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Appassire con stile Argomenti

Io resto a casa

Della serie “Appassire con stile”.

In questi giorni di coronavirus stiamo chiusi in casa per il bene nostro e della comunità in cui viviamo.

Io, senior che vive sola, non esco neppure a far la spesa: mia figlia mi porta la spesa generica una volta alla settimana e il fruttivendolo di fronte a casa mia mi porta frutta e verdura; io scendo solo a portare la spazzatura alla sera tardi, così non incontro di sicuro nessuno, e al mattino a prendere il giornale che la giornalaia mi mette in buca. Scendo e risalgo a piedi i miei cinque piani, per muovermi un po’, con guanti e mascherina, sperando di non incontrare nessuno.

Per una donna in casa c’è sempre da fare e con tutto questo tempo a disposizione si può pensare di pulire a fondo con igienizzanti tutti gli angoli della casa e armadietti, cassetti, armadi, da riordinare a fondo; ci sono i libri da rimettere a posto, i nuovi da tenere da parte, perché forse ora è il momento di leggerli; c’è la veranda da riaprire per far entrare qualche insetto ad impollinare le zagare del mio bel limone; portare le piante più leggere sul terrazzo; usare questo tempo per cucinare, fare qualche dolce. Al pomeriggio leggo e faccio acquarello; lavoro per la mia Unitre; sto un po’ al sole sul terrazzo (sembra che faccia bene) e salto anche alla corda: dieci, venti… sono arrivata a trenta salti. Prossimamente farò un cambio di stagione negli armadi con una calma e meticolosità forse mai utilizzate…

Il tutto intervallato dai miei programmi radio preferiti, dai telegiornali all’ora dei pasti, mentre il pensiero va a Brescia la mia città lontana, agli amici e a mio fratello, ai miei parenti, a quella povera Lombardia così provata.

Cerco di vivere un giorno per volta, apprezzando ogni momento di luce: il gatto dei nuovi vicini che viene a trovarmi sul terrazzo; la vicina del palazzo di fronte che mi saluta con la mano anche se non ci conosciamo; un fiore rosso sbocciato di sorpresa; la messa di Papa Francesco da Santa Marta, che vedo in streaming, qualche volta, al mattino presto; i miei nipoti e mia figlia che mi sorprendono chiamandomi in video (dovrò darmi un po’ di rossetto nei prossimi giorni…), e voglio imparare anch’io…; un cugino che non sentivo da tempo; gli amici di sempre con i quali ci facciamo compagnia al telefono;  il messaggio dell’amico astronomo che comunica l’ora esatta del passaggio del satellite Internazionale: stasera alle 20.34, da sud ovest costeggerà Venere e sparirà nell’ombra della terra, ed eccomi concludere la serata in giacca a vento, sul terrazzo, guardare emozionata quel puntino luminoso che solca il cielo già scuro: lassù ci sono astronauti di nazionalità diverse insieme…

Anche se in questi giorni cerchiamo di consolarci pensando che forse questo momento doloroso partorirà un mondo migliore, non sono le grandi idee che ci accompagnano, ma le piccole cose, ciò che notiamo e annotiamo in questo tempo dilatato e saranno quelle che ricorderemo…

Resta il dispiacere di sapere che persino in una pandemia non siamo tutti uguali: io resto a casa, devo farlo e posso farlo, ma la donna delle pulizie continua a pulire le scale e l’ingresso e se mi affaccio sulla strada vedo il postino che consegna un giornale…

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