi piacerebbe andare qualche giorno a Brescia, magari a febbraio, vedremo…

  • Certo, se vengo a Brescia vengo al bar, di sicuro! Ho voglia di vedervi!
  • Silvia, ti passo la Anna, vuole salutarti.
  • Sì, fa’ gli auguri di Buon Anno a tutte! Anche a te! Ciao cara!

Anna è la figlia di Floris, un’amica fraterna di mia zia, mancata qualche giorno prima di lei; è una bella signora dal personale svelto, dai capelli biondo svedese tagliati a caschetto, che porta sempre orecchini originali.

  • Silvia, che piacere sentirti! Come stai? Quando vieni? Aspetta esco dal bar, qui c’è sempre troppo chiasso… Ecco qui ti sento meglio… Noi tutti bene. Volevo dirti che la mia Sara è andata a vivere con la sua compagna…sai per noi è stato un colpo… Ma poi l’abbiamo accettato… in fin dei conti sono due brave ragazze, cresciute insieme in Parrocchia… Il Parroco le ha benedette… ma c’è ancora tanta gente ignorante in giro che parla male. Questo ci fa soffrire, ma noi genitori vogliamo stare vicini a loro, per far sentire il nostro affetto.
  • Bravi! E’ così che s’ha da fare! Sai Anna la cosa non mi stupisce, sono state coraggiose le ragazze…
  • Silvia, ma tu sei avanti!

S’interrompe così la nostra chiacchierata, dopo i rituali saluti e gli auguri.

Riattacco e penso ad Anna che ha voluto condividere questa cosa importante e ancora un poco segreta, proprio con me, anche se sono lontana, perché mi sente vicina. E ammiro il modo di questo gruppo di donne di prendere coscienza dei problemi e di parlarne, per trovare conforto e per fare meno fatica a portarne i pesi.

Mi commuove profondamente questo legame che si perpetua e si rinnova continuamente con le amiche di mia zia Vera e così mi sembra di sentirla ancora presente, sempre vicina e viva.

1 Commento

  • Come sempre i tuoi brevi rscconti colpiscono perché riesci a immedesimarti in situazioni vissute . E tu descrivi in poche righe sentimenti ed emozioni condivise da tanti. Brava Silvia Quando verrai a Brescia, oltre alle amiche della zia Vera avvertì anche una tua ….amica che aspetta da anni di vederti❤️ Un abbraccio

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