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Attività fisica

Tai Chi

Scrive una lettrice: Buongiorno. Una coppia di amici italiani che vivono sulla costa orientale degli Stati Uniti mi raccontano che quasi tutti i giorni, di solito di buon mattino, gli spazi verdi sono frequentati da persone, spesso non giovanissime, che praticano il Tai Chi. Non solo orientali, anche molti occidentali. Questi amici hanno iniziato a praticarlo anche loro e dicono che è molto utile per la concentrazione, ma anche per tenersi in forma. Si può considerare uno sport, un’attività fisica, o è più una disciplina meditativa? E’ consigliabile anche per persone più vicino ai settanta che ai sessanta come la sottoscritta?

Il Tai Chi è un’antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Ying-Yang, cioè l’infinito rapporto degli opposti. In realtà era nato come sistema di autodifesa, letteralmente Tai Chi Chuan significa “suprema arte di combattimento”; nel tempo si è trasformato in una serie di esercizi finalizzati al benessere e alla salute. Diffusissimo nei paesi asiatici, piano piano ha iniziato a permeare anche la civiltà occidentale. L’espletamento di una seduta di Tai Chi consiste nell’esecuzione di una serie di movimenti lenti e circolari che alla visione esterna ricordano una danza silenziosa.

Durante il mio primariato in un reparto di riabilitazione ho introdotto nelle terapie di gruppo, come supporto ulteriore, delle sedute di Tai Chi condotte da un fisioterapista esperto. I benefici sono stati accuratamente valutati con un protocollo di cinque anni ed hanno portato a soddisfacenti risposte.

La prima è che non esistono specifiche controindicazioni (salvo diversa indicazione del medico) ed è un’attività consigliabile al senior anche di età avanzata.

La seconda è che viene stimolata in modo maggiore la partecipazione al gruppo e coloro che lo praticano si aiutano spontaneamente nel migliorare la qualità del gesto; questo ha un importante effetto di socializzazione che, come ben si sa, è uno degli aspetti prioritari per combattere la solitudine che può aumentare, se non essere l’unica, disabilità nell’anziano.

La terza è che viene favorita la concentrazione mentale: questo significa ampliare l’attività cerebrale sia nel campo emotivo sia in quello del controllo motorio.

La quarta è che sia la respirazione sia l’ampiezza dei movimenti articolari vengono implementati in modo visibile dopo qualche tempo.

La quinta, e non ultima, è che viene diminuita in modo drastico la possibilità delle cadute, spauracchio dell’età avanzata.

In letteratura esistono numerosi lavori che confortano la tesi che il Tai Chi abbia reali benefici, migliorando la mobilità articolare, la respirazione e il tonotrofismo muscolare. Infatti i movimenti ampi e lenti hanno la funzione di effettuare uno stretching dolce del sistema muscolare, riuscendo a recuperare nel tempo dei gradi di articolarità che si erano persi con il non uso. Contemporaneamente la dolcezza del gesto impedisce eventuali traumatismi, rendendo questa disciplina sicura in tal senso.

Il controllo della respirazione, che diviene poi automatico, migliora l’ossigenazione del corpo perché favorisce l’utilizzo ottimale dell’ossigeno da parte degli organi. Si pensa infatti che anche il sistema nervoso centrale ne risenta beneficamente.

È evidente che anche i muscoli, non sottoposti a traumatismo, ma a un lavoro soft, a lungo andare migliorano la loro capacità di resistenza alla fatica e specialmente per gli arti inferiori aumentano la “saldezza sulle gambe”, diminuendo in modo significativo il pericolo delle cadute.

Cosa dire quindi per concludere? Che il Tai Chi è una forma splendida di ginnastica dolce, che può essere svolta (e anzi fortemente consigliata) a tutte le età con la finalità di migliorare gli aspetti cognitivi e motori del sistema nervoso centrale, ottimizzando spesso la funzione respiratoria e, non ultima, migliorando appunto il tonotrofismo muscolare rendendo il senior “più forte” e sostanzialmente maggiormente autonomo.

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