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Attività fisica

La passione dello sci a 70 anni

Scrive un lettore: “Dalle mie parti, abito vicino a Ivrea, serve poco tempo per arrivare in montagna e in queste settimane si comincia a pensare alla stagione invernale. Io ho 70 anni, sono un vecchio appassionato sciatore, ma negli ultimi tre anni ho lasciato gli sci appesi al chiodo, un po’ per motivi familiari e un po’ per delle fastidiose bronchiti. Per il resto, per fortuna, la salute tiene, nessun osso rotto e un po’ di fiato ce l’ho ancora. La voglia di tornare a sciare è tanta. Le chiedo: è una pazzia rimettersi gli sci e fare discese a questa età? E se lo faccio, cosa devo fare per prepararmi a dovere? Grazie”.

Il quesito proposto merita un duplice approccio: compartimento respiratorio e compartimento muscolo-articolare. Lo sci è uno sport impegnativo ed ha anche la caratteristica di avere due metodologie di esecuzione, ovvero la discesa e il fondo (tralascio il salto dal trampolino per ovvi motivi!). Come ben si sa la tecnica di esecuzione di questi due stili è completamente differente ed impegna il sistema cardio-respiratorio e motorio in modo altrettanto differente.

Lo sci di fondo impegna particolarmente il cuore e i polmoni, in maniera minore (ma non poi così tanto minore) muscoli ed articolazioni, e prevede quindi una preparazione specifica che comporta l’attivazione di tutti quei processi allenanti per le fibre muscolari di tipo 1 (rosse) che sono responsabili della resistenza alla fatica e della possibilità di prolungare nel tempo l’impegno fisico. Quindi, volendo concludere rapidamente, muscoli ben allenati a compiere lunghi percorsi, sostenuti da un efficiente apparato cardio-respiratorio. L’età e precedenti patologie infiammatorie impongono un controllo cardiologico ed una spirometria per valutare i parametri ventilatori allo scopo di cogliere eventuali deficit e, nel caso, porvi rimedio.

Completamente differenti sono la tecnica e l’esecuzione di una discesa che sono legate, ad esempio, al tipo di pista che si percorre. In questo tipo di sport l’impegno cardio-respiratorio è comunque elevato, seppur in termini di tempo molto più limitato, mentre sono sollecitate al massimo le masse muscolari e le articolazioni. Non ci si stancherà mai di ripetere che prima di iniziare un qualsiasi tipo di attività fisica sportiva bisogna effettuare una preparazione tale da poterla affrontare con tranquillità per evitare quanto la letteratura ci insegna e cioè che più lungo è il periodo di inattività e più elevata è la decade di vita, in assenza di una preparazione sotto la guida di un esperto istruttore, l’incidenza degli infortuni sale addirittura al 30% dei soggetti interessati dallo studio.

Nel caso di un senior che ha metaforicamente appeso al chiodo gli sci e li vuole rimettere ai piedi è indispensabile eseguire due step di avvicinamento: una visita medica per ottenere l’idoneità all’attività fisica non agonistica e una preparazione in palestra rivolta essenzialmente a migliorare la performance cardio-respiratoria, il potenziamento muscolare e l’elasticità articolare, utilizzando esercizi di stretching e la pliometria (cioè un’attività caratterizzata dal rapido susseguirsi di una contrazione eccentrica e di una concentrica).

Non ultimo, gli esercizi di propriocettiva, specificamente legati all’equilibrio, che consentono di migliorare la postura e la variazione della stessa secondo gli impegni derivanti dalla difficoltà della discesa.

Per chi pratica o ha praticato lo sport dello sci sa per esperienza come le articolazioni dell’anca, del ginocchio e della caviglia siano fortemente sollecitate, ma non vanno dimenticate le articolazioni della spalla e lo stress sulla colonna vertebrale, specie nella zona cervicale. Insomma, per dirla in parole “papeli papeli” come dice nonno Lino, prima di staccare dal muro qualsiasi attrezzo sportivo soffermiamoci a riflettere sul nostro stato fisico e, obtorto collo, sottoponiamoci a dei test che ci consentano di fare il punto della situazione per impedire guai grossi nel caso in cui non si seguisse questo tipo di percorso.

Concludendo: visita medica per attività fisica non agonistica, “ginnastica” pre-sciistica per ritornare in forma, alimentazione idonea al tipo di impegno fisico, vestiario e attrezzatura di qualità, perché alla fine sulle piste ci piace anche far bella figura.

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