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Argomenti Il punto

Alla ricerca di un nuovo equilibrio

Conosco sempre meno senior che, una volta smesso o diminuito di lavorare, sono alle prese con il problema del “vuoto”, di come riempire le giornate e l’esistenza.

Se era una preoccupazione diffusa fino a qualche tempo fa, ora mi sembra che l’esperienza dei più stia andando in tutt’altra direzione: quella di trovare un nuovo equilibrio sostenibile e gratificante che riesca a conciliare da una parte le tante opportunità e richieste, dall’altra le energie e risorse non sempre all’altezza dei possibili impegni.

Si tratta di una nuova sfida che riguarda sicuramente i cinquantenni che ancora lavorano a ritmi sostenuti, che prevedono ancora almeno una decina d’anni di attività lavorativa e che già vengono sollecitati a nuovi impegni, ad esempio familiari di fronte ad esigenze di sostegno a genitori anziani e figli grandi ma non autosufficienti.

Ma è una esperienza nuova che riguarda soprattutto i sessantenni e i settantenni che in teoria, avendo ridotto o perso il focus sul lavoro, avrebbero molto tempo “vuoto” da riempire. E che invece sperimentano sempre più spesso che il “tempo liberato” dai precedenti impegni tipici della piena maturità, viene velocissimamemte “insidiato” da tantissime richieste di aiuto e da altrettanto numerose allettanti opportunità di nuove attività e interessi.

La ricerca del nuovo equilibrio di vita è un quotidiano lavorìo in cui si cercano punti di compatibilità tra le spinte e le richieste più varie da una parte e l’inevitabile limitatezza delle risorse di tempo, fisiche ed economiche dall’altra.

I poli di attrazione sono tantissimi. Ad esempio: la cultura (mostre, musei, teatro, concerti, letture, viste culturali, ecc, sia in veste di fruitori di servizi culturali, sia di produttori, leggi: chi fa teatro, chi canta, chi suona, chi scrive ecc); i viaggi (per turismo o per visita di parenti e amici lontani); il volontariato di tutti i tipi, svolto individualmente o in gruppi organizzati; l’aiuto domestico a figli, nipoti e genitori non più autosufficienti; la cura del proprio benessere fisico, e quindi la frequentazione di palestre e di circoli sportivi, piuttosto che la attenta scelta della propria alimentazione; il desiderio di meditazione, di introspezione, di riflessione su di se e sulla propria vita.

Paradossalmente, l’individuazione del proprio punto di equilibrio è nelle mani dei singoli individui senior molto più di quel che succede quando si è giovani o nel pieno della maturità. Lì infatti la strada è spesso molto più “tracciata” e la società ti dice chiaramente cosa si aspetta da te (la scuola, gli studi, la famiglia, il lavoro, i figli). Il senior di oggi invece, in un contesto che ancora non “regolamenta” quel che ci si aspetta da un sessantenne e da un settantenne, è più libero di trovare autonomamente il punto di equilibrio più consono alle proprie caratteristiche.

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