Un anello tra borghi friulani disabitati ma non abbandonati

Stavoli, Moggessa di Qua e Moggessa di Là.

Le montagne un tempo erano abitate. Poi le persone sono scese per stare meglio e le hanno abbandonate. La natura ha fatto il suo corso, ricoprendo i prati di boschi e piantando alberi nei muri delle case. In Friuli c’è stato un motivo in più per abbandonare le montagne: il terremoto del 1976.

Quando sono arrivato a Stavoli (provincia di Udine) arrivavo dall’alto: ero partito tardi, la mattina, dopo una sauna e una nuotata in piscina ad Arta Terme, e ci sono arrivato da un colle, percorrendo in discesa tutta la val Variola, una valle selvaggia in cui il sentiero n. 417 a volte si perdeva tra erbe alte e alberi caduti.

Stavoli mi è apparso come un’oasi di civiltà dopo una traversata in un ambiente incontaminato. È un villaggio disabitato ma ben tenuto, che gli ex-abitanti tengono con cura e che si popola nei fine settimana e nel periodo estivo.

A suo tempo era una sorta di capoluogo: c’era la chiesa, ovvio, ma anche una piccola scuola elementare.

Il percorso che propongo arriva a Stavoli dal basso e fa un anello, consentendo di visitare altri due borghi abbandonati (Moggessa di Qua, meglio conservato, e Moggessa di Là) e di tornare da un sentiero diverso da quello di salita.

Come arrivare

Moggio Udinese si trova a circa 50 km a Nord di Udine, da cui è raggiungibile in poco più di un’ora in treno fino alla stazione di Carnia + autobus.

Descrizione del percorso

Partenza: Campiolo Alto (350)

Arrivo: Moggio Udinese (360)

Sviluppo: 10,5 km

Dislivello: + 750 m  – 740 m

4-6 ore, media difficoltà

Ricettività: alloggio e ristoro a Stavoli; ristoro a Moggessa di Là.

Mappa Plotaroute: clicca qui

Tra il punto di partenza e quello di arrivo ci sono 2,5 km, percorribili facilmente a piedi.

Da Campiolo Alto risali per mezz’ora la stretta valle del torrente Glagnò, finché non arrivi a un ponte che ti consente di attraversarlo e affrontare la salita nel bosco. Quando il sentiero si spiana, raggiungerai l’ampio prato di Stavoli. Incontrerai prima la chiesa, poi la scuola elementare, poi il villaggio con le sue vie strette.

Etimologia di Stavoli: “stavolo” è la tipica casa della Carnia, con basamento in pietra e piano superiore in legno.

Il sentiero per Moggessa di Là scende in fondovalle per circa 200 metri e ne risale altrettanti sull’altro versante dopo aver guadato il torrente Glagnò. Il villaggio è in buone condizioni e merita una visita.

Da Moggessa di Là a Moggessa di Qua si prende il sentiero n. 418, che scende fino al torrente Mulin e risale sull’altro versante; la seconda Moggessa è più diroccata. Il sentiero prosegue poi fino a Moggio Udinese tra saliscendi e una lunga discesa finale.

Dopo Moggessa di Qua è possibile scegliere una scorciatoia che consente di tornare al primo ponte sul torrente Glagnò e quindi a Campiolo: vedi mappa Plotaroute

 

Link utili

Variante con possibile pernottamento a Stavoli

A Stavoli è possibile pernottare previa prenotazione. Puoi salire in mattinata, pranzare lì e goderti il pomeriggio per vivere l’atmosfera del villaggio.

Ti suggerisco anche di dedicare un paio d’ore a risalire la valle lungo il sentiero n. 417, sulla sinistra orografica (cioè il versante destro salendo). Potrai inoltrarti nel bosco come Cappuccetto Rosso e apprezzare la forza con cui la natura si riprende gli spazi. Il sentiero scende più volte a livello del torrente, attraversando alcuni immissari del Variola. A volte non è evidente, serve molta attenzione.

Dovrai tornare da dove sei salito, quindi sceglierai tu la durata di questa passeggiata nel selvaggio.

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66 anni, padre, marito, viandante, ex-consulente di direzione.

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Un Commento

  1. Annamaria 23 Giugno 2026 at 8:19 - Reply

    Mi piacerebbe molto conoscere alcuni dei posti descritti.ma sono di Bari, soltanto il viaggio lungo e costoso e poi sono ormai sola mia figlia è grande e da qui nessuno è interessato alla natura ai luoghi conservati dal tempo !!!

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