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Essere senior oggi

Si è svolto lo scorso ottobre all’ Unitre di Fossano il Convegno “ Essere senior oggi” che ha esplorato il tema dal punto di vista filosofico, medico, sociologico e psicologico col dott. Vitale Benedicti, il Dott. Enzo Brizio, la Dott.ssa Mariella Castellino, il Dott. Pietro Paolo Ricuperati, moderati dalla Direttrice dei Corsi Unitre Silvia Ghidinelli.

Impossibile qui sgomitolare tutti gli interessantissimi punti toccati, ma vediamone alcuni.

Gli anziani di oggi non sono più identificabili con i termini di vecchio, anziano, pensionato, sono più giovanili e hanno un’aspettativa di vita più alta, per questo la stampa ha coniato per loro nuovi termini come senior, terza età, silver, young old …

Infatti le nostre generazioni di senior: cioè cinquantenni, sessantenni, settantenni e oltre sono le prime a godere consapevolmente di 15-20 anni di vita attiva in più rispetto al passato, prima della vecchiaia vera e propria, sempre che la salute accompagni. Quindi milioni di senior sono interessati a gestire al meglio questa fase della loro esistenza, in assenza di modelli di riferimento storico-culturali, poiché in passato vi sono stati sì grandi vecchi, ma la vecchiaia non era una condizione allargata a molti, come invece accade oggi.

Il nostro corpo è come una macchina che, se ben trattata, dura di più e qui il medico ci raccomanda “la prevenzione che, non mi stancherò mai di ripeterlo – ha detto – non significa fare esami o prendere medicine: gli esami non prevengono ma constatano, e le medicine curano qualcosa che già c’è. Prevenire significa adottare uno stile di vita sano, che si basa essenzialmente su due cose: alimentazione corretta (dieta mediterranea) e attività fisica, per ridurre le malattie cardio-vascolari, il diabete e i tumori, ridurre l’incidenza di ipertensione arteriosa e fermare l’aumento dell’obesità”

E’ anche con la vecchierella di Leopardi del Sabato del villaggio che si focalizza un altro punto di riflessione:

“Siede con le vicine

su la scala a filar la vecchierella,

incontro là dove si perde il giorno;

e novellando vien del suo buon tempo……

Ecco semplici suggerimenti per vivere bene la vecchiaia anche oggi: stare con gli altri, in compagnia, essere attivi e coltivare la Memoria che Beudelaire ha idealizzato come un “ vecchio salottino pieno di rose appassite”.

Anche se oggi la società è molto cambiata, infatti noi senior oggi non ci muoviamo più nella società solida o “società buona,” dove gli ideali erano di lungo periodo, lo Stato poteva proporre la tutela a vita, dalla culla alla bara, la cultura richiedeva la stessa attenta cura che l’ agricoltore dedicava alle sementi e il prodotto doveva avere una solida caratteristica, cioè la durata ed era importante la realizzazione dei progetti.

Nell’attuale società liquida invece, più che il prodotto domina il consumo e conseguentemente nasce la sindrome consumistica. e si passa dal durevole al transitorio, non solo nei prodotti, ma anche nelle relazioni, che, numerose e leggere, su Facebook o nella rete, non colmano la solitudine o le conoscenze che, ridondanti e slegate, non creano cultura.

Non rimane che chiederci: che fare allora?

La formazione e l’apprendimento, permanenti e rinnovati, costituiscono un baluardo contro l’ignoranza umana che rappresenta il rischio di emarginazione in modo particolare nell’ età senior.

Ed allora ecco che è necessario prendersi cura di sé, per passare veramente da anziani a senior. Ben vengano allora le Associazioni culturali che sono salvifiche perché elargiscono cultura e favoriscono la socializzazione.

Ricordiamoci anche che è nella vecchiaia che il nostro carattere è destinato a consolidarsi e a raffinarsi, anzi secondo Hillman è proprio il tempo che abbiamo in più, la vecchiaia più longeva, che ci permette di sorvegliare e portare a termine il nostro carattere, per essere capaci di “elargire, con ostinata tenerezza, benedizioni a tutti coloro che ci circondano.”

La poesia Istanti, attribuita a Borges, letta da un attore, ha concluso l’incontro, dopo alcuni interventi del pubblico.

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