Senior Living
aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Differenze di genere

Uomini che fanno sport, donne che vanno in palestra

In un precedente articolo si è parlato del diverso uso del tempo di uomini e donne senior, a partire da una ricerca milanese effettuata tramite interviste in profondità su un campione contenuto di soggetti.

In questa nota parlerò di un’attività specifica, quella sportiva, utilizzando, invece, i dati dell’ampia ricerca nazionale effettuata dall’Istat nel 2016[1].

Il primo dato riguarda la percentuale di chi svolge una qualche attività fisica, sport, o palestra che sia. Come emerge dal grafico n.1, quasi la metà degli intervistati pratica una qualche attività: un 26% almeno settimanalmente, un 9% mensilmente, un 10% saltuariamente. Il grafico evidenzia, inoltre, come la distribuzione dei dati sia sostanzialmente analoga per uomini e donne.

Grafico n.1 Svolge nel tempo libero qualche attività fisica, come sport o palestra? * GenereSe i dati complessivi sono analoghi, diversi sono però, per uomini e donne, gli ambiti in cui tale attività viene praticata.

Come evidenzia il grafico n.2, gli uomini svolgono più frequentemente attività sportive vere e proprie: il 18,2% in modo continuativo, il 13,1%in modo episodico – contro i corrispettivi 15,3% e 8,8% delle donne.

Grafico n.2. Nel suo tempo libero pratica con carattere di continuità uno o più sport? * Genere

Le donne, invece, come evidenzia il grafico n.3, frequentano maggiormente le palestre e/o corsi appositi – circa il 30% contro il 21% degli uomini.

Grafico n. 3: Frequenta una palestra? * Genere

Questi dati suggeriscono due considerazioni.

La prima riguarda il fatto che se è certamente positivo che una parte consistente di persone in questa classe di età continui a svolgere in modo più o meno sistematico una qualche attività fisica, sarebbe però auspicabile che tale percentuale diventasse più elevata, specie se si considera come tale attività abbia effetti positivi non solo sul benessere fisico e sul mantenimento delle funzionalità motorie, ma anche, come dimostrano diverse ricerche, sulle stesse capacità cognitive, rallentando così i processi di invecchiamento.

Foto di Michael Kauer da Pixabay

La seconda considerazione riguarda i modi con cui i due diversi tipi di attività – pratica sportiva e palestra – impattano sulle reti relazionali. Per quanto concerne le attività sportive, l’indagine non ha rilevato se si tratti di sport di squadra (come il calcio) o di sport di coppia (come il tennis), ma in entrambi i casi, si tratta di attività connesse ad una socialità, che da tali attività, pur tendenzialmente competitive, esce rafforzata. Per quanto riguarda invece le attività svolte in palestra o in gruppi ‘guidati’, la fruizione è, tendenzialmente, individuale.

Non stupisce quindi che lo sport sia più praticato dagli uomini, la cui socialità è, di norma, di gruppo e funzionale al ‘fare insieme qualcosa’; la palestra più frequentata dalle donne la cui socialità avviene in altri contesti, come la casa, e con modalità più centrate sulla relazionalità.

Ma, se si utilizzasse la dicotomia piacere-dovere, forse si potrebbe anche riflettere sul fatto che sembrano più abbinabili al concetto di ‘piacere’ le attività agonistiche (quando si vince e perfino quando si perde), al concetto di ‘dovere’, la palestra e i corsi guidati.

E, da questo punto di vista, il fatto che le attività sportive le facciano più gli uomini, la palestra la frequentino più le donne, forse ci suggerisce qualcosa sulle differenze di genere con cui, anche in questa classe di età, ci si prende cura di sé e del proprio corpo.

[1] Nella classe di età considerata, dei 55-64nni, i soggetti intervistati in questa indagine Multiscopo sono stati 5717.

Commenta