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Alimentazione

Reflusso gastroesofageo: combatterlo con i cibi giusti

La malattia da Reflusso-gastroesofageo (MRGE) è una problematica comune e spesso sottovalutata, che può portare a complicanze di rilievo se non curata correttamente.

Secondo dati della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG, Health Search), la malattia è aumentata negli ultimi anni soprattutto nelle regioni del Sud Italia e nelle isole: un’ipotesi è che possa essere dovuto anche alle diverse tradizioni culinarie e, in particolare, al fatto che l’alimentazione tradizionale sia più calorica al Sud rispetto al Nord.

La percentuale di persone che soffrono di reflusso gastroesofageo aumenta con l’età e colpisce in modo particolare la fascia tra i 64 e 75 per le donne, tra i 74 e gli 85 anni per gli uomini.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo, e quali sono i sintomi?

È un disturbo legato alla risalita dei succhi gastrici verso l’esofago, dovuto al fatto che lo sfintere esofageo, valvola che separa l’esofago dallo stomaco, non si chiude correttamente e permette il passaggio dei succhi gastrici in direzione ascendente.

Sia la causa che i sintomi possono essere diversi: può manifestarsi ad esempio con bruciore a livello dello sterno, oppure con tosse, rigurgito, singhiozzo, asma e difficoltà della deglutizione.

I sintomi possono peggiorare in presenza di uno stile di vita scorretto, di abitudine al fumo, o di sovrappeso, e obesità: uno studio italiano di alcuni anni fa ha evidenziato una riduzione dei sintomi in corrispondenza di una perdita di peso di almeno il 10%.

Quali sono i cibi da evitare in caso di reflusso?

In caso di reflusso gastroesofageo è bene limitare gli alimenti che contribuiscono ad aumentare l’acidità gastrica, tra cui caffè, cioccolato, agrumi, chewing-gum, sughi e brodi di carne, oltre alle spezie potenzialmente irritanti come aglio, cipolla, paprika, peperoncino, pepe.

Attenzione a seguire un regime alimentare troppo calorico e ricco di grassi: il consumo di alimenti fritti, intingoli o condimenti pesanti peggiora la sintomatologia, così come bere bevande gassate o alcol. Anche la temperatura di cibi e bevande è importante: cibi troppo freddi o troppo caldi possono infatti peggiorare il reflusso.

Che tipo di alimentazione è consigliabile in caso di reflusso gastroesofageo?

Il primo consiglio è sull’organizzazione della giornata alimentare: può essere utile frazionare i pasti cercando di farne 5 al giorno, e dedicare ad ognuno il giusto tempo, almeno 20-30 minuti. È bene prendere l’abitudine di masticare lentamente.

Bene poi garantire un buon apporto di fibra: almeno 2 porzioni di verdura e 3 frutti al giorno, accompagnate – se possibile – da una porzione al giorno di cereali integrali come pasta o pane.

Evitare di eccedere con i grassi, presenti soprattutto nei secondi piatti e nei condimenti, prediligendo ad esempio la cottura ai ferri di carne preferibilmente bianca – pollo, tacchino, coniglio – ed evitando invece cotture e carni più grasse come ad esempio brasati di manzo.

Per il pesce, preferire ad esempio branzino, sogliola, orata, merluzzo e limitare i pesci grassi come anguille o salmone

Per i formaggi freschi scegliere i meno grassi, come ad esempio il primosale, o la ricotta. Infine, non eccedere con le uova: 2 a settimana può essere generalmente una quantità adeguata.

Ricordiamoci infine di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno cercando di limitare bevande troppo fredde o troppo calde.

Al di fuori del campo alimentare, alcuni consigli utili in caso di reflusso sono smettere di fumare se si ha l’abitudine al fumo, evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato – lasciar passare almeno due ore – e indossare indumenti non troppo stretti a livello dell’addome.

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