Raccontarsi con un gioco

“My Life in Europe”, un progetto europeo dedicato alla scrittura autobiografica.

Lasciare una traccia di sé e prendere consapevolezza che la propria vita ha un valore fa star bene, aumenta l’autostima e influisce positivamente sulla sfera affettiva, a qualsiasi età.

foto di cottonbro da Pexels

Basta un’immagine, una parola, un odore, un brano musicale per far affiorare i ricordi, ma occorre scriverli, per non farli scappar via, oppure raccontarli a qualcuno che ascolta e scrive per noi.

Se possiamo poi condividere aspetti della propria storia con altre persone, anche di paesi lontani, ci accorgiamo che non siamo così diversi. Gioie e dolori si mescolano, brandelli di vita ci accomunano, emozioni si intrecciano. Sentiamo di appartenere ad una comunità più grande.

Scrittura di sé, ascolto, condivisione e connessione sono alla base del progetto europeo Erasmus +, “My Life in Europe”, nato quasi per caso durante un incontro per un altro progetto, dopo un’esperienza di scrittura autobiografica all’interno di una RSA del Valdarno Inferiore, in provincia di Pisa.

dal progetto “My Life in Europe”

Il progetto, rivolto principalmente a adulti over 60 con o senza disabilità, ha una durata di trenta mesi, da ottobre 2020 a marzo 2023, e vede i partner europei[1] impegnati nella realizzazione di un gioco “serio”, in differenti versioni, e di un manuale metodologico.

Sia la versione cartacea del gioco che quella digitale, una web app facilmente scaricabile e gratuita, sono caratterizzate da una serie di carte, in mazzi da 22 e 64, che fungono da stimoli narrativi. Ciascun giocatore, da solo o in gruppo, può scrivere, in un apposito spazio, ciò che l’immagine e la parola di ciascuna carta gli fanno venire in mente e scaricarlo in PDF a fine partita.

Tutti i brani possono andare a costituire una storia più ampia, un’autobiografia, ed essere condivisi con persone di paesi diversi, con la possibilità di creare un archivio europeo della memoria, fonte di ricerca in campo psicologico e sociale.

dal progetto “My Life in Europe”

Il progetto My Life permette così di coniugare il potere terapeutico e sociale della scrittura autobiografica, favorendo lo scambio di esperienze e la costruzione di nuove relazioni, con gli effetti benefici che le attività online hanno sul funzionamento cognitivo degli anziani, secondo recenti studi neuroscientifici[2].

Sia che si scriva un brano più ampio sia una micronarrazione, una poesia, il testo di una canzone, una metafora, attraverso la scrittura autobiografica possiamo prenderci un po’ di tempo per riflettere, prendere consapevolezza del proprio percorso di vita e dare senso agli eventi che l’hanno attraversata, lenire le nostre ferite ed aiutare altri a farlo, in altre parole prendersi cura di noi e degli altri.

Per avere maggiori informazioni e/o partecipare alla sperimentazione:

https://mylifeineurope.nkey.it/

[1] Nkey srl, Agenzia di servizi e consulenza informatica di Santa Croce sull’Arno/Pisa, LUAA, Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Fondazione Asphi Onlus di Bologna,  CEBS, Centro di Educazione e Ricerca sociale di Breslavia/ Polonia , Associatia Pro Xpert  di Ramnicu Valcea/ Romania, Vai Avante, Associazione ricreativa e culturale, di Gondomar/Portogallo.

[2] Does Video Gaming Have Impacts on the Brain: Evidence from a Systematic Review, Denilson Brilliant T Rui Nouchi Ryuta Kawashima, 2019 Sep.25; Video Games and Other Online Activities May Improve Health in Ageing, Marios Kyriazis, Elisavet Kiourti, 2018 Jan 29.

 

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Pisana dal 1953, abita a Santa Croce sull’Arno, dove per oltre quarant’anni ha svolto attività di medico di Medicina generale con specializzazione in endocrinologia e fitoterapia. Esperta in consulenza autobiografica e Medicina narrativa, tiene corsi di scrittura autobiografica e conduce gruppi di narrazione e formazione alla relazione (Balint), rivolti a professionisti sanitari.

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