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Letti e visti

Tempo con bambina

Tempo con bambina è una lettera d’amore, una lunga lettera che Lidia Ravera scrive alla sorella Mara, per parlarle della nipotina che porta il suo nome.

Mara è scomparsa ancora giovane un quarto di secolo fa, lasciando a Lidia una eredità “bellissima e grave”: la figlia Maddalena.

Lidia Ravera, Tempo con bambina, Bompiani 2020

Oggi Maddalena è la mamma di “Mara piccola” e Lidia Ravera si sente a buon diritto la sua nonna.

Dei più di trenta libri pubblicati, solo in due Ravera aveva parlato di sé: con Bambino mio (1979), scritto dopo la nascita del figlio Nicola, e Sorelle (1993), dolorosa elaborazione del lutto per la morte della sorella.

“Due volte soltanto ho avuto il coraggio (l’urgenza, il bisogno) di scrivere di me direttamente, rinunciando alla difesa dell’inventare. E sono state due lettere d’amore.”

In questa nuova lettera, che segna il ritorno alla scrittura autobiografica, l’Autrice celebra una rinascita personale, proprio mentre si interroga sul Terzo tempo della vita, e racconta a “Mara grande” i primi tre anni della bambina che ha fatto “irrompere nella mia vita, di nuovo, il piacere della scoperta”.

E’ una nonna sui generis, Lidia Ravera.

Innanzitutto, perché proprio nonna non è, e tra le righe traspare la riluttanza ad appropriarsi appieno del ruolo di chi non c’è più.

E poi, perché il dialogo d’amore tra nonna e nipote avviene da una parte all’altra del pianeta, Mara infatti vive in Texas con mamma e papà.

L’amore della nonna si esprime pertanto tra viaggi intercontinentali e dialoghi su Skype e intenerisce la meraviglia fanciullesca con cui la scrittrice affermata, il personaggio politico, si fa bambina per relazionarsi con la nipotina.

Come si vive la nonnità se si appartiene alla “generazione che doveva restare giovane per sempre e che sta facendo i conti con l’invecchiare”?

Se lo chiede Ravera nel dialogo immaginario con la sorella, mentre ripercorre gli anni vissuti assieme.

Bambine cresciute in una famiglia tradizionalista, furono adolescenti inquiete negli anni della contestazione, avvertirono come molti l’urgenza di andarsene presto da casa, e di reinventare i ruoli tradizionali, soprattutto la maternità.

Ebbero un figlio ciascuna, Nicola e Maddalena, i cugini diventati fratelli dopo la morte di Mara.

Come già è stato a suo tempo per il ruolo di genitori, anche quello di nonni va ripensato, soprattutto quando non si è ancora disposti, per scelta o per necessità, a distaccarsi del tutto dai propri impegni e interessi.

“Io la vedo così, la nonnità: non sei titolare di niente nell’azienda famiglia. (…)

Non hai, perciò, altra responsabilità oltre a quella, innocente e smisurata, dell’amore.

Di quello ti nutri e nutri.

Non insegni, non giudichi, non punisci, stai a disposizione. Contieni la piena del sentimento con l’eleganza dei non protagonisti.”

Tempo con bambina è un libro da leggere lentamente, ricco com’è di temi e suggestioni in cui molti della nostra generazione si riconosceranno.

Guarda la presentazione di Lidia Ravera

Lidia Ravera, Tempo con bambina, Bompiani 2020

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