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Alimentazione

Si può ridurre il rischio cardiovascolare a tavola?

Secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, uno stile di vita sano e corrette abitudini alimentari sembrerebbero prevenire di circa 1/3 le patologie cardiovascolari.

Un ruolo preventivo-terapeutico per la salute del cuore è dato dall’alimentazione, in particolare quella mediterranea, a limitato contenuto di grassi, a ridotto apporto di sale e a basso indice glicemico.

Ancora oggi, le patologie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore, come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e malattie cerebrovascolari, come l’ictus ischemico ed emorragico) rappresentano la prima causa di morte nel mondo.

Il Global Burden of Disease, un Istituto dell’OMS, ha stimato che in Italia, nel 2016, tra le principali malattie non trasmissibili, il 35,5% delle morti era riconducibile a malattie cardiovascolari. In particolare, per gli over 70, le malattie cardiovascolari occupavano il primo posto per numero di decessi, con il 38,6%.

Le patologie cardiovascolari possono essere provocate da più fattori.

Accanto a fattori di rischio non modificabili come età, familiarità e sesso (gli uomini sono generalmente più colpiti, poiché le donne sono “protette” dall’effetto degli estrogeni fino alla menopausa), vanno annoverati anche fattori di rischio modificabili, legati principalmente agli stili di vita (fumo, scorretta alimentazione, sedentarietà). Come in un circolo vizioso, questi fattori sono spesso a loro volta causa di ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, ipercolesterolemia e diabete mellito, condizioni che contribuiscono ulteriormente a peggiorare la salute del cuore.

Tuttavia è possibile ridurre il rischio cardiovascolare o mantenerlo a livello favorevole abbassando il livello dei fattori modificabili attraverso l’adozione di uno stile di vita sano.

Come agire dunque sui fattori modificabili?

  1. Ridurre il sale

Il primo consiglio è quello di ridurre il consumo di sale, ad oggi di due volte superiore a quello consentito dall’OMS (pari a 5 g/die).

Purtroppo la persona anziana tende a consumare un maggiore quantitativo di sale principalmente per due motivi; il primo, di natura fisiologica e/o farmacologica, consiste nella riduzione della percezione del gusto che deriva dalla degenerazione o riduzione del numero totale dei bottoni gustativi, che porterebbe ad eccedere nei condimenti e ad aggiungere sale ad ogni pietanza per avvertirne meglio i sapori.

Il secondo è legato all’abitudine sbagliata di consumare, spesso per comodità e velocità nella preparazione, prodotti confezionati come cibi in salamoia, dadi ed estratti di carne, salse, insaccati e prodotti da forno come snack e sostituti del pane, nei quali sono nascoste elevate quantità di sale.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di evitare di portare in tavola la saliera, sostituendo il sale con spezie o erbe aromatiche che esaltano il gusto delle pietanze.

  1. Non eccedere con i grassi saturi

Può capitare che con l’avanzare dell’età venga meno la voglia di cucinare, spesso perché ci si sente soli. Potrebbe quindi esserci il rischio di ricorrere al consumo di alimenti già pronti, ricchi di grassi di origine animale. Questi grassi, soprattutto saturi, presenti in carni grasse, insaccati, formaggi e uova, aumentano i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) che tende ad occludere le pareti dei vasi sanguigni. Questi alimenti non vanno esclusi, ma è importante rispettarne la giusta frequenza di consumo (massimo una o due volte la settimana).

Meglio prediligere il consumo di pesce azzurro (sgombro, sardine, alici…), ricco di acidi grassi polinsaturi omega 3.

Gli omega 3 sono un vero toccasana per il cuore: sono grassi buoni poichè riducono la formazione di trombi, responsabili dell’occlusione dei vasi sanguigni; inoltre, hanno effetti antinfiammatori, contribuiscono ad aumentare il colesterolo “buono” (HDL) e a ridurre il rischio di alterazione del ritmo cardiaco in pazienti che hanno già avuto infarto.

Altri grassi buoni sono rappresentati dagli acidi grassi monoinsaturi, di cui è ricco il nostro buon olio extravergine di oliva. Se ne può gustare l’autentico sapore aggiungendolo a crudo alle pietanze.

  1. Attenzione al consumo di alcolici e soprattutto di superalcolici

Un buon bicchiere di vino, meglio se rosso, per il suo contenuto di resveratrolo, nota sostanza antiossidante, può essere concesso con moderazione: 1-2 bicchiere per l’uomo e 1 per la donna, sempre a stomaco pieno, lontano da eventuali terapie farmacologiche in atto e in assenza di condizioni patologiche. Per quanto riguarda i superalcolici, il loro consumo va moderato e limitato soprattutto in presenza di patologie quali ipertensione o diabete; inoltre non dimentichiamo che spesso sono arricchiti di sostanze zuccherate che potrebbero contribuire ad aumentare il rischio cardiovascolare.

  1. La dieta mediterranea, un’ottima alleata

E’ dunque necessario incentrare l’alimentazione sullo stile mediterraneo, riscoprendo l’importanza della piramide alimentare. Alla base vi è il consumo di frutta e verdura, con almeno cinque porzioni giornaliere per garantire un consumo di fibra pari a 30g.

Studi clinici dimostrano che la sostituzione di cereali raffinati, più ricchi di amido, con cereali integrali, è associato a un minor rischio di malattia coronarica. Lo stesso vale per la frutta secca a guscio, soprattutto noci e mandorle e per i legumi, i quali oltre ad essere poveri di grassi, sono un’ottima fonte di proteine vegetali, di minerali e fibra, compresa quella solubile, che può aiutare a ridurre il colesterolo LDL.

  1. Non dimentichiamo il movimento

Secondo l’OMS, lo svolgimento di una adeguata attività fisica è fondamentale per le persone avanti negli anni poiché migliora la salute cardiovascolare e il tono muscolare. Non è necessario praticare uno sport intenso, ma per gli over 65 è consigliabile svolgere almeno 150 minuti di attività aerobica alla settimana. Camminare quotidianamente, andare in bicicletta, nuotare, insomma muoversi in maniera costante, sono da considerare validi alleati per la prevenzione di malattie cardiovascolari.

Foto G.steph.rocket da Wikipedia Creative Commons CC BY-SA 4.0

1 Commento

  • FAVORIRE IL MOVIMENTO E CURARE L’ALIMENTAZIONE PUO” ESSERE UTILE MA OBBLIGA L’ANZIANO A ESPORSI A CRITICHE INOPPORTUNE E SGRADEVOLI DA CHI INCOMPETENTE NON CONDIVIDE TANTO AFFANNARSI . DELLE PALESTRE E/O CENTRI AGGREGATIVI APERTI NELLE 24 ORE SAREBBERO UTILI PER LIMITARE LA SOLITUDINE CHE IN CERTE FASCE D’ETA” E” PRESENTE .

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