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Le Vostre Storie

Datemi un’idea

La storia di Bruno

Sono nato a Napoli nel ’50, mi trasferii in Piemonte nel ’74 lasciando sole mia madre ed una sorellina a Napoli.

Ho contratto la poliomielite all’età di 6 mesi di vita e, anche se ritengo di aver condotto una vita “pseudonormale” (andavo in bici, ho condotto lo scooter, la barca a vela ed il camper, conduco l’automobile), oggi la cosa mi pesa e non poco.

Ho lavorato più di 40 anni nel mondo informatico e nel mondo della Sanità pubblica per multinazionali, piccole aziende ed Enti pubblici e, dal 2017 sono diventato, “forzosamente”, un pensionato.

Mi sono sposato nel ’78 ed abbiamo un figlio adulto ed autonomo che non può ancora “prevedere” di far figli.

 

Scrivo questo perchè sono anni che sono alla spasmodica ricerca di uno “scopo” col quale riempire la mia vita che mi appare “inutile”.

Non annovero tra le mie conoscenze alcuna Amicizia (con la A maiuscola) essendomi dedicato troppo al lavoro ed avendo cambiato troppe residenze.

Mi sono attivato frequentando un corso di pittura, un corso di recitazione, e svariati momenti culturali presso l’UNITRE ma tutte esperienze che ho concluso riscoprendo il profondo vuoto nel mio animo.

Non riesco a provare il volontariato poichè ritengo che col mio stato d’animo attuale potrei far più danno che bene.

Ed eccomi qua ! Di fronte ad intere giornate vuote!

Mi piacerebbe incontrare persone “intelligenti”, “colte” con le quali non fermarsi ad una cena o una serata a teatro ma con le quali instaurare un “rapporto” di “compagnia” e di “condivisione” di interessi, esperienze, progetti (anche piccoli) per un futuro che non vorrei proprio fosse sempre più triste.

Vuoi leggere le precedenti storie dei lettori di Osservatorio Senior? Leggi qui

Foto di Alicja da Pixabay

 

 

 

3 Commenti

  • Caro Bruno, le persone affini a te devi cercarle. Quindi bisogna che frequenti luoghi in cui puoi incontrare persone con i tuoi stessi interessi, Università della terza età, corsi vari, club letterari e sportivi ecc. Banale, commenterai, ma la voglia chi me la dà? Ecco qui è il punto cruciale, il centro della questione. Nella longevità o cmq nel suo processo, “se non cammini più, VOLA ” Come? Con la mente il cuore e l’anima. E che cosa ti spinge? L’amore, per te stesso e per gli altri. Se non c’è questa spinta è difficile rifiorire ancora.
    Volontariato, ce n’è di vario genere, anche il meno conosciuto. Io per esempio che ho difficoltà di movimento, ma amo ancora comunicare, scrivo a un detenuto nel braccio della morte, recluso in carcere in Florida e questa corrispondenza si è sviluppata in un legame intenso che mi ha portato persino ad andarlo a trovare a novembre scorso e a finire sul Corriere (18 gennaio Milano “Le lettere della speranza”). Cedi possibilità di una vita che continua a essere significativa e interessante ce ne sono molte. Tra le tante la mia disponibilità a farti scoprire una nuova amicizia. Silvia

  • Ti capisco Bruno, per ragioni diverse, anche io mi ritrovo, a 63 anni, in una fase di ristrutturazione della vita. Separata da pochi anni, devo fare i conti con la solitudine, che non avevo messo in programma. Ho un lavoro che amo e spero di poter lavorare per ancora moltissimi anni (sono freelance e posso!) . Ti posso solo consigliare di “fare qualcosa con le mani” , .aiuta tantissimo ! Falegnameria, orto , scrittura, decorazione, le mani occupate sono sempre una forma di rilassamento e soddisfazione. Ti auguro di trovare quello che cerchi!

  • Gentile e caro Bruno credo sia passato più di un anno da quando, leggendo la tua storia,mi sembra intitolata “amici di penna” provai a chiedere come mettersi in contatto con chi come te e me, con le stesse speranze, con la stessa solitudine, anche se in città diverse Bari, ma non ho mai ricevuto un riscontro o la possibilità di conoscersi, anche solo in maniera epistolare. Che meraviglia poter tornare a scrivere,a sentire l odore della carta!!! Spero per te e per me che questa volta vada meglio. Ti auguro ogni bene. Annamaria.

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