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Letti e visti

Avanti parla

Lidia Ravera torna in libreria con il romanzo Avanti parla, e ancora una volta scrive della sua – della nostra – generazione.

Giovanna, la protagonista, ha sessantasei anni. Di lei colpiscono i capelli bianchi, lunghi e folti: non li taglia da quarant’anni.

Ha scelto di vivere il suo terzo tempo in solitudine, nella casa sul fiume, un appartamento sul lungotevere acquistato con l’eredità dei genitori.

La scelta di acquistare casa a Roma non è stata casuale: è la città dove più facilmente ci si può celare nell’anonimato.

Dai suoi giovanili “anni scellerati” ha preso le distanze da tanto tempo, ha pagato il suo debito con la giustizia, ma forse non ha mai finito di espiare.

Nel quartiere nessuno la conosce, lei non conosce nessuno: “accoccolata nell’assenza”.

Un giorno l’alloggio sul suo stesso pianerottolo, disabitato da tempo, all’improvviso si anima.

Arrivano Maria e Michele, una giovane coppia chiassosa. Con loro c’è il figlio di Michele, Malcom, un adolescente che vuole salvare il pianeta dal disastro ambientale, e la figlioletta dei due, Malvina, una tenerissima bambina di tre anni.

Sono i “Benedetti dagli Dei”, come li chiama l’Autrice: belli e giovani, sicuri di avere il mondo in mano.

Giovanna fa di tutto per rendersi invisibile, ma i nuovi inquilini la affascinano più di quanto vorrebbe. Così, suo malgrado, incomincia a spiarne la vita, origliando i loro discorsi attraverso le sottili pareti di cartongesso.

Potrebbe andare avanti così: una innocente fissazione che si sovrappone in parte ai collaudati rituali fatti di musica, letteratura e lunghe passeggiate solitarie.

È quello che ha in mente Giovanna, ma non sempre è possibile controllare tutto.

L’irruenza dei giovani la travolge.

La sua corazza si sgretola pian piano di fronte alla tenera invadenza di Malvina e al goffo affetto di Malcom, alle confidenze di Maria e alla musica di Michele.

Giorno dopo giorno, si trova quasi senza accorgersene a far parte di una famiglia che non è la sua, lei che la famiglia l’ha rifiutata tanti anni prima.

Un po’ baby-sitter, un po’ quasi-nonna, Giovanna crea con i vicini un legame tenero e affettuoso, sebbene non privo di difficoltà.

Il delicato equilibrio si incrina quando Pietro Saverio, il padre di Maria, irrompe all’improvviso, reduce dal matrimonio in crisi con l’ultima moglie, la terza.

La faccia da ragazzo invecchiato, narcisista e logorroico, è fin da subito un po’ troppo curioso nei confronti di Giovanna.

Sarà proprio lui – assieme alla sua variegata compagnia di “stati giovani” – a turbare l’equilibrio tra i ragazzi e la misteriosa signora dai lunghi capelli bianchi.

Chi è Giovanna, perché si nasconde?

Per scoprirlo occorre leggere il romanzo fino in fondo, e ne vale la pena.

I temi, ben noti alla nostra generazione, sono riletti da Lidia Ravera con la saggezza e la distanza emotiva che la maturità ormai consente.

La famiglia nel suo divenire e il senso che le abbiamo dato dagli anni Sessanta in poi.

La nonnità, vera o conquistata sul campo, che tanto ricorda l’autobiografico Tempo con bambina.

Il terrorismo e le scelte estreme di coloro che, in nome di ideali rimasti irrealizzati, si sono negati l’amore e la costruzione di una famiglia.

Della stessa Autrice Osservatorio Senior ha recensito Gli Scaduti, Il terzo tempo L’amore che dura e Tempo con bambina.

Lidia Ravera ha incontrato Lucia Annunziata nella libreria Feltrinelli per parlare del libro: guarda l’intervista.

Lidia Ravera, Avanti parla, Bompiani 2021.

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