Consumo di vino e longevità

La storia del paradosso francese.

Può il consumo di vino rosso ridurre il rischio di mortalità nei Senior?

La scienza della longevità: di che si tratta?

 

 

Le ipotesi della scienza

Come spiegare il motivo per il quale i Senior francesi negli anni ‘80, grandi consumatori di formaggi e quindi con un’elevata assunzione di colesterolo e grassi saturi, avessero un rischio di mortalità molto basso? Il celebre paradosso francese è il termine coniato in quegli anni da tre ricercatori per indicare il caso fortunato della Francia rispetto agli altri paesi in termini di dieta e mortalità per malattie cardiovascolari.

I due casi studio: la Francia e la Finlandia

La scienza apparentemente non sembrava esaustiva nell’illustrare le cause di questo fenomeno: sappiamo con certezza, infatti, grazie a diversi studi condotti a partire dagli anni ’50, che ad una elevata assunzione di grassi saturi e colesterolo corrisponde un elevato rischio di mortalità. Tra i primi a sottolinearlo fu Ancel Keys, padre della Dieta Mediterranea, il quale diresse il primo grande studio prospettico in 7 paesi nel mondo, nel tentativo di associare la dieta all’insorgenza di alcune malattie non trasmissibili.

Quello che tuttavia emerse nello studio del paradosso francese era che due paesi esulavano da questa associazione, la Francia e la Finlandia: nonostante in entrambe le nazioni avvenisse l’assunzione di grassi saturi e colesterolo simili, il numero di attacchi cardiaci fatali in Francia risultava 5 volte inferiore rispetto al paese del Nord Europa. Ed ecco qui la contraddizione: quale spiegazione possibile? Era la dieta? Era il vino? O lo stile di vita in generale?

La prima ipotesi: la dieta

Inizialmente il primo errore di valutazione fu quello di considerare un solo aspetto della dieta relativo all’assunzione di alimenti di origine animale; i Senior francesi e finlandesi erano amanti di formaggi, di carne rossa e utilizzavano molto il burro come grasso principale, ma un’analisi comprensiva evidenziava come poi la popolazione francese consumasse verdura 4 volte di più rispetto ai finlandesi, introducendo quindi maggiori quantità di acqua, fibra, vitamine, minerali e composti antiossidanti. Rispetto allo stile di vita poi, i francesi passavano molto tempo all’aria aperta e conducevano in generale uno stile di vita sano.

La seconda ipotesi: il consumo di vino rosso

L’altro errore, relativo al consumo di alcolici, si riferiva all’ipotesi che fosse il vino rosso a svolgere un effetto di riduzione dell’infiammazione e quindi del rischio di mortalità in generale; infatti, mentre l’assunzione di vino rosso in Finlandia era molto bassa, non lo era affatto in Francia: consumato durante i pasti con moderazione, il vino rosso era parte integrante delle abitudini francesi a tavola. Si iniziò di conseguenza ad indagare se i composti antiossidanti presenti in grandi quantità nel vino rosso, il più noto dei quali è il resveratrolo, potessero divenire protettivi. I ricercatori si chiesero dunque quanto resveratrolo e quindi quanto vino dovremmo bere al giorno per avere un effetto sulla riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare. I risultati degli studi sembrano a dir poco ironici: centinaia di bicchieri di vino al giorno, con chiaramente più rischi che benefici.

Le conclusioni dello studio a posteriori

L’ultimo errore nella conduzione dello studio era stato quello di non considerare i tempi di sviluppo delle malattie degenerative, che richiedono diversi decenni prima di dare i sintomi. Come ha sottolineato Marion Nestle, autrice della revisione dello studio sul paradosso francese, i francesi avevano iniziato solo di recente a mangiare in modo così poco salutare e le malattie croniche richiedono decenni per svilupparsi.

A quanto pare, dunque, non vi era alcun paradosso. Il segreto della longevità dei francesi risiedeva nella vita attiva all’aria aperta, nella moderazione e in un elevato consumo di alimenti di origine vegetale. E un bicchiere di vino rosso, di buona qualità, esclusivamente durante i pasti.

Nestle, M. (1994). Diet and alcohol in heart disease risk: the French paradox. Contemporary Drug Problems21(1), 71-80.

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Foto di Kampus Production da Pexels

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Nutrizionista e divulgatrice scientifica. Si occupa di salute, scienza e sostenibilità e insegna Nutrizione ad Alma – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

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