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Verdi senior

Della serie “Appassire con stile”.

Qualche tempo fa ho partecipato ad un interessante Seminario dedicato alla “Salute della Terra e ai nuovi stili di vita” che sarebbe opportuno adottare.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Certo, lo sappiamo tutti che la terra è in pericolo: ce lo dicono i mari e l’aria inquinati, la plastica che invade il pianeta, l’aumento della temperatura della Terra, il cambiamento climatico e la frequenza delle catastrofi naturali, nonché mutazioni di virus, che causano pandemie mondiali, come quella del Coronavirus, che stiamo vivendo attualmente.

Non possiamo più prescindere da una maggior consapevolezza degli effetti quotidiani che tante scelte, anche le più piccole, finiscono per avere sull’equilibrio del nostro pianeta e non possiamo non sapere che siamo interconnessi: una scelta economica in una parte del mondo, finisce per aver ripercussioni sulla parte opposta del pianeta.

Anche i giovani, sollecitati dalla giovane svedese Greta Thunberg, hanno ormai compreso che ereditano un mondo in cattivo stato e d’altra parte è indubbio che il loro Movimento stia risvegliando una maggiore consapevolezza nei singoli, riguardante la salute della terra e il suo futuro. Resta però il fatto che gli appelli finora fatti ai governanti di tutto il mondo sono stati spesso inascoltati: l’economia e il consumismo mal si sposano con l’ecologia e uno stile di vita più sobrio: mancano infatti seri programmi politici per far fronte ai danni provocati finora alla terra e ci resta la grossa responsabilità che riguarda il futuro delle nuove generazioni.

Non resta allora che agire dal basso, cioè dai consumatori stessi. Ed è qui che noi senior possiamo impegnarci e fare la differenza, anche perché l’accudimento e la conservazione della salute e della bellezza del pianeta sono tra i valori che stanno a cuore a noi senior, come risulta dagli studi del sociologo americano Theodore Roszak, pubblicati nel suo libro “America the wise” (purtroppo non ancora tradotto in Italiano). Mi piace pensare che con l’impegno e con l’esempio di noi senior si possa fare una rivoluzione dal basso: piccole cose (da scelte relative alla spesa quotidiana, al momento in cui investiamo i nostri risparmi, scegliendo banche etiche, rispettose degli equilibri solidali), ma che fatte in modo collettivo, possono fare la differenza.

Io personalmente voglio impegnarmi ad una maggiore frugalità negli acquisti, per evitare spazzatura inutile; a comperare frutta e verdura a Km. zero, basta limoni argentini e Kiwi della Nuova Zelanda, i cui trasporti inquinano il pianeta; cerco prodotti locali e italiani che compero al mercato o dal verduraio, che li mette in sacchetti di carta, certo li pago un po’ di più, ma so di farlo per il futuro della Terra; non voglio più comperare salumi già confezionati in contenitori di plastica, ma li compero affettati dal mio macellaio e messi nella carta; vado a far la spesa con una borsa grande, riutilizzabile, per evitare sacchetti di plastica, poi da smaltire; compero prodotti ecologicamente sostenibili, e mi informo on line sulle Ditte che lo sono; devo ancora affrontare il problema dell’acqua in bottiglie di plastica ma vedrò… E ancora, uso l’auto il meno possibile, per non inquinare, quindi cammino di più e mi fa bene. Stampo documenti il meno possibile e leggo informazioni on line, onde evitare inutili consumi di carta.

Io sto facendo la mia piccola rivoluzione verde, ma noto, da servizi televisivi ai quali ora sono più attenta, che intanto si sta anche avviando un’economia circolare (contrapposta all’economia lineare) di riciclo: dalla plastica si producono stoffe, dalle bucce di frutta si ricava gas….

Spesso le nostre non sono “scelte”, facciamo in un certo modo perché “abbiamo sempre fatto così” o perché seguiamo la scia del momento, senza pensare. E’ necessario, invece, essere più consapevoli e fare in modo che le nostre siano davvero “scelte” in favore della salute del pianeta e condividerle il più possibile, adottando un cammino collettivo, come sollecita anche Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato sì”.

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