Il cinque in nutrizione

La qualità della dieta in un semplice numero.

Il numero 5 ricorre in tante raccomandazioni della scienza della nutrizione: infatti, a partire dalla distribuzione giornaliera dell’energia, la letteratura scientifica concorda nel pianificare l’alimentazione in 5 pasti: 3 principali (colazione, pranzo, cena) e 2 spuntini (metà mattina e metà pomeriggio).

PILLOLE DI BENESSERE: di che si tratta?

 

Gli effetti positivi osservati nelle diverse ricerche dimostrano come questi ultimi siano funzionali ad assicurare un miglior controllo del peso: applicando tale strategia, infatti, mangiamo più frequentemente, ma assumiamo minori quantità di cibo, senza avvertire la sensazione di fame. La regola dei 5 pasti vale per tutti, anche e soprattutto per i Senior, sia per coloro che faticano a mantenere un peso corretto, sia invece per chi non arriva a soddisfare i fabbisogni nutrizionali.

I 5 pasti sono poi associati ad una maggior qualità della dieta: solitamente i due spuntini rappresentano l’occasione di consumo per la frutta, alimento che sempre più spesso adulti e anziani a volte limitano a fine pasto, accusando problemi di gonfiore intestinale. La frutta, e perché no, anche la verdura, fungono da merenda ideale e altamente saziante, grazie all’elevato contenuto di fibra.

Cinque, ancora, equivale al numero di porzioni di frutta e verdura di 5 colori diversi (blu/viola, giallo/arancione, rosso, verde e bianco) che dovremmo assumere ogni giorno, ad accompagnare ogni pasto, assecondando le stagioni e dando sempre la preferenza a quella fresca.

Il colore è associato alle vitamine e agli antiossidanti presenti: più ricca e varia è la dieta dal punto di vista cromatico, più elevata è l’assunzione di tutti quei composti essenziali per il buon funzionamento delle difese immunitarie. L’abile uso dei colori nel piatto può essere sfruttato per rendere le preparazioni più attraenti e amplificare la percezione dei gusti, come raccontato nell’articolo Buono e anche bello da guardare – l’evoluzione dei cinque sensi a tavola.

Curiosamente negli ultimi anni alcuni studi osservazionali hanno aggiunto rilevanti informazioni rispetto al timing di introduzione degli alimenti al fine di un miglior controllo del peso ed un minor rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari: non conta solo la qualità della dieta, data in generale dai 5 pasti e dall’attenzione all’assunzione di frutta e verdura, ma anche l’orario dei pasti all’interno della giornata.

È possibile, quindi, indicare per ogni soggetto il cronotipo, ovvero l’orario di preferenza di svolgimento delle attività giornaliere, associato nel complesso ad un maggiore impegno nell’alimentazione, ad una migliore qualità del sonno e di conseguenza ad un minor rischio di insorgenza di patologie degenerative. Ulteriori approfondimenti nel prossimo articolo!

foto Ridofranz su licenza iStock

 

Condividi questo articolo

Nutrizionista e divulgatrice scientifica. Si occupa di salute, scienza e sostenibilità e insegna Nutrizione ad Alma – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.

Lascia un commento