Val Bavona, Sentiero della Transumanza

La Val Bavona è una valle del Canton Ticino, in Svizzera, a Est del confine italiano con la Valdossola (provincia di Verbano – Cusio – Ossola). Il punto di partenza dell’itinerario suggerito, il paese di Cavergno, è raggiungibile da Locarno, cittadina sul Lago Maggiore, in circa mezz’ora di auto o 50’ di bus.

Partenza: Cavergno (445)

Arrivo: San Carlo (940)

Sviluppo: 12,8 km

Dislivello: 🔼 800 m,  🔽 300 m

4-5 ore, facile

È possibile mangiare qualcosa alla cascata di Foroglio, a Sonlerto e a San Carlo

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Quando sono arrivato in Val Bavona camminavo ormai da 49 giorni ed ero più o meno a metà strada. Quella mattina mi sentivo stanco e così ho scelto il percorso di fondovalle, il “Sentiero della Transumanza”. Si tratta di un continuo saliscendi tracciato sui versanti della montagna che aggira i pochi prati di fondovalle, protetti da alti muri.

Mi sono innamorato della Val Bavona: una valle di pietra, stretta e boscosa, puntellata da imponenti massi erratici e impreziosita da cascate. Una valle poverissima, in cui l’erba era il bene più prezioso. Una valle a suo tempo densamente popolata: ogni due chilometri si incontra un villaggio in pietra (ovviamente costruito su terreni di scarso valore), con case belle e perfettamente conservate.

Il paese di Sonlerto, quasi alla fine del percorso, è un capolavoro.

I giardini pensili

Ci sono molti massi erratici? Perché sprecarli?

Possono ospitare un giardino pensile: per creare una piccola pianura artificiale basta costruire un muretto intorno alla cima del sasso e riempirlo con terra di riporto. E se non è facile salirci, non resta che scalpellare dei gradini di pietra, così gli animali potranno raggiungere la preziosa erba.

Sempre per ottimizzare lo spazio, le fratture nella roccia possono essere usate come tetti: casere, stalle, perfino case sfruttano coperture naturali.

Sul sentiero si incontra una stalla a due piani costruita sotto un immenso masso.

Consigli per organizzare la gita

In valle è possibile dormire a Cavergno, Solerto e San Carlo. Vale la pena fermarsi qualche giorno, per dare un’occhiata alla vicina Val Maggia (altrettanto bella) e fare qualche escursione in alta Val Bavona.

Due rifugi meritano la gita:

  • la Capanna Piano delle Creste (2108 m), nella Valle di Antabia (da cui si raggiunge facilmente la Val Formazza in Italia);
  • la Capanna Basodino (1856 m), raggiungibile anche in funivia.

E la salita all’alpe Foiòi, ma solo per chi è tecnicamente preparato (vedi di seguito).

L’Alpe Foiòi

Per raggiungere gli alpeggi d’alta quota, i sentieri della Val Bavona superano dislivelli e strapiombi con scale di pietra spesso non banali. L’impresa più memorabile è stata realizzata nell’anno 1833 da Giuseppe Zan Zanini, che ha costruito un sentiero pensile per raggiungere l’impervia Alpe di Foiòi.

Si trattava dell’unico spazio della valle non ancora sfruttato e il Comune di Cavergno glielo aveva affidato in “conduzione” a patto che costruisse “una strada praticabile al bestiame bovino”. Cosa che fece con notevole velocità.

All’inizio del sentiero sono ancora leggibili le parole da lui scolpite sulla pietra: «JO GIUSEPPE ZAN ZANINI DI CAVEG FECE LA STRADA PER PASARE LE BESTIE BOVINE FINO SU LALPE LANO 1833».

Escursione di una giornata su terreno difficile.

Il sentiero, sulla sinistra orografica, parte da Serta (poco prima di Sonlerto).

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66 anni, padre, marito, viandante, ex-consulente di direzione.

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