Creature luminose
Film. Regia di Olivia Newman, con Sally Field nel ruolo della protagonista Tova, Lewis Pullman nel ruolo di Cameron, Colm Meaney e Laura Harris. Il film è tratto dal romanzo di Shelby Van Pelt.
Tova è una senior vedova che ha perso il figlio in circostanze misteriose. Era uscito in barca e non è chiaro se fosse rimasto intrappolato nella gomena o se avesse tentato il suicidio. Insomma, deve fare i conti con due gravi lutti, marito e figlio.
Ma lei non si avvilisce e lavora. Fa la donna delle pulizie e opera in un posto particolare. Pulisce i vetri di un acquario di notte quando i visitatori se ne sono andati. L’osservazione dei pesci è gradita a tutti. Colorati, muti e misteriosi sono una compagnia affascinante. E lei ci mette passione nel rendere il vetro più trasparente possibile.
Tuttavia, Tova si affeziona ad un essere particolare. Un grande polpo. Questo animale marino non suscita solitamente simpatia. Tutti quei tentacoli con le ventose ci fanno temere di essere catturati e divorati. Quegli occhi sporgenti e dallo sguardo enigmatico sono inquietanti. Certo che il polpo non è pericoloso, ma possiamo dire che ha un aspetto sgradevole. Non a tutti piace trovarselo in mare e neppure vederselo nel piatto con le patate lesse.
Invece forse è proprio il suo aspetto ad affascinare Tova. Lei trova la bellezza in ciò che altri ignorerebbero. I tentacoli diventano espressivi come le braccia di un ballerino. E stabilisce un dialogo. L’animale si aggrappa al vetro quasi
che volesse abbracciare la donna oppure si rincantuccia nella sua tana, se si arrabbia. Può anche svignarsela dall’acquario che è aperto in alto. Il dialogo del polpo è muto, fatto di gesti mentre lei gli parla e si confida.
A tratti nel film appaiono anche sottotitoli con le osservazioni interessanti che il polpo fa sulle abitudini degli umani.
Il tono della pellicola è affettuoso. Tra i due protagonisti c’è sintonia, ma senza gli eccessi emotivi che si potrebbero temere in un film tutto al femminile, con una scrittrice donna e regista donna.
E il titolo fa pensare alla luce dell’acquario ma anche a una luce interiore che permette di sconfiggere i pregiudizi e la banalità per illuminare un incontro insolito.
Una senior fantasiosa e un tema originale rendono il film non solo di quelli che fanno star bene ma anche intrigante. Gli effetti speciali del polpo fanno pensare più a Disney che all’Intelligenza Artificiale. Ma non si può mai dire.
Il film è visibile su Netflix.
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Le immagini sono spezzoni tratti dal trailer del film
Wally Festini Harris è nata e vive a Milano. Già psicoterapeuta e professore universitario, ora si dedica alla scrittura. E' autrice, tra gli altri, dei saggi, "Ricomincio da 50" (2009) e "Ricomincio da 60" (2015).












